American Horror Story: Coven – 3×12 Go To Hell – by R.

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The Supreme is dead. Non avrei mai pensato che questo potesse accadere ad un episodio dalla fine. Eppure così è: Fiona è stata uccisa a colpi d’accetta dal suo innamorato, disperato e infuriato per il suo prossimo abbandono. Effettivamente la Suprema se l’è cercata, l’ha usato per sentirsi viva nei giorni in cui si stava deteriorando a causa della malattia, ma era pronta ad andarsene senza di lui di fronte alla prospettiva del recupero fisico.

Un comportamento che avrebbe fatto adirare ogni compagno, ma che se va a toccare un impenitente stalker come l’Axeman ha un esito tragico già scritto. Ovviamente l’Axeman non ha avuto un improvviso incremento di intelletto, è stato imboccato da Cordelia, il cui atto autolesionista le ha permesso di recuperare la chiaroveggenza, scoprendo così il piano della madre. La visione ha dimostrato come, nonostante l’apparente tranquillità, la Goode stesse preparando un vero e proprio sterminio di giovani streghe, un bagno di sangue che avrebbe imbrattato ogni angolo dell’immacolata scuola. Una scena degna di un horror che è però stata sostituita da altre due altrettanto splatter; dopo l’assassinio dell’amata, a volerci confermare la sua natura di debole, il sedotto e abbandonato si scaglia contro l’intera Congrega, il che non può che portarlo alla morte certa, pugnalato più volte da tutte le streghe e da Kyle. Ce ne siamo liberati! E’ stato ufficialmente il più insulso della serie, perfino Luke ha avuto un ruolo maggiormente significativo; le sue azioni più rilevanti sono state la strage di cacciatori e l’uccisione di Fiona, ma in entrambi i casi possiamo considerare lei come l’artefice di tutto. E la sua fine è stata ugualmente ridicola, credeva di cavarsela contro un gruppo di streghe, quando a queste è bastato alzare la mano per bloccarlo; come ha fatto in passato ad essere un temuto serial killer? L’unica che lo avrebbe risparmiato è Myrtle, dopotutto l’ha compiaciuta con la tanto desiderata morte di Fiona e come disse Cervantes “Where there is music, there can be no evil” – non lesina mai le sue perle di saggezza! Una delle poche volte in cui non concordo con lei; quel sax non mi mancherà assolutamente.

Fiona viene quindi costretta ad uscire di scena, in modo piuttosto umiliante per una donna superba come lei: ci saluta infatti con l’ennesimo sfogo determinato dal non volersi arrendere di fronte allo scorrere del tempo, per di più per mano di quell’uomo inutile. Proprio non le è entrato in testa che bisogna abbandonare quando si è ancora al top. Diamo spazio alla gioventù. E’ un po’ un peccato che la protagonista saluti ad un passo dalla conclusione, ma bisogna dire che ormai il suo personaggio aveva detto tutto: salvo alcuni momenti in cui ha mostrato lati di sé più apprezzabili, Fiona Goode verrà ricordata come una delle Supreme più potenti, ma che a causa della sua vanità non è stata in grado né di assumersi le responsabilità del suo ruolo né di evolvere come persona. L’accettazione del cambiamento non faceva proprio per lei. Almeno ha avuto un degno ritratto nel posto che voleva.

Una puntata che ha visto l’addio anche delle altre due senior: Marie e Delphine sono entrambe finite all’Inferno sotto il controllo di Papa Legba. In un episodio di Angel (2×15 Reprise) l’Inferno ci veniva presentato come la Terra stessa, un’immagine deprimente, ma sensata. American Horror Story non si discosta molto mostrandoci un post mortem senza fiamme e diavoletti, ma dato da una personale rappresentazione degli inferi: se per Delphine consiste nello stare chiusa in una delle sue gabbie, impotente di fronte alle torture a cui viene sottoposta la figlia, Marie è invece colei che controvoglia è autrice di queste torture. “No one gets away with sin. Eventually everybody pays. Everybody suffers” con questa parole Papa Legba giustifica il destino delle due donne, non che non ci fossimo arrivati da soli, ma Marie invece aveva bisogno di spiegazioni, convinta che le sue buone azioni potessero bilanciare il male fatto (ci credeva seriamente?). Se per la Laveau non mi dispiace neanche un po’, non posso dire lo stesso per Delphine, la povera Madame è da ormai due secoli che vive un inferno e ora che finalmente aveva trovato uno scopo nella vita – fare da cicerone nella sua vecchia dimora per “correggere” la visione di lei venduta ai turisti – viene spedita veramente all’Inferno. Era così divertente nel ruolo di guida! Senza dimenticare l’ultima lezione sul valore del pentimento che ci ha regalato, su cui non è possibile non concordare e che mi ha fatto inevitabilmente pensare al personaggio di Emma Watson in Bling Ring quando professa il suo ravvedimento davanti alle telecamere, augurandosi di poter rimediare e magari un giorno diventare Presidente; il fare ammenda di fronte al mondo intero non è sinonimo di reale dispiacere per i propri peccati, ma una pubblica umiliazione facile e veloce col solo scopo di essere perdonati: l’unica cosa di cui ci si pente veramente è l’essere stati beccati. Ancora una volta un punto di vista Ottocentesco che mette in luce molte ipocrisie del XXI secolo.

Con la dipartita di Fiona le giovani streghe si preparano ad affrontare il test delle Seven Wonders per determinare chi sarà la nuova Suprema. Misty – recuperata da Queenie e Cordelia – Madison, Queenie e la rientrante Zoe – la sua fuga d’amore non è durata nenche il tempo di accorgersi della sua assenza (era così necessaria?) – sono tutte in pole position, essendo apparentemente in grado di esercitare i poteri richiesti per diventare l’erede di Fiona. Su chi scommettere? Personalmente – anche mettendo da parte la mia preferenza per Zoe – escluderei Misty e Madison, entrambe con dei caratteri che mal si prestano ad un ruolo di responsabilità e forse facilmente distraibili dall’ostilità tra loro esistente – il loro scontro è stato anche meglio dei recenti match di wrestling femminile in WWE. Restano quindi Queenie e Zoe che mi lasciano parecchio indecisa – Murphy però dovrebbe ancora spiegarci quale sia la vera Congrega della bambola voodoo umana – e non posso negare di aver fatto un pensierino su Cordelia, che finalmente ha saputo sconfiggere la madre con astuzia e senza sporcarsi le mani. Non resta che aspettare il finale di stagione e assistere al test, sperando che nel corso dell’episodio venga dato spazio anche a Kyle, il cui senso all’interno della storia ancora mi sfugge.

 

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