American Horror Story: Coven – 3×10 The Magical Delights of Stevie Nicks – by R.

AHSC-1.12-Legba

La principale notizia di questo nuovo episodio è che finalmente c’è un personaggio terrificante. No, non sto parlando dell’Axeman, riappare per pochi minuti, ma il suo ruolo di confidente di Fiona lo rende ancora più ridicolo. La rivelazione è Papa Legba (Lance Reddick) – un dio del voodoo che mette in collegamento col mondo degli spiriti – ossia colui che ha “donato” l’immortalità a Marie in cambio della sua anima. Detta così sembra un “affare”, ma in realtà Papa vuole di più: in origine il primo e unico figlio dell’amore della donna con Bastien, in seguito, ogni anno, un’anima innocente (che in genere si traduce in un neonato). Un baratto che, per quanto angosciante, è abbastanza nella norma dei “patti col diavolo” – e che dire di Craster che in Game of Thrones sacrifica i figli maschi agli White Walkers (2×02 The Night Lands)? – ma l’insieme del personaggio in sé, dal costume al modo di presentarsi e parlare, lo rende veramente uno dei più inquietanti che abbia mai visto. Ryan Murphy stavolta ha centrato il segno, questo essere oscuro dagli occhi rossi, che rende il suo interprete irriconoscibile e che accetta come dono degno di sé la cocaina offertagli da Fiona, può davvero essere fonte degli incubi peggiori. Il tutto a contrasto con un nome che dovrebbe trasmettere fiducia. Tutta un’altra storia rispetto alla donna affascinante (Isabella Rossellini) che donava la bellezza eterna a Goldie Hawn e Meryl Streep in La Morte Ti Fa Bella, ma ovviamente questo non ferma Fiona, che vede ad un passo l’opportunità che cerca dalla prima puntata; e infatti pur di ottenere ciò che più desidera, promette di accettare ogni condizione che in futuro Papa le prospetterà – compreso azzoppare la figlia. Ma – sorpresa – c’è un ostacolo insormontabile, che spiega gli atteggiamenti che la Suprema ha avuto nel corso della sua vita: la donna non ha un’anima. Questo non me l’aspettavo, è vero che è cattiva, ma addirittura senz’anima…come è possibile? E lei neanche se ne stupisce, ne sembra compiaciuta, sfrutta questa notizia come giustificazione dei suoi atti, che ora includono liberarsi di tutte le giovani streghe perché sono una minaccia al suo trono. Fiona cambia così il piano iniziale – ingraziarsi l’erede più papabile, Misty, facendole incontrare il suo idolo, Stevie Nicks, che partecipa come guest star nel ruolo di se stessa – in favore di un’opzione più definitiva. E comincia subito, affogando insieme a Marie la povera Nan: in tal modo Fiona si libera di un possibile problema, mentre la Laveau ottiene un’anima da donare a Papa Legba.

La mancanza di un’anima giustificherebbe anche il comportamento della Goode verso Cordelia: accettare di azzopparla viene dopo le parole peggiori che una madre potrebbe dire ad una figlia, dopo aver scoperto la vera identità di Hank “You can’t help anyone. You’re worthless, hopeless”. Se Cordelia non fosse così controllata, Fiona rischierebbe di fare la stessa fine della madre di Emma in The Following (2×01 Chapter Two). E questo dopo che solo due puntate fa si definiva orgogliosa di lei quando aveva complottato per spingerla al suicidio (3×08 The Sacred Taking). Anche Marie non può considerarsi la più perfetta delle madri, una strega può veramente pensare che uno come Papa Legba si accontenti della sua anima? Tutte le mamme di questa serie non spiccano per istinto materno: a partire da Delphine hanno dimostrato che in certi casi è meglio astenersi dal procreare o perlomeno affidare i figli a qualcuno più in grado. Certo Cordelia è completamente diversa da Fiona, il che fa pensare che abbia preso dal padre e a questo punto la domanda sorge spontanea, chi è il papà? Fiona non lo ha mai nominato – in questo episodio è arrivata a dire di aver scoperto l’amore solo recentemente, quindi l’uomo della sua vita sarebbe l’Axeman (la più grande battuta della puntata) – e nemmeno Cordelia, quindi temo che l’interrogativo rimarrà senza risposta.

La Suprema non è l’unica che si preoccupa di eliminare le possibili rivali, c’è anche Madison, che da quando è resuscitata è convinta di essere l’unica che potrà prendere il posto della Goode. La giovane strega diventa sempre più stronza, ma su una cosa non posso darle torto, come si fa a pensare che Misty sia in grado di assumere il ruolo di Suprema? Al di là di qualsiasi pregiudizio, è obiettivamente difficile considerarla una persona equilibrata o comunque in grado di gestire un ruolo di comando. E difatti per quanto comprenda che Madison – e non solo – la ritenga una stupida, questo non le impedisce di cadere facilmente nel suo tranello: la strega della palude viene così sepolta viva e qui il suo potere non le servirà a nulla. Tra le giovani streghe iniziano quindi a manifestarsi le prime lotte intestine e – con la perdita di Nan – quella in pole position sembra Madison. La mia favorita, Zoe, resta infatti nel dietro le quinte, non solo rispetto alla questione Suprema, ma in generale. E’ dalla confessione dell’amore di Kyle che praticamente non la si è più vista protagonista. Anzi si potrebbe dire che molte storyline vengono messe più o meno da parte, vedi Kyle il cui ruolo ancora non si è capito; e lo stesso triangolo in cui era coinvolto è finora caduto nel nulla. Forse proprio quest’ultimo aspetto è quello più negativo della serie: le storie interessanti sono tante, ma vengono trattate poco o chiuse in modo sbrigativo – ne sono recenti esempi i personaggi di Hank, Nan e Joan. Da questo punto di vista si riconosce Ryan Murphy come la medesima mente di Glee: tanti personaggi, tante idee, ma sviluppo alquanto limitato.

A quest’ultima critica si ricollega anche la mancata menzione di Queenie e Delphine, il cui destino resta ignoto, non solo a noi, ma anche alle giovani streghe. A tre episodi dalla fine il fulcro sembra essere la scalata al trono di Suprema della Congrega, intervallata da lotte intestine e dalla minaccia del nemico comune, la Corporation dei Cacciatori di streghe. Al momento trovo più pericolose le diatribe tra le streghe stesse, ma spero di essere smentita, altrimenti la Corporation rischia di fare la stessa fine dell’Axeman.

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