American Horror Story: Coven – 3×01 Bitchcraft – by R.

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“Tremate, tremate, le streghe son tornate”! Ho sentito questa frase per la prima volta nel film con Renato Pozzetto ed Eleonora Giorgi Mia moglie è una strega, ma da lì in poi raramente l’ho trovata applicabile alle streghe televisive. Dalla Willow di Buffy alle sorelle Halliwell ero ormai abituata all’immagine della strega buona che combatte contro le forze del male, sempre pronta a sacrificarsi per il bene del genere umano. Addio alle streghe cattive delle fiabe che tanto mi spaventavano nell’infanzia! Ma dopo aver visto il primo episodio della nuova stagione di “American Horror Story” (che quest’anno s’intitola Coven – Congrega) non mi viene altro commento se non “Finalmente”! Eh sì perché qui siamo di fronte a delle Streghe con la S maiuscola: donne potenti e pericolose (le prime immagini delle torture inflitte dalla serial killer, realmente esistita, Delphine LaLaurie / Kathy Bates erano davvero inquietanti), impegnate a perfezionare i loro poteri e a nascondersi dai normali essere umani per sfuggire al rogo. Telecinesi, voodoo e chiaroveggenza sono solo i primi poteri che le giovani streghe della scuola di perfezionamento (copertura – alquanto tradizionale se pensiamo all’accademia di danza di Suspiria by Dario Argento – per proteggerle ed educarle all’autocontrollo) ci hanno mostrato. Ma quello più particolare non può non essere l’arma letale di Zoe Benson (Taissa Farmiga): è lei che ci fa scoprire che le streghe sono ancora tra noi quando la sua prima volta si trasforma in un vero e proprio omicidio colposo del fidanzato! Non è esattamente ciò che ti aspetti come talento di una strega (più di una Ninfa casomai, come insegna la serie finlandese Nymphs), perché non cominciare con la ben più classica, ma mai desueta telecinesi? E invece contro ogni mia aspettativa la neo streghetta trova subito l’occasione di utilizzarlo volontariamente: vendicandosi del ragazzo che ha stuprato la “compagna di scuola”, l’immancabile antipatica di ogni gruppo, Madison Montgomery (Emma Roberts); se quest’ultima come castigo aveva optato per un ben più tipico ribaltamento del pullman (a cui il giovane sopravvive, mentre muore il personaggio di Evan Peters che già aveva puntato l’attenzione – ricambiata – sulla Farmiga), Zoe preferisce farci sesso mentre è ancora incosciente sul letto d’ospedale, decretandone la morte immediata!
A guidare le giovani streghe la “Suprema”, Fiona (la veterana Jessica Lange, che nella gerarchia di streghe secondo Murphy è la strega con tutti i poteri, mentre quelle “normali” ne hanno solo alcuni), la figlia Cordelia (Sarah Paulson) e dal finale di episodio pare che un ruolo lo avrà anche la rediviva Madame LaLaurie (interpreta da una fantastica Kathy Bates, che qui tanto mi ricorda quel personaggio inquietante che le è valso l’Oscar in Misery), una donna dell’alta società vissuta nella New Orleans Ottocentesca dedita a torture e rimedi di bellezza sanguinolenti.
Se i super poteri dovrebbero elevarle, non si può certo dire che siano immuni alle classiche debolezze femminili: Fiona è ossessionata dal recuperare la bellezza della gioventù (e dire che Meryl Streep e Goldie Hawn ci hanno ben mostrato a cosa un simile desiderio può portare); Delphine si è lasciata uccidere nell’Ottocento dalla speranza di tenersi stretto il marito farfallone; Madison fa tanto la super donna e cade vittima del primo idiota che passa.
Non sono una grande fan di “American Horror Story”, but – sarà perché le streghe hanno sempre esercitato un certo fascino su di me – trovo questa terza stagione molto promettente (e sembra non sia la sola a pensarla così visto che i dati d’ascolto statunitensi la stanno decretando come la stagione più seguita della serie), con sviluppi narrativi interessanti: dalla storia di Madame in primis per arrivare ai rapporti delle giovani streghe con la loro nuova identità e soprattutto con il mondo al di fuori della scuola; senza dimenticare la lotta contro il tempo della protagonista per eccellenza Jessica Lange. Il tutto condito dai brividi e i tratti disturbanti a cui Ryan Murphy ci ha abituato, ma dopotutto quest’anno si parla di Streghe e allora “Tremate, tremate, le streghe son tornate”!

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