American Horror Story: Coven – 3×08 The Sacred Taking – by R.

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Veramente credevate che fosse così semplice liberarsi di Fiona? Un antico rituale e qualche giochetto per spingerla al suicidio e avrebbe lasciato il trono? Cordelia e Myrtle dovrebbero sapere che serve ben altro; anzi che è quasi del tutto impossibile. E invece proprio loro che conoscono meglio la Goode sono convinte di riuscire nell’obiettivo: fare in modo che si tolga la vita così che la nuova Suprema possa ascendere. Solo Madison è realistica “You really expect that narcissistic bitch to kill herself for this coven?”. E anche se all’inizio questo ingenuo ed azzardato piano sembra avere successo – soprattutto grazie alla recita di Madison – basta lo zampino di Spalding per rovinare tutto. Il fidato maggiordomo appena morto riappare sotto forma di spirito, le svela il trucco e la libera dal veleno; in questa serie non c’è proprio possibilità di liberarsi di qualcuno definitivamente. Dall’inizio ci sono state ben 5 resurrezioni (Misty, Kyle, Madison, Myrtle e in questa puntata la bigotta Joan) e 2 ricomparse come spiriti (l’Axeman e Spalding); almeno se dovesse morire qualcun altro, non dovremo preoccuparci troppo. E proprio la causa delle resurrezioni, Misty, viene considerata come la nuova Suprema; seriamente? D’accordo che il suo potere è enorme, ma il suo stato mentale desta più di qualche perplessità. Già le streghe si stanno estinguendo come le tigri, se affidiamo a lei la loro guida dubito che ci sarà un’inversione di tendenza. Ispirandomi ad uno degli ultimi slogan in ambito WWE “This is not what’s best for the coven”. E lei stessa di fronte alla descrizione di Cordelia delle responsabilità discendenti dal ruolo – che sembrano suggerite da una certa dose di dubbio mista ad invidia – si spaventa immediatamente e si affretta a dire “I don’t want to be the Supreme”. Come se Spiderman avesse scelto di essere Spiderman! Proprio lui insegna “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: era tutta contenta all’idea di diventare la Suprema e bastano due parole per farla titubare. Certo al momento l’unica ad avere fiducia in lei è Myrtle – giusto perché l’ha riportata in vita – le altre sembrano invece più propense a portarle via il ruolo. Anche Fiona ha qualche dubbio sulla sua erede, tanto che vuole la prova del suo potere, chiedendole di ridare la vita a Joan, rimasta ferita dalla sparatoria messa in atto da Hank, che in realtà mirava a colpire Nan. Come appreso da Criminal Minds, ottimo trucco quello di colpire più persone per non far capire quale sia il vero obiettivo. Ma sembra che l’uomo ancora non abbia compreso la portata del nuovo potere della moglie, a cui basta sfiorare il proiettile d’argento – ma non servono per i licantropi? – per capire che è la congrega il vero obiettivo.

In quest’ultimo episodio direi che ormai le svolte che erano ad un passo sono completate: Cordelia si ribella alla madre – tanto che la stessa Fiona arriva a considerare il piano del suo suicidio come ragione di orgoglio materno – le streghe della congrega all’attuale Suprema, mentre Queenie è parte del gruppo di Marie. I primi due rapporti dovranno per forza di cose essere messi temporaneamente da parte di fronte alla minaccia rappresentata dal cacciatore di streghe; ma se Cordelia ha già ammesso che l’unione con Fiona in tale circostanza è necessaria, non si sa come potrebbero prenderla le altre, in particolare le vittime della Suprema. E’ sempre difficile mettere da parte i rancori personali di fronte ad un nemico comune, figuriamoci se si tratta di streghe.

Queenie invece è una gran delusione: è convinta di essersi unita alla sua vera congrega, mentre non si accorge che Marie la sta semplicemente sfruttando per vendicarsi di Delphine e per farle svolgere i compiti più degradanti. Il suo bisogno di sentirsi benvoluta non le permette di vedere la realtà. Né le parole di Madame, né quelle più pungenti di Madison le fanno aprire gli occhi. E intanto Marie continua a torturare Delphine, che forte della sua immortalità, non si rende conto che proprio questa è la sua peggior debolezza: non poter morire fa sì che le ferite possano essere ripetute all’infinito e quindi con un infinito dolore. Ma credo che ora il personaggio di Kathy Bates l’abbia capito: se non è stato sufficiente il taglio della mano, la decapitazione – con testa ancora perfettamente parlante – deve per forza averglielo fatto comprendere. Ora però che Fiona ha ricevuto “in dono” la sua testa, spero che trovi un modo per aiutarla.

Sembra essere già alla conclusione il ménage à trois Zoe-Kyle-Madison: il giovane infatti usa le poche parole apprese per confessare a Zoe il suo amore. Madison però, che ha sentito, non ne sembra affatto contenta, il che fa pensare che la relazione col giovane abbia significato qualcosa di più che non una semplice fuga dall’apatia post-resurrezione. Uno sviluppo quest’ultimo un tantino prevedibile, che rischia di portare a quella rivalità tra le due giovani streghe che era stata scongiurata proprio dalla comune accettazione del triangolo.

Merita qualche parola anche la vicina bigotta Joan, interpretata da Patti LuPone, che sinceramente speravo avesse più spazio. Avevamo capito subito che il suo bigottismo estremo avrebbe potuto rivelarsi pericoloso e infatti non si ferma nemmeno di fronte al figlio. Convinta che sia impuro a causa delle vicine, lo sottopone a torture degne della madre di Kane nel film See No Evil – Il Collezionista di Occhi. Speriamo almeno che la sua resurrezione sia portatrice di una crescita della sua storyline.

Il racconto di Murphy prosegue in modo importante, ma con qualche difetto qua e là, tra eventi ripetitivi (le continue resurrezioni), colpi di scena poco convincenti (figuriamoci se il personaggio di Jessica Lange sarebbe morto a metà stagione) e sviluppi prevedibili (la reazione di Madison e la tortura di Marie). Tuttavia la storia continua ad essere interessante e a regalare costanti sviluppi tali da non annoiare, ma da incuriosire verso l’episodio successivo.

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