24: Live Another Day – Day 9 – Ep.10 – 8 p.m. – 9 p.m. – by R.

Il ritorno di 24 sugli schermi doveva avere un significato, non poteva essere semplicemente un giorno in più nella vita di Jack Bauer altrimenti si sarebbe corso il rischio di rovinare una serie meravigliosa, come quando si sente l’obbligo di fare un sequel ad un film di successo e il risultato è una storia assolutamente inutile che ci saremmo volentieri risparmiati.

All’inizio sembrava che la ragione alla base dell’arrivo di Jack a Londra fosse fare ammenda verso la famiglia Heller e in effetti quello è il motivo che guida l’uomo; ma a livello di intrecci il quadro è molto più interessante, prospettando la resa dei conti definitiva con coloro che hanno segnato i momenti più critici nel percorso dell’agente Bauer: i Cinesi, nella persona di Cheng, cioè l’uomo che al termine della quinta stagione aveva rapito Jack e lo aveva torturato per un anno; e i Russi, causa del suo allontanamento forzato dagli US, nonché etichettamento quale terrorista psicopatico. Mentre l’intervento degli ultimi si è delineato sin dai primi episodi con la storyline condotta da Mark Boudreau nel dietro le quinte, i Cinesi sono stati solo accennati quali destinatari delle informazioni vendute da Navarro ad Adrian; ora però assumono il comando dell’operazione con Cheng, che, colpendo la portaerei cinese tramite i missili americani, ha l’obiettivo di scatenare la terza guerra mondiale. Tuttavia in questo scenario allarmante, c’è un dettaglio che trovo molto divertente: all’origine del fatto scatenante c’è Mark, perché se questo perfetto idiota non desse modo ai Russi di rintracciare Jack, quest’ultimo arriverebbe in tempo al nascondiglio di Cheng. Da quella di semplice marito e assistente affetto da mania di controllo, la posizione del Chief of Staff, già critica per la falsificazione della firma del Presidente, si complica inevitabilmente, trasformandolo di fatto in un traditore della sua Nazione.

Cheng per raggiungere il suo scopo ha sfruttato la totale stupidità di Adrian, che smentisce la genialità con cui sembrava essere stato presentato inizialmente. L’uomo è comparso a 24: Live Another Day quale esperto informatico in grado di accedere a segreti documenti di Stato, che lottava in nome della libertà delle informazioni e l’appoggio di Chloe era una garanzia delle sue capacità. In realtà il piano di Adrian è dimostrare con il dispositivo che controllava i droni la debolezza dei sistemi di ogni Paese, cosicchè dinanzi a questa verità nessuno possa più costituire una minaccia per gli altri. Possibile che a ripeterlo ad alta voce non si renda conto dell’insensatezza? Ovviamente Cheng non è d’accordo con questa sua idea strampalata e glielo fa capire chiaramente uccidendo tutti i membri del suo gruppo e poi anche lui. La natura doppiogiochista è l’unica caratteristica che ha dato uno spessore maggiore al personaggio di Michael Wincott: l’inganno ai danni di Jack, la fregatura data a Navarro e il costringere Chloe a seguirlo hanno lasciato intravedere un possibile interessante villain; ma poi illustra la sua grande idea e tutto crolla. Prima di morire mostra però un ultimo lato subdolo, confessando alla O’Brian che suo marito e suo figlio sono morti in un normale incidente, il Governo non c’entrava nulla. La ragione che ha portato Chloe a schierarsi contro il sistema che prima difendeva era solo una bugia e in nome di quest’ultima ha fatto cose di cui ora sentirà il peso.

E non è da sola a dover sopportare il senso di colpa. Kate se prima si biasimava per non aver capito cosa stava facendo il marito, ora si condanna per non avergli creduto “He realized that I no longer believe him. I’ll never forget the look in his eye. I know that was the moment that he decided to take his own life”. E chi comprende il senso di colpa meglio di Jack Bauer? In questi quattro anni in cui ha perso tutto Jack ha capito che l’unica cosa che una persona può fare è “really accept that. Then you can begin to forgive yourself”. I momenti di confessione l’un l’altra tra i due sono sempre molto intensi, quasi a sottolineare i punti in comune che sono emersi sin dalla prima puntata. E la chimica esistente raggiunge il massimo della sua evidenza quando inducono Navarro a parlare. Sappiamo che la minaccia di Kate ha un secondo fine, non lascerebbe che la rabbia prenda il sopravvento, ma lei è comunque bravissima a far credere ai presenti e al suo ex Capo che l’unica cosa che ora le interessa è la vendetta. Un’altra dimostrazione della sua somiglianza con Jack, che nella seconda stagione si era trovato in una posizione simile con Nina Myers.

Navarro dà il meglio di sé nella scena dell’interrogatorio, standosene lì con quella faccia da sbruffone, che ti verrebbe voglia solo di prendere a schiaffi; sensazione che aumenta quando in cambio del suo aiuto chiede la totale immunità – a tal proposito, possibile che chiunque possa ottenere immunità e grazia, mentre per Jack Bauer è sempre tutto complicato? Il momento in cui Jack gli massacra la mano è un fantastico ritorno ai vecchi tempi; peccato che venga interrotto!

Quando il sottomarino americano riceve l’ordine di colpire la portaerei cinese mi è venuto in mente lo show Last Resort, i cui eventi prendono origine proprio da un ordine sbagliato, che l’equipaggio però si rifiuta di eseguire perché capisce che c’è qualcosa che non va. Qui invece non ci riflettono neanche un secondo e fanno partire i missili!

La puntata si chiude con l’esplosione della portaerei, il possibile inizio della guerra; ma in 24 segna soprattutto l’imminente scontro tra Jack e il suo passato. A due episodi dalla fine tutte le questioni in sospeso, anche risalenti agli anni passati, sono sul punto di essere risolte. Riuscirà Jack a chiudere definitivamente con il passato?

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