American Horror Story: Coven – 3×04 Fearful Pranks Ensue – by R.

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E’ Halloween a New Orleans e American Horror Story onora pienamente la notte delle streghe con una puntata ricca di avvenimenti. A cominciare dal finale, fortemente rievocativo dell’ultimo episodio della seconda stagione di The Walking Dead, quando un’orda di zombie assalta la fattoria di Hershel. Qui ad essere circondata dai non morti è la scuola di perfezionamento delle giovani streghe: Marie Laveau per vendicare la morte dell’amato Minotauro – decapitato da Fiona dopo l’aggressione a Queenie – richiama in vita alcuni defunti che dal cimitero si dirigono direttamente verso la Miss Robichaux’s Academy. Nella serie della AMC quell’attacco aveva significato l’abbandono di un luogo sicuro per i protagonisti, sarà così anche per le streghe di Murphy? Lo scontro fra i due schieramenti sembra ormai inevitabile – non si può certo dire che si perda tempo nello sviluppo delle storylines – entrambi sono stati colpiti nel vivo e a seconda di come le streghe sopravviveranno all’attacco degli zombie, la resa dei conti non potrà farsi attendere. Chi la spunterà allora? Se Fiona ha dimostrato la sua forza sconfiggendo senza problemi il Minotauro, non si può negare che Marie sia al momento quella apparentemente più pericolosa: con i suoi incantesimi sembra avere una varietà di azioni più ampia del semplice conficcare aghi su pupazzetti, così come si è abituati ad immaginare il voodoo; il richiamo degli zombie ne è solo l’ultima prova. La stessa Fiona rimprovera Cordelia di essersi rivolta alla nemica per il rito della fertilità, così implicitamente ammettendo che le maghe del voodoo sono più forti – oltre che rompendo un antico patto di tregua. L’attacco alla scuola è inoltre l’occasione per un’ulteriore “cattiveria” nei confronti di Delphine: i primi tre zombie che si affacciano alla porta sono infatti le sue figlie; tra questi ritorni dal passato e le novità del ventunesimo secolo la sua stabilità (se mai c’è stata) è fortemente a rischio!

Ma gli zombie della Laveau sono solo uno dei tanti problemi che le streghe devono affrontare. La scomparsa di Madison ha attirato l’attenzione del Consiglio, capitanato da Myrtle Snow (Frances Conroy), che instaura una sorta di processo per scoprire la verità. I tre membri del Consiglio mi ricordano molto i Volturi della saga di Twilight, sempre pronti ad intervenire su ogni avvenimento che possa minacciare la segretezza sull’esistenza dei vampiri. Perlomeno il processo messo in atto da Myrtle & co. non è una farsa come quello dei Volturi. Il che però non impedisce a Fiona di cavarsela non solo sulla morte di Madison, ma anche su quella di Anna Lee Leighton. Con il solito espediente dei flashback scopriamo infatti che la giovane Myrtle aveva sempre sospettato della colpevolezza di Fiona nella morte della precedente Suprema, tanto da fare un incantesimo alla lingua di Spalding perchè fosse obbligato a raccontare la verità. Ma Spalding – come era immaginabile – è perdutamente innamorato di Fiona e per non tradirla si era tagliato la lingua.

Novità di questo episodio è il maggior spazio riservato alle figure maschili, a partire dallo stesso Spalding, che già dalle prime immagini si rivela non essere esattamente il tipo che sceglierei come depositario dei miei segreti. Se il fatto che sia innamorato di Fiona non è sufficiente per allontanarlo – almeno per evitare false speranze – un peso maggiore in tal senso dovrebbe averlo il suo segreto: il fidato maggiordomo non solo si diverte a prendere il tè con le bambole e a vestirsi da donna, ma ha addirittura conservato il corpo di Madison, acconciandogli i capelli secondo la pettinatura di Fiona. Insomma al suo mutismo si aggiungono tratti alquanto disturbanti che non lo rendono certo un alleato tranquillo. Alle strane tendenze di Spalding si aggiunge il caro maritino di Cordelia; dalle prime scene era apparso come l’unica persona che la amasse veramente, peccato però che non solo nasconda amanti in giro per gli Stati, ma si diletti anche ad ucciderle. Ovviamente Cordelia non sospetta nulla e in questa sua perseverante ingenuità assomiglia molto a Zoe – che in questa puntata è riuscita a farsi scappare da sotto il naso il suo Frankenstein – con l’aggravante di essere una donna adulta. Una possibile giustificazione della sua cecità nei confronti del marito potrebbe essere individuata nel disprezzo che Fiona prova per il genero – perché “He reeks of bullshit” – la sua ennesima ribellione mascherata contro la madre che come al solito cade nel vuoto. Finora i personaggi di Sarah Paulson e Taissa Farmiga sono quelli più irritanti per la loro incapacità di gestire le situazioni – perfino Delphine se la cava meglio nel passaggio da dama ottocentesca a cameriera – ce la faranno a migliorare? Al momento nutro qualche speranza in più per Cordelia, la sostanza acida con cui è stata colpita agli occhi da una figura mascherata di nero potrebbe avere gravi conseguenze fisiche, il che potrà portarla o ad una reazione decisa oppure a prendere la stregoneria ancora con più cautela. Speriamo nella prima alternativa, anche perché se battaglia ci sarà è preferibile che il suo ruolo non sia quello di mediatrice della pace. A ciò si aggiunge l’interrogativo su chi l’abbia attaccata e perché proprio lei; Marie era già impegnata con gli zombie, quindi i sospetti dovrebbero spostarsi su altri, magari qualcuno legato alla doppia vita del marito?

Ryan Murphy fa in American Horror Story quello che manca nell’altra sua creatura Glee: le storylines vengono sviluppate compiutamente senza allungare inutilmente i tempi, non ci sono personaggi messi lì tanto per riempire uno spazio e ogni episodio viene gustato fino all’ultimo minuto con la voglia di vedere il successivo. Ogni puntata conferma positivamente la scelta di seguire questa nuova stagione.

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