24: Live Another Day – Day 9 – Ep.11 – 9 p.m. – 10 p.m. – by R.

Dopo il finale della decima puntata eccitazione e tensione erano già alte, ma questa riesce a mantenere lo stesso livello, conducendoci senza tregua verso un finale dove tutto potrebbe accadere. Non mancano l’azione, con le sparatorie a inizio e fine episodio, e le scene emotivamente intense, che ovviamente vedono al centro Jack Bauer.

Grazie ad una genialata di Chloe, Bauer scopre chi è la mente dietro all’attacco alla portaerei cinese; come ogni vittima, dopo essere stato torturato per un anno Jack non può non riconoscere la voce del suo aguzzino. Scoprire che quell’uomo è ancora vivo dev’essere peggio di una pugnalata, riportandogli alla mente tutto quel che ha subito – e ricordiamo benissimo com’era ridotto una volta tornato negli US. Ma Bauer regge il colpo e riprende subito il controllo della situazione. Lo stesso vale per Audrey, che dopo il rapimento del suo amato era andata in Cina a cercarlo, venendo catturata e torturata dallo stesso Cheng, fatto che poi l’ha ridotta in quello stato catatonico di cui Jack è stato incolpato. La donna, nonostante lo shock iniziale, riesce a mantenere il contegno e cerca un modo per contribuire lei stessa allo smascheramento del Cinese. Finalmente fa qualcosa di più che lamentarsi e ci regala anche un’emozionante telefonata con Jack, che forse è più toccante del loro incontro di qualche ora prima. Bauer la chiama perché ha bisogno di sapere che nonostante ogni cosa accaduta e che accadrà “I just don’t want you to hate me forever” e la risposta di lei è la sola possibile “I could never hate you. I never have”. Quando il quarto giorno di Jack Bauer iniziava, la loro storia era nata da poco e gli eventi che ne erano seguiti – e papà Heller – l’avevano distrutta, un classico esempio di “quando l’amore non basta”. Ma, per quanto lei non la sopporti, devo riconoscere che è stata tra le poche a non voltargli le spalle, a non fargli mai una colpa di quanto ha fatto, a vedere in lui l’uomo che si è sempre sacrificato per un bene più grande della sua stessa vita, esattamente come lo vediamo noi spettatori – perfino la figlia Kim non è stata tanto comprensiva. Quindi non ci sono dubbi che Audrey non provi odio per quell’uomo, come potrebbe? Le ha pure salvato la vita. Ed ora ritrovano sul loro cammino l’uomo che più di tutti li ha annientati; questo insieme alla nuova posizione di Mark sembra indirizzare verso un happy ending per la coppia, anche se per il finale mi preparo psicologicamente al peggio. A ciò si aggiunge una richiesta da parte di Audrey che potrebbe rivolegere solo a Jack “Do what has to be done”; chissà quale sarebbe stata la reazione del marito se gli avesse chiesto di uccidere il suo torturatore, probabilmente le avrebbe detto di stare calmina e andare a riposare.

Dalla sua prima apparizione il personaggio di Tate Donovan ha attirato inevitabilmente ogni antipatia, anche più di Navarro. Essere il marito di Audrey lasciava intuire che il suo approccio a Jack non sarebbe stato educato e non ha tardato a confermarlo. In questo penultimo episodio per Mark arriva il momento della verità, le sue azioni per liberarsi di Jack vengono esposte dinanzi al Presidente Heller, che tanto si fidava di lui. Bisogna riconoscergli che giunta la resa dei conti, Boudreau confessa tutto, anche la falsificazione della firma; ma attaccarsi al ruolo rivestito è un passo indietro. La sua frase “Mr President don’t be so naive. My job is to keep your hands clean, that means mine get dirty” pur trovando conferma nel recente atteggiamento di Heller, è una distorsione della realtà. Non ha agito in quel modo subdolo perché pensava che liberarsi di Jack fosse necessario per il bene del suo Governo, quell’aspetto è sempre stato in secondo piano: ormai sono ore che sa che non è Bauer la minaccia per gli US, è stato mosso esclusivamente dalla gelosia per Audrey. Ne ha dato un’ultima prova nella puntata precedente inviando ai Russi il codice per rintracciare Jack proprio subito dopo la discussione con la moglie, che verteva appunto sui suoi sentimenti verso l’ex agente del CTU. Non provi ad incantarci con la storia dell’uomo fedele allo Stato che fa “ciò che deve essere fatto” per il suo Paese, quella è la specialità di Jack; se credesse veramente nella giustificazione data si renderebbe conto che Bauer è il primo che si è sporcato le mani per salvare la Nazione, quindi il suo vederlo come un terrorista traditore non starebbe in piedi. E poi su, un paragone con Jack sarebbe inaccettabile! Il Chief of Staff è talmente bravo nel suo lavoro che non riesce neppure a collegare il Ministro Russo con cui ha “collaborato”, Stolnavich, con Cheng: il Russo è sotto copertura e auspica una guerra tra US e Cina affinchè il suo Paese possa trarne beneficio; il coinvolgimento di Stolnavich quindi non è limitato alla questione Bauer, ma ha direttamente a che fare col piano di Cheng. I due grandi nemici di Jack appartengono allo stesso schieramento, il che rende la loro resa dei conti ancora più forte. Mark evita l’arresto immediato per alto tradimento solo perché Jack vede più in là e capisce che può sfruttarlo per fermare Stolnavich, dandogli così la possibilità di riparare a quel che ha combinato. Perlomeno interpreta bene il ruolo del traditore e sorprendentemente sopravvive alla sparatoria presso la residenza del Russo. Peccato che lo stesso non valga per quest’ultimo che così non può essere di alcun aiuto per rintracciare Cheng.

Il Presidente Cinese, alla faccia della sua autodefinizione quale “reasonable man”, non crede alle parole di Heller e in pochi minuti alcuni satelliti americani vengono abbattuti. Mentre il ruolo del Presidente US rischia di perdere autorevolezza dinanzi ai suoi uomini a causa della malattia, Audrey sembra la più vicina a trovare una tregua con i Cinesi. Ma Cheng è un passo avanti; l’episodio si chiude con le guardie e il contatto cinese di Audrey ammazzati e lei sotto il tiro di Cheng. Da guerra fra Stati la questione si fa sempre più personale.

Questa miniserie è composta da 12 episodi contro le 24 ore mostrate; la prossima puntata narrerà gli eventi tra le 10 p.m. e le 11 a.m., quindi la struttura sarà probabilmente molto diversa da quella a cui siamo abituati. E sarà il gran finale, poi dovremmo dire addio a Jack, di nuovo. Le frasi pronunciate da Bauer sul suo passato e il suo futuro nel corso di questa stagione mi fanno temere per una conclusione che in ogni caso sarà tragica, ma l’accennato spiraglio per l’happy ending con Audrey mi lascia una piccola speranza. 24 ci ha sempre fatto assistere ad elettrizzanti finali di stagione e dalle premesse questo non sarà da meno: la situazione sembra disperata, ma sappiamo che Jack potrebbe anche lasciare l’Isola di Lost in 24 ore, quindi figuriamoci se può avere problemi per un’alleanza Russi-Cinesi!

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