24: Live Another Day – Day 9 – Ep. 06 – 4 p. m. – 5 p. m. – by R.

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Jack is back on the field. E qualunque cosa lui voglia – Kate Morgan compresa – deve essergli data immediatamente. La prima, sola, giusta decisione dall’inizio di questo Day 9. La prova che Bauer aveva ragione su tutto non era stata sufficiente per far abbassare la testa ai men in charge coinvolti; è servita l’esplosione di un missile ai danni della squadra CIA – con tutto l’allarme pubblico conseguente – per fargli capire quello che dovrebbero aver imparato anni fa: Jack Bauer è il solo che sa cosa deve essere fatto ed è disposto a farlo. Questo è ciò che gli ha permesso di risolvere missioni impossibili: Jack non è un uomo di Stato, tenuto a mantenere una certa immagine; è un operativo, pronto anche ad andare oltre per raggiungere l’obiettivo. Torture, minacce, aggiramento delle regole, doppio gioco sono atti che in determinate circostanze devono essere fatti, sono quello “sporcarsi le mani” che gli uomini di potere affidano sempre ad altri e fingono di esserne all’oscuro. Ma lo sanno e lo accettano perché in fondo comprendono che è l’unico modo. Ecco perché era totalmente insensato che Heller non sapesse dei danni collaterali dell’attacco dei droni in cui è morto il marito di Margot; starà anche subendo gli effetti di una malattia degenerativa, ma ingenuo non è. Ed ecco perché Jack vuole con sé Kate per svolgere la sua missione: ha capito quello che abbiamo notato sin dalla prima puntata, ossia che lei gli assomiglia parecchio, che è disposta a fare ciò che deve essere fatto. Ma forse neanche Bauer si aspettava che fosse così “pronta a tutto”: il suo volto di fronte a lei che si conficca nel collo la siringa col sedativo dicendogli “Make it count” è emblematico nonché perfettamente concorde con la mia espressione; non poteva bucarsi semplicemente il braccio? Questo suo essere tosta le è però perfettamente utile dinanzi alle torture a cui viene sottoposta dagli uomini di Rask, le quali tra scariche elettriche e trapani mi hanno ricordato – tolto l’aspetto splatter – i diletti cui erano dediti i ricconi di Hostel. Inoltre nella lotta finale dimostra di essere meglio di Wonder Woman: presa di gambe e pugnalata, assolutamente meravigliosa!

Deve essere pronta al sacrificio (a fare ciò che deve essere fatto) anche Simone, perché è in questo senso che deve essere intesa la sua “accettazione” dell’assassinio del marito: l’ennesimo sacrificio in nome di una causa più grande. In realtà però l’unica in cui la ragazza sembra credere è la madre, non la causa: le occasioni in cui ha voltato le spalle a Naveed erano dovute alla lealtà verso Margot, ma la sua reazione di fronte al possibile omicidio di cognata e nipotina è la prova del suo dubbio rispetto alla morte di migliaia di innocenti. Purtroppo per lei la debolezza è un peccato che non può permettersi in simili circostanze; infatti avvertire la sorella di Naveed ha l’effetto contrario: la donna fa mille domande, si spaventa e vuole chiamare la polizia; che stupida ingrata, non può semplicemente lasciare Londra come le viene detto?! Così Simone è “costretta” ad ucciderla; purtroppo c’è pure l’impiccio della bambina che scappa via urlando aiuto e nel tentativo di fermarla la ragazza viene investita da un autobus. Poveretta, ecco a cosa porta il buon proposito di salvarle!

In questo episodio alcune frasi di Jack non possono non essere notate e sembrano la naturale continuazione di quanto detto ad Audrey nell’ora precedente sull’aver ucciso molte persone. Il discorso con Mark in cui tenta di convincerlo che non ha di che preoccuparsi, che il futuro di Audrey è con suo marito, nonché il continuo ribadire che questa è la sua ultima missione – “If I live through today which, by the way, is highly unlikely, I’m going straight to prison” oppure “This time I’m doing it for me” – lasciano intuire una sorta di addio definitivo, la tragica fine dell’eroe, che non necessariamente si concretizzerà nella sua morte, ma che avrà comunque l’amaro sapore di un finale sacrificio. Che ansia! L’importante è che Mark non l’abbia vinta e non riesca a consegnarlo ai Russi come progetta di fare sin dal primo episodio; il suo magheggio è già stato intuito dal Vice Ambasciatore Russo, a dimostrazione che solo Audrey e suo padre si fanno intortare da questo subdolo burattinaio.

Mentre le conseguenze dei dubbi del Primo Ministro Britannico rischiano di mandare a monte il piano di Jack, dimostrando ancora una volta quanto sia difficile operare in territorio straniero, assistiamo al più classico, divertente e sconvolgente twist a cui 24 ci ha abituati negli anni: la rivelazione dell’identità della talpa. Non è sconcertante come in passato perché nel suo atteggiamento superbo e narcisista e nella sua voglia di liberarsi il prima possibile di Kate si potevano cogliere gli indizi, ma è comunque una scoperta importante per le conseguenze che potrebbe avere sugli altri personaggi, Kate in primis. Navarro – miracolosamente sopravvissuto all’attacco di Margot, come a ribadire che l’erba cattiva non muore mai – è coinvolto nella vendita di informazioni di cui era stato accusato il marito dell’agente Morgan. Quel reato di cui si faceva primo censore, incolpando pesantemente la collega per non essersi accorta del ruolo dell’amato, è in realtà opera sua. E se non si è fermato di fronte né al suo amico né alla relativa moglie, chissà cosa sarà ancora disposto a fare per non essere beccato.

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