24: Live Another Day – Day 9 – Ep. 03 – 1 p.m. – 2 p.m. – by R.

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Jack Bauer ci ha abituati a non avere un attimo di pausa e in questa puntata è protagonista di ben due inseguimenti, il primo come “cacciatore” dell’eclettica Simone, il secondo come “preda” dell’inarrestabile Kate Morgan. E mentre quest’ultimo ci porta ad una conclusione di episodio turbolenta, quello che lo vede spostarsi da una parte all’altra di Londra tra auto e metro, termina in un nulla di fatto dal punto di vista della missione, ma in un momento profondo tra Jack e Chloe.

La distrazione di Chloe, che comporta la fuga indisturbata di Simone, è frutto di quanto accaduto alla sua famiglia: il marito Morris e il figlio Prescott sono stati uccisi in un incidente d’auto, il cui obiettivo è certa fosse lei perché a conoscenza di quello che era successo a Jack quando si era allontanato dagli US. Questa confessione riavvicina notevolmente i due protagonisti sia come amici che si sostengono attraverso crisi complesse sia soprattutto perché entrambi sanno cosa si prova a perdere chi si ama, specie quando questo accade come conseguenza indiretta delle loro azioni per un bene più alto. Jack lo ha provato al termine della prima stagione – in uno dei cliffhanger più emozionanti che ricordi – lei in questi quattro anni di buio. Dopo due episodi in cui ha cercato di mantenere una certa freddezza verso l’ex compagna d’azione, Bauer tira fuori l’altro lato di sé, quello sensibile che è stato il vero motore dietro ogni sua azione. “You can’t bring back the ones you lost. But you can honor their lives helping others. It’s the only way forward”. Proteggere il suo Paese è stato ciò che anno dopo anno gli ha fatto perdere tutti quelli che amava, ma allo stesso tempo è stato l’unico modo possibile per poter sopportare il dolore, per andare avanti senza che quella sofferenza lo portasse all’autodistruzione – l’inizio della seconda serie ne è esemplificativo. Per Chloe al contrario la perdita della sua famiglia è stata la molla che l’ha fatta schierare contro il sistema che prima difendeva. Le parole di Jack sono comprensibili, ma allo stesso tempo biasimare Chloe è impossibile: lei avrà anche coperto la fuga di quello che viene considerato un terrorista psicopatico, ma perché uccidere la sua famiglia (o lei)? E chi è stato? I Russi o addirittura il suo stesso Governo? Questa rivelazione pone le azioni di Chloe sotto una nuova luce e crea un forte parallelismo tra lei e Margot. Quest’ultima agisce per vendicare la morte del marito, un capo di Al Qaeda, rimasto ucciso da un attacco di droni americani autorizzato dal Presidente Heller. Siamo di fronte a due donne che hanno perso coloro che amavano per colpa del Governo Americano e che ora cercano di farlo cadere, una diffondendo informazioni segrete, l’altra con attacchi che potrebbero scatenare una guerra. Margot si presenta come una donna molto forte e autoritaria, che tiene nelle sue mani la gestione di una famiglia e di un pericoloso piano allo stesso tempo, combinando queste due funzioni con comportamenti dubbi (spiare figlia e genero è un po’ inquietante) volti a garantire che tutto proceda senza rischi. Per raggiungere il suo obiettivo è disposta anche a sfruttare in ogni modo i figli: come suo marito lasciava che lei si avvicinasse ad altri uomini per perseguire la missione, così il genero deve lasciare che Simone faccia lo stesso, anche se lo disgusta. Questa frase porta inevitabilmente ogni fan di Game of Thrones a pensare alla battuta di Catelyn Stark durante il Red Wedding quando racconta a Lord Bolton che Ned aveva impedito l’usanza della messa a letto per risparmiarle quell’imbarazzo: tutt’altro uomo, tutt’altri valori.

Dopo un secondo episodio dove il suo acume era stato messo da parte, l’agente Morgan torna a brillare come erede al femminile di Jack Bauer: al diavolo gli ordini del Capo e i diritti del suo arrestato, per ottenere le informazioni necessarie bisogna essere disposti a spingersi oltre. E lei lo fa senza remore, guadagnando anche il rispetto di quello stesso agente che fino a un paio di ore prima voleva sostituirla senza troppi complimenti. Navarro al contrario sembra più interessato ad evitare disagi politici che ad indagare. Il Capo Sezione pone in primo piano il rischio di peggiorare la crisi diplomatica con degli agenti americani implicati in una sparatoria contro civili britannici: se Basher e i suoi uomini sono delinquenti, sarà la polizia britannica ad occuparsene, non la CIA. Questa situazione mette in chiaro quanto sottolineato nel precedente post sulle difficoltà derivanti dal trovarsi su suolo straniero: il Governo americano non può agire come vuole, deve rispettare le autorità del luogo e stare entro certi limiti.

Se ne accorge presto anche il Presidente Heller, il quale non fa in tempo ad iniziare il suo discorso che viene immediatamente attaccato dai Parlamentari. E’ irritante, anche se prevedibile, dover ammettere che Mark aveva ragione. Ma il Capo Staff della White House rimane terribilmente ambiguo, raggiungendo l’apice con la falsificazione della firma del Presidente sul documento per consegnare Bauer ai Russi; lo fa in un attimo, così velocemente da lasciare il sospetto che non si tratti della prima volta; e subito dopo si blocca, come se sentisse il bisogno di contemplare quanto appena fatto. Mark si sente più potente di quello che in realtà è e traduce questa sensazione in concretezza agendo nel dietro le quinte e cercando di controllare chi gli sta intorno. E gli Heller sembrano accorgersi di questo suo atteggiamento sia rispetto al Presidente – che se non riesce personalmente, cerca di far persuadere dalla figlia – sia con Audrey. In una scena in cui si intuisce che il loro matrimonio non è così idilliaco quanto sembra – la risposta al padre su come vadano le cose è eloquente: un “good” talmente forzato che ho quasi provato imbarazzo per lei – Audrey accusa Mark di tenerla sotto una campana di vetro, una condotta che non è più giustificabile ora che le sue condizioni mentali non sono più instabili. Per ora padre e figlia sono convinti che il suo prendere le decisioni al posto dei diretti interessati sia comunque fatto in nome del giusto, frutto di una mera preoccupazione, ma sarà veramente così o la sua mania di controllo nasconde ben altro?

L’episodio si chiude con Jack costretto a sparare a dei civili per poter sfuggire alle guardie, con Kate ormai prossima alla sua cattura. A causa dell’annebbiamento di cervello avuto nell’ora precedente che non le ha fatto ascoltare neanche una parola di Jack, Kate e Bauer sono ancora su due lati opposti, ma le continue similitudini tra i due suscitano curiosità su cosa potrà accadere quando avranno modo di confrontarsi veramente – sperando che quell’incapace di Navarro non si metta in mezzo. Il finale lascia presagire che questo potrebbe succedere nella prossima ora, ma Jack è pieno di risorse nascoste e adesso che è ad un passo da Heller non permetterà a nessuno di fermarlo.

 

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