24: Live Another Day – Day 9 – Ep. 05 – 3 p. m. – 4 p. m. – by R.

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Di nuovo Kate Morgan diventa il fulcro centrale di un episodio, trasformandosi nell’eroina che svela ogni mistero dinanzi alle menti offuscate degli uomini al comando. L’erede di Jack Bauer – con l’aiuto di Chloe – prova la verità delle parole di quest’ultimo lasciando sui volti di Heller, Mark e Navarro un’espressione a metà tra lo sconcerto e l’indispettito. Ed anche quando il suo Capo la taglia fuori dall’operazione – col solo scopo di prendersi ogni merito – è lei a cogliere la trappola imminente: esattemente come nella prima puntata la semplicità della soluzione la insospettisce, permettendole di scoprire che quello che appare come il nascondiglio di Margot sia in realtà il suo primo obiettivo – dopotutto il figlio deve pur vedere se è in grado di pilotare un drone, non si può mica improvvisare.

Mentre Kate è dietro ai due punti focali di questo episodio, il suo mentore a distanza scompare per ben 20 minuti. Tutti parlano di lui, ma Jack non si vede. Questa lunga assenza (così come il suo silenzio nella prima puntata) contribuisce ad aumentare la tensione, lasciando presagire che quando ricomparirà gli eventi che ne scaturiranno saranno forti. Nei primi episodi delle precedenti otto stagioni le scene iniziali erano concentrate sull’inquadramento della nuova minaccia e la situazione del CTU (o più in generale dei soggetti deputati ad investigare), per poi delineare il nuovo stato in cui era Jack, comprensivo delle relazioni instaurate, il cui relativo sviluppo sarebbe stato seguito nel corso della giornata. In questa mini-serie la posizione di Bauer è un po’ diversa, avvolta nel mistero degli ultimi quattro anni e messa in gioco dal ritorno dei rapporti passati: Jack resta il centro di tutto (perché Jack Bauer è 24), ma è come se l’accesso al suo personaggio ci fosse consentito solo attraverso il contatto con altri protagonisti; in passato avremmo assistito al suo percorso verso l’incontro col Presidente, mentre stavolta vediamo solo il suo arrivo grazie agli occhi di Heller e Audrey.

Non cambia invece il fatto che Jack abbia sempre ragione, ovvietà che però non trova riconoscimento da parte dei suoi detrattori. L’unico a mostrare un minimo di pentimento è Mark, che ammette con Audrey di aver agito annebbiato dai sentimenti personali; una confessione di debolezza che non ha successo come “cattura-simpatia/pena”: lo fa esclusivamente per ristabilire la sua immagine di fronte agli occhi della moglie, il cui rendez-vous con il grande amore è ormai prossimo; non convince noi e neppure lei che lo gela con un “My father needs you” quasi a sottolineare che lo stesso non vale per lei. Tra l’altro poco prima Mark pecca nuovamente di onnipotenza arrogandosi il diritto di prendere una chiamata specificatamente destinata al Presidente, almeno in quel caso il narcisismo di Navarro ha il vantaggio di renderlo deciso verso il Chief of Staff.

Come preannunciato il momento in cui Jack ricompare dà vita a due scene forti dal punto di vista emotivo: gli incontri con Heller e Audrey, entrambi prova di come i 7 anni passati non si sentano. Il Presidente mantiene quell’atteggiamento di superbia proprio del discorso con cui aveva allontanato Jack dalla figlia; non c’è alcun accenno di mea culpa per non avergli dato retta sin dall’inizio, anche quando Bauer dice “So I was right” Heller prosegue nella descrizione dei fatti senza prestargli attenzione; e lo vuole usare per risolvere il guaio in cui lui stesso si è cacciato, stando alle sue regole però, l’opinione di Jack – nonostante tutto – non conta ancora nulla. William Devane interpreta un personaggio che è sempre in bilico tra colui per cui simpatizzare (il Presidente che, senza intrighi e corruzioni, agisce per il bene del proprio Paese) e l’uomo orgoglioso, pieno di sé che alla fine vuole sempre avere ragione, terribilmente irritante. E’ talmente convinto di essere il politico moralmente perfetto che di fronte alla verità del messaggio di Margot (che ricorda come nell’attentato in cui morì il marito vennero uccisi anche dei bambini) si sente “tradito” da Mark per non essere stato avvisato dei danni collaterali occorsi, come se in un attacco di droni una tale eventualità non sia preventivamente messa in conto.

Sa di vero grande amore l’incontro con Audrey, con quell’abbraccio accennato che ricorda le loro scene della quarta stagione, come se fossero accadute ieri. La donna sente il bisogno di avvicinarsi a quell’uomo a cui ha dovuto rinunciare contro la sua stessa volontà e soprattutto di dirgli “I should have defended you more when I heard all those things”, a volergli confermare che lei lo conosce e non si è lasciata ingannare da quel che tutti dicevano di lui. Ma Jack – dopo essersi preoccupato del se il marito si prenda cura di lei – sente il bisogno di proteggerla ora al pari di allora e cerca di allontanarla, avvalorando l’immagine che gli altri hanno di lui “Everthing they said is true. It was complicated, but I killed those people”; ci vuole ben altro per respingere una donna innamorata! Fai bene a preoccuparti, Mark!

A casa Al-Harazi tutto è pronto per il primo attacco e il misero tentativo di sabotaggio di Naveed si trasforma non solo nell’esplosione del luogo dove fanno irruzione gli agenti della CIA, ma anche nella sua stessa morte, dinanzi ad una Simone indifferente; è evidente che questo non fosse un grande amore, perlomeno da una parte. Con il video-messaggio Margot svela il suo piano: o Heller, responsabile della morte di suo marito e di innocenti civili, le si consegna entro 3 ore o migliaia di innocenti moriranno. Per quanto il suo agire secondo la regola dell’occhio per occhio non sia condivisibile, la donna dimostra che nonostante sia lei quella che ora è etichettata come terrorista, le sue azioni non sono tanto diverse da quelle del Presidente – tenendo inoltre presente che i droni sono stati creati dal Governo Americano, che ora non è neanche in grado di fermarli. Dopo avercela mostrata come una donna che agisce per vendicare l’amato, 24 approfondisce la tematica delle motivazioni e mette in luce sia il punto di vista delle prossime vittime sia quello della carnefice, rendendo più labili i confini tra giusto e sbagliato.

L’episodio si conclude con due climax: la morte di Naveed e l’esplosione ai danni della squadra di Navarro, ci sarà qualche sopravvissuto? Heller ha così la prova che Margot fa sul serio e non c’è tempo da perdere, sarà disposto a mettere da parte il suo orgoglio ed accettare la proposta di Jack o dovremo basarci ancora sulla libera iniziativa di Kate?

 

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