American Horror Story: Coven – 3×13 The Seven Wonders – by R.

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Fra i due litiganti il terzo gode. Questo detto può essere la perfetta sintesi del finale di American Horror Story: Coven. Erano in quattro fanciulle a contendersi lo scettro di Suprema e quando ormai sembrava che la Congrega fosse condannata dall’affermazione di Madison, ecco che Myrtle ha un’intuizione che segna l’ascesa di Cordelia.

Lo speravo, ma non ci credevo; e invece la dolce Delia supera una dopo l’altra tutte le prove delle Seven Wonders – compreso il far resuscitare la povera Zoe – divenendo così quello che sua madre ha sempre temuto: migliore di lei. Il diventare Suprema ha inoltre effetti migliori di qualsiasi cura rigenerante, la trasformazione di Bella in vampira in Breaking Dawn II non è niente in confronto: perfino gli occhi pugnalati tornano più belli di prima. Se fino all’ultima puntata c’era qualche dubbio sull’idoneità di Cordelia come Suprema, le sue scene finali lo spazzano via: sembra nata per esserlo.

E Fiona glielo conferma. Proprio lei, resa irriconoscibile dalla malattia, ma ancora in grado di vivere i suoi ultimi istanti. La Goode non era affatto morta per mano dell’Axeman – quindi lui non ha fatto assolutamente nulla nel corso della serie – era tutto un trucco per presentarsi una volta che si fosse rivelata la successiva Suprema. In fondo Fiona ha sempre saputo che la sua erede sarebbe stata la figlia, l’ha capito dal momento in cui l’ha messa al mondo – ancora zero notizie sulla paternità, resteremo con questo interrogativo – per lei Cordelia era “a constant reminder of my worst fears” non solo in quanto Suprema, ma anche in quanto donna, che vede nella figlia solo una rivale giovane e bella, mentre lei invecchia inesorabilmente. Un rapporto madre-figlia che sarebbe idoneo protagonista di ogni talk tv. La fine imminente rende Fiona madre sincera come mai nella sua vita, regalandoci un momento toccante che avevamo assaggiato solo quando Delia era in ospedale. Un lato di lei che in parte permette di rivalutarla e di provare una lieve pena quando scopriamo qual è il suo inferno personale: passare l’eternità con l’Axeman – che abbandona ogni poesia musicale per trasformarsi in un viscido volgarotto, oddio non proprio un grande cambiamento – in una bettola di campagna. Un vero inferno!

La Congrega è pronta ad una nuova vita, guidata dalla Suprema con l’aiuto delle uniche streghe sopravvissute alla stagione: Queenie e Zoe. Se la prima ha avuto poco spazio nel finale, la vedova nera ci ha fatto vivere il momento più traumatico della serie, quando è morta, rimasta infilzata in uno spuntone del cancello. Come era prevedibile Madison si rifiuta di riportarla in vita per scacciare ogni possibile ostacolo alla sua incoronazione, scelta che la condanna a morte per mano di Kyle: il suo personaggio avrà fatto poco, ma quando ha agito ha centrato il bersaglio. “Hollywood” ha fatto di tutto per farsi odiare e ci è riuscita perfettamente, né le ultime parole riservatele da Kyle – “You’re not that good an actress” né il destino del suo corpo come bambola di Spalding suscitano pietà per lei. In compenso ho apprezzato molto l’interpretazione di Emma Roberts – senza dimenticare il suo outfit – che se associo pure al personaggio di Jill in Scream 4 rischia di diventare una delle mie preferite. Zoe può ora vivere il suo amore con Kyle – che prende il ruolo che aveva Spalding nella scuola – i due avrebbero meritato più spazio: per quanto si sperasse nel loro lieto fine, qualche immagine in più per capire la crescita della loro storia non avrebbe fatto male.

Il test delle Seven Wonders si rivela letale per Misty, che non sopravvive alla discesa all’Inferno; un Inferno alquanto comune, chi non ha mai avuto l’incubo di ritornare tra i banchi di scuola? Una fine che non stupisce considerando la sua instabilità mentale. Ci lascia anche Myrtle che si autodenuncia per la morte dei suoi colleghi del Consiglio per non macchiare l’inizio del mandato della sua prediletta con un Myrtle-gate. Non è da tutte andare spontaneamente al rogo per la seconda volta e urlare come last word un’etichetta di moda francese, “Balenciaga”. Ma Myrtle è sempre stata regina di stile, perfino quando asportava gli occhi!

Intanto Cordelia come primo atto del suo regno porta la Congrega nel XXI secolo – forse meglio dire nel XX – attirando nuove potenziali allieve attraverso un’intervista televisiva, con cui rivela al mondo l’esistenza delle streghe. E’ un peccato che la serie si concluda qui, sarebbe stato interessante vedere la reazione di fronte a questa nuova realtà. Lascia un po’ l’amaro in bocca come il finale di Heroes, con Claire (Hayden Panettiere) che si getta dalla ruota panoramica per mostrare alle telecamere che ha il potere della autorigenerazione cellulare. La lunga fila di nuove aspiranti streghe dinanzi alla scuola ricorda molto quella di tate di fronte all’abitazione di Mr Banks, l’indimenticabile numero 17 di viale dei Ciliegi, senza però l’arrivo di Mary Poppins a sbaragliare ogni concorrente.

Oltre al richiamo alla tata più famosa del mondo, sono da sottolineare anche l’inizio stile Glee – molto meglio del Glee attuale – con il ritorno di Stevie Nicks e il riferimento all’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci, di cui autrice non poteva essere che Myrtle.

Una terza serie molto bella, che ho preferito alle precedenti e dove i tratti disturbanti tipici di American Horror Story sono stati ben calibrati con riflessioni su temi diversi – dal razzismo al ruolo della donna, dall’ipocrisia al rapporto madre-figlia – mostrando come cose che si credono superate siano invece sempre attuali. Non posso non citare Kathy Bates che ho trovato assolutamente meravigliosa, sia per la sua interpretazione che per il suo personaggio.

American Horror Story ci saluta, mentre già sono uscite le anticipazioni sul tema della prossima stagione, si chiamerà Freak Show e ruoterà intorno ad uno degli ultimi freak show degli Stati Uniti. Ryan Murphy assicura che gran parte del cast è già confermata, anche se ancora non ci sono notizie per quanto riguarda Taissa Farmiga e Gabourey Sidibe, spero vivamente che tornino. E allora prepariamoci, lo spettacolo inizierà tra pochi mesi!

 

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