A look at: Veronica Mars The Movie – by S.

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A long time ago, we used to be friends: ci sono voluti sette anni, infatti, ma il 14 marzo 2014 i Marshmallows di tutto il mondo hanno gioito per il ritorno sugli schermi di una delle eroine più amate e, allo stesso tempo, da molti sottovalutata: Veronica Mars.

La trepidazione con cui si è atteso questo film è frutto di diversi fattori; prima di tutto, la fan base di Veronica Mars è una delle più solide e leali nel panorama delle serie tv; a differenza di serie culto, come per esempio LOST, per le quali il legame tra i fan è favorito dal fatto che la serie sia apprezzata più o meno universalmente e da diverse fasce demografiche, qui il meccanismo è contrario: i fan sono pochi ma buoni e devoti fino all’estremo. E questo anche perchè la serie non è pensata per un coinvolgimento alla LOST, siamo a tutt’altro livello, proprio quel livello che porta ad amarla od odiarla a prescindere, senza un particolare uso di spirito critico; per finire, il fatto che sia stata bruscamente interrotta dopo sole tre stagioni, da un lato ha suscitato una sensazione di tradimento che ha portato, a sua volta, ad un ulteriore aumento del senso di appartenenza, e dall’altro non ha dato agli spettatori l’occasione ed il tempo di annoiarsi ed abbandonarla, rischio fisiologico nelle serie di lunga durata, una su tutte Grey’s Anatomy.

Altro fattore che ha contribuito a creare l’hype per l’uscita del film, direttamente connesso alla fan base di cui sopra, è la raccolta fondi lanciata su Kickstarter un anno fa: innumerevoli sono state le polemiche che ne sono seguite, con accuse ai fan di essersi fatti abbindolare dal gigante Warner Bros. Per quanto mi riguarda, rimando tutte le accuse al mittente: i ben informati sapranno, infatti, che Veronica Mars non avrebbe mai e poi mai avuto un seguito se il potere decisionale fosse rimasto nelle solite potenti mani. In questo sta la differenza con altri progetti lanciati su Kickstarter, come quello del film di Zach Braff: quegli altri progetti non avevano alcun bisogno di essere finanziati dagli spettatori. Ai marshmallows è stato detto: “se volete il film fatevelo da soli, altrimenti non se ne parla”. E i marshmallows l’hanno fatto. Non c’è nulla, nella mia esperienza di tv addicted, che possa essere paragonato al senso di coinvolgimento derivato da questa esperienza, incrementato dall’entusiasmo che tutti gli attori, capitanati da Kristen Bell e Rob Thomas, hanno dimostrato per l’idea; anche non considerando i fan che hanno donato migliaia di dollari e sono stati effettivamente nominati nei titoli di coda, guardando questo film ognuno di noi si è sentito un po’ fiero di esserne, in qualche modo, stato parte.

Passando, invece, al film in sé, le aspettative mi sembrano ampiamente soddisfatte; è stato un po’ come vedere un episodio più lungo del solito, con la stessa struttura, la stessa ambientazione, e più o meno le stesse dinamiche, ed è proprio questo che lo fa piacere: ha dato ai fan quello che i fan chiedevano. Ed è così, quindi, che ritroviamo, ad uno ad uno, tutti gli amici di Neptune (eccetto Duncan), e siamo curiosi di scoprire cosa fanno e cos’è successo nelle loro vite; è proprio quel clima che si respira alla cene di classe organizzate dopo dieci anni dalla fine del liceo, cosa che crea un’ulteriore simbiosi tra lo spettatore e i personaggi, riportati tutti a Neptune, appunto, dalla grande “ten years high school reunion”.

Con i personaggi ritroviamo anche le loro storie, e sopratutto LA storia, il triangolo Logan-Veronica-Piz: chi sarà il prescelto? Si sapeva da diversi mesi che all’inizio del film avremmo trovato Veronica e Piz in versione coppia perfetta a New York, ma onestamente chi ci ha mai creduto? E infatti, com’è giusto che sia, Veronica sceglie Logan. E non lo sceglie alla fine, quando, risolto il caso e rimasta single, gli chiede di restare con lei; lo sceglie fin dall’inizio, quando lascia perdere quei tailleur ed esce di casa nella sua divisa con borsa di pelle davanti a lui che la aspetta appoggiato alla macchina: quello è il momento.

Il mistero dell’omicidio si svolge bene, con dei buoni colpi di scena e nulla che faccia sorgere particolari perplessità, esattamente come nel corso della serie; e mentre l’indagine si svolge, nel contesto circostante ritornano, come dei punti fermi, tutti gli elementi che hanno sempre caratterizzato Veronica Mars: le battute pungenti, il tenero ma mai sdolcinato rapporto tra lei e il padre, i riferimenti alla cultura pop (di nuovo Piz che, arrivato alla festa del liceo di Neptune, dice che sembra la bocca dell’inferno, omaggiando Buffy) e le costanti citazioni della serie tv; la migliore di queste è la battuta finale di Logan: “Our story is epic“, diretto ed esplicito riferimento alla sua dichiarazione d’amore nell’episodio 2×20; lì, però, nonostante le belle parole, tra i due finiva male, per fortuna questa volta ci hanno dato un finale felice.

Un’altra caratteristica che ho sempre amato molto di Veronica Mars, e che sono contenta sia stata mantenuta, è l’altissimo numero di guest stars (o guests che sono diventati star solo dopo): nella serie ricordiamo Leighton Meester, Dianna Agron e Jessica Chastain, tanto per nominare le prime che mi sono venute in mente, e nel film incontriamo Justin Long, Jamie Lee Curtis, Dax Shepard (aka il marito di Kristen Bell, che è qualifica sufficiente), James Franco, Max Greenfield e molti molti altri. Ditemi che non sono l’unica che si diverte a giocare a “indovina il personaggio famoso” mentre guarda qualsiasi cosa!

L’unica puntualizzazione che mi sento di fare è che introducendo, oltre tutte queste guest stars, anche tutti i personaggi della serie, si è necessariamente dovuto ridurre lo spazio dedicato ad ognuno di loro: sarebbe stato bello approfondire di più le storie di Mac e Wallace, per esempio. Questo è uno dei motivi per cui mi trovo d’accordo con l’articolo di Vulture che suggerisce un film di 75 minuti ogni anno, per dare a tutti il tempo che meritano.

Chiediamo troppo? Del resto, la storia rimane aperta, Veronica e Logan dovranno pur avere un futuro. It’s LoVe.

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