24: Live Another Day – Day 9 – Ep. 08 – 6 p. m. – 7 p. m. – by R.

24l9x08.1

“The United States does not negotiate with terrorists”. Questa frase l’abbiamo sentita da Mark poche puntate fa per impedire che il Presidente contrattasse con Jack dandogli il tempo di fornire le prove sull’imminente attacco terroristico. Ora è Bauer che la ripete sempre a Heller perché non si pieghi al ricatto di Margot. I due uomini di Audrey sono anche gli uomini di fiducia di suo padre, che li sceglie come i soli informati della sua decisione di consegnarsi alla Al-Harazi in cambio della distruzione dei droni. Jack e Mark si trovano a dover collaborare e sorprendentemente quest’ultimo si comporta correttamente, rivelando anche un profondo rispetto per il Presidente che ha servito; sebbene non possa nascondere l’antipatia per Bauer, il Chief of Staff svela un lato più umano di sé, sensibile verso “the greatest man” che abbia mai conosciuto, senza però perdere il contegno proprio del suo ruolo. Perfino quando è costretto ad affrontare Audrey che ha appena scoperto il piano del padre, Boudreau riesce a tenere il controllo della situazione, non affondando nel ruolo del marito premuroso, tutto preso a giustificarsi con la compagna, ma riprendendosi quello attribuitogli dal Presidente stesso “It was a privilege to serve him. Today he asked for one last service. I hated doing it with every fiber of my being, but I’d do it again if he asked me to. And if you can’t live with that then, then so be it”. Per quanto il suo personaggio sia irritante, devo ammettere che in questa puntata l’ho apprezzato, è in grado di agire per il meglio anche se il prezzo da pagare è l’odio di sua moglie. Certo è particolarmente divertente che Heller pensi immediatamente a lui quando Jack gli chiede l’aiuto di una persona fidata: va a prendere l’uomo che ha cercato di manipolarlo ed è addirittura arrivato a falsificare la sua firma.

Il confronto tra Heller e Jack è molto intenso; con una grande interpretazione di William Devane, il Presidente dinanzi alle resistenze dell’ex agente alza la voce, ma stavolta non per la sua solita superbia, è la rassegnazione che parla: James sa che non c’è più nulla da fare né per fermare Margot né per se stesso a causa del procedere dell’Alzheimer. Il rumore fatto da Heller è in contrasto con le frasi a voce bassa e i silenzi di Jack, che di fronte alle argomentazioni del Presidente non ha modo di controbattere. Bauer è consapevole che la situazione è disperata, ma la rassegnazione non gli appartiene, rassegnarsi significa arrendersi e lui non l’ha mai fatto. Tuttavia le parole di Heller lo colpiscono in pieno proprio nel suo voler sempre tentare di salvare un bene più grande di se stesso “If you were standing right here, in these shoes, in my position, you would do the exact same thing”; ed è la verità, Jack farebbe la medesima scelta, in modi diversi l’ha già fatta più e più volte.

Il Presidente prima della partenza per il luogo indicato da Margot, il Wembley Stadium, sistema ogni cosa; politicamente prepara le sue dimissioni in modo che la sua resa al nemico divenga un affare privato e non di Stato, cosicchè la regola “The United States does not negotiate with terrorists” sia perfettamente elusa; inoltre fa quello che ogni Presidente avrebbe dovuto fare negli anni precedenti: concede la grazia a Jack, meglio tardi che mai! Purtroppo ho il sospetto che il destino di questa grazia sarà alquanto tortuoso! Heller sceglie la via del silenzio anche con la figlia, cercando di vivere con lei un ultimo affettuoso momento, mantenendolo però nell’aria della normalità per non destare sospetti; un’altra scelta apprezzabile, sa che sta per morire, ma vuole che per Audrey tutto proceda come niente fosse prima dell’inevitabile disperazione.

24l9x08.2

Il viaggio verso il Wembley Stadium avviene in una Londra in cui sta calando velocemente la sera, il cielo è ormai buio quasi a sottolineare anche così l’atmosfera di rassegnazione che si respira tra i protagonisti. Il Presidente fa il suo ingresso in uno stadio completamente vuoto, cammina verso il centro del campo illuminato dalle luci come fosse “the last man standing”, un lottatore al suo ultimo match con ogni pronostico a suo sfavore. In un nuovo rifugio Margot e il figlio sono pronti a colpirlo con un missile, non prima di essere certi che si tratti davvero di James Heller, restando sbalorditi riconoscendo il suo volto. A quel punto Margot vuole prendersi l’onore di sparare lei stessa, portando a compimento quella missione con cui vuole vendicare il marito e migliaia di innocenti. Ora la domanda è se manterrà veramente la sua parola; finora si è dimostrata una donna d’onore, seppure dal suo punto di vista: per lei l’attacco non è un semplice sfregio alla potenza occidentale, ma lo svelare le colpe di un Governo e dell’uomo che lo guida. Per Margot, Heller non è quell’uomo straordinario osannato da Mark e Jack, ma “a murderer”. Eliminare Heller significa giustiziare colui che ha causato tanti morti “Let the world see that justice was done and that even a so-called terrorist can keep her word”. La donna è pienamente convinta delle sue ragioni, crede fortemente nella sua causa e se non dovesse distruggere i droni la rinnegherebbe, quindi penso che, salvo un’improvvisa presa del potere da parte del figlio, farà davvero quanto ha promesso.

A intervallare la storyline principale ci sono Navarro e Jordan, in una caccia del gatto col topo a distanza, dove entrambi ne escono sconfitti. Il tecnico informatico non se la cava granchè con gli intrighi, come si fa a chiamare per primo e unicamente colui che ti ha mandato ad un appuntamento con la morte? Farsi due domande in più no? Solo dopo questa telefonata capisce che dietro al sicario c’è Navarro, ma è troppo tardi, può solo uccidere a sua volta quell’uomo prima di morire. Poverino, mi faceva tanta simpatia. La morte del suo tirapiedi potrebbe però rivelarsi un boomerang per lo stesso Capo Sezione.

L’episodio si conclude con il missile che colpisce il centrocampo del Wembley Stadium, prendendo come bersaglio il petto del Presidente. L’esplosione non lascia scampo. Un colpo di scena inaspettato, che si classifica fra i migliori di tutte le stagioni di 24. Fino all’ultimo sembra un’eventualità impossibile, come se quel clima di resa debba per forza portare ad una svolta positiva e invece niente, si aspetta una buona novella che non arriva.

 

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *