Facciamo il punto: True Blood – by S.

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Si avvicina a grandi passi il 22 giugno, data della première della settima ed ultima stagione di True Blood; le vicende degli abitanti di Bon Temps sono sempre state quanto meno peculiari, ma soprattutto, pur mantenendo sullo sfondo una costante attenzione al tema dell’accettazione e della convivenza, si sono completamente rinnovate di anno in anno; si può davvero dire che i Truebies ne abbiano viste di tutti i colori, ragion per cui è più che mai utile rinfrescarci la memoria sugli avvenimenti più recenti.

I punti centrali della sesta stagione sono stati due: Warlow e il campo di concentramento del governatore Burrell. Warlow alla fine è morto, ma è bene ricordare che non solo era mezzo fata, non solo era vampiro per l’altra metà, era anche il primo vampiro mai esistito, figlio di Lilith e, quindi, di Bill (che bevve il sangue di Lilith nel finale della quinta stagione). Ovviamente uno del genere, un tizio che chiaramente può portare solo sfiga e disgrazie, non poteva che essere perdutamente innamorato di Sookie (un po’ innamorato e un po’ stalker psicopatico: “staremo insieme per sempre nutrendoci l’uno dell’altra”… non so, io non mi fiderei). Siccome Sookie è una ragazza accogliente e piena di bontà, ha mantenuto viva la tradizione di andare a letto con tutti i protagonisti maschili della serie, anche se va detto che si è concessa a Warlow prima che lui rivelasse il suo lato psicopatico. Per fortuna il nonno Niall, Jason e Bill sono accorsi in aiuto di Sookie prima che Warlow la vampirizzasse e Jason gli ha conficcato un bel paletto nel torace.

Nel frattempo Bill, divenuto ormai Billith, ha acquisito un sacco di poteri (perchè quelli dei vampiri comuni non erano abbastanza); e proprio grazie al dono di vedere il futuro (chiaro omaggio a Phoebe Halliwell di Charmed, sempre sia lodata) è venuto a sapere del piano del governatore Burrell, che includeva il suddetto campo di concentramento (con annessi esperimenti sui vampiri e svariate forme di tortura) nonchè il letale (per i vampiri) virus dell’epatite V, con cui venivano contaminate le bottiglie di True Blood. Bevendo il sangue di Warlow (Bill ultimamente beve il sangue di chiunque!) che lo ha reso immune al sole, Bill si è quindi offerto come pasto a tutti i vampiri prigionieri (ossia tutti, almeno tutti quelli che conosciamo noi), che nutrendosi di lui sono sopravvissuti alla forzata esposizione solare messa in atto da una fantastica Sarah Newlin, uno dei migliori villain di sempre. I vampiri sono così stati salvati e liberati, e se ne sono andati in giro per la Louisiana vestiti da spiaggia e giocando a pallavolo nei prati, inebriati dal sangue fatato di Bill; dopo la morte di Warlow, però, l’effetto protezione solare è scomparso, e tutti i vampiri sono tornati ad essere creature notturne.

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Eric, invece, ci ha regalato diversi momenti rilevanti: primo fra tutti, assistere impotente mentre a Nora veniva iniettato il virus dell’epatite V e, poco dopo, stringerla tra le braccia mentre moriva (con esplosione in poltiglia finale, ovviamente), una scena che ha reso difficile non unirsi al suo pianto. Eric Northman è senza dubbio uno dei personaggi di True Blood più complessi, e nonostante fosse stato inizialmente presentato come “quello stronzo”, in contrapposizione a Bill (ah, quanto tempo è passato!), ben presto è stato chiaro che sotto la superficie c’era molto di più; in particolare, spesso è stata approfondita l’importanza che per lui ha la famiglia: da Godric, alla vendetta dei suoi genitori, a Nora, a Pam (mi basta sentire le parole “I release you” perchè si affaccino le prime lacrime), Eric ha sempre dato tutto se stesso e fatto tutto ciò che era in suo potere per proteggere le persone a lui care. La perdita dei poteri di Bill, però, si è ripercossa anche su di lui: dopo la liberazione dei vampiri, Eric ha lasciato tutti ed è volato in Svezia; nell’ultima scena l’abbiamo visto beatamente sdraiato sulla neve, completamente nudo e dedito alla lettura di un libro, convinto di essere immune alla luce del sole: peccato che non fosse più così, ed infatti ha preso fuoco. Sono sicura di parlare a nome di tanti quando mi auguro vivamente che sia in qualche modo sopravvissuto, ma come? Pam ha lasciato Bon Temps (e Tara) per cercare il suo maker, che sia riuscita in qualche modo a salvarlo?

Una menzione d’onore ad Arlene ed alla bravura di Carrie Preston, che trasforma in una donna combattuta, forte e amorevole un personaggio che avrebbe facilmente potuto essere una macchietta. Durante la sesta stagione Arlene è ricorsa al potere dei vampiri per far ammaliare Terry, per liberare l’uomo che amava dai suoi incubi e regalargli una vita serena. Peccato che lui avesse già chiesto ad un ex commilitone di ucciderlo e, quindi, dopo aver assaporato qualche giorno di felicità, dopo aver intravisto la vita che avrebbero potuto avere, Terry è morto tra le braccia di una disperata Arlene.

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Note a margine: Andy ha avuto quattro figlie dalla fata con cui si era concesso una notte di follia; le figlie ovviamente erano fate a loro volta, e dico “erano” perchè Jessica le ha uccise tutte (tranne una), incapace di resistere all’odore del loro sangue. Nonostante questo Jessica è sempre adorabile, anche se ha un nuovo fidanzato (tal James), cosa che ha spezzato il cuore di Jason. Il baldo Stakhouse, comunque, non ha perso tempo, e si è ritrovato più o meno volontariamente coinvolto in una relazione con una vampira ninfomane (Violet, nonchè la Dominika di Dr. House); dalla prima stagione Jason ha fatto molti passi avanti nella sua capacità di relazionarsi con vampiri e simili, ma la sua stupidità è sempre un punto di riferimento incrollabile, foriero di scene di pura comicità. Lafayette non è stato altro che una spalla per gli altri personaggi, in particolare va ricordato il momento in cui ha evocato gli spiriti dei genitori di Sookie, ma Mr. Stakhouse si è impossessato del suo corpo per cercare di uccidere la figlia (si è scoperto, infatti, che il famoso incidente d’auto in cui Sookie ha perso i genitori era, in origine, il tentativo del padre di ucciderla per risparmiarle un destino da fata/vampiro nel caso Warlow riuscisse a trovarla; una relazione padre-figlia idilliaca, insomma). Steve Newlin, invece, è morto per mano di Eric: durante la liberazione dei vampiri dal campo, infatti, Eric ha tenuto l’ex reverendo ben lontano da Bill, del cui sangue tutti si stavano nutrendo: il povero Steve è andato incontro alla true death gridando “I love you, Jason Stakhouse”, scena di grande ilarità nonchè un grande “fuck you” all’ex moglie, come lo stesso Michel McMillian ha sottolineato.

Abbiamo visto anche Alcide e Sam, ma tendenzialmente le loro vicissitudini non interessano a nessuno: si trasformano, annusano, ringhiano, fanno un po’ di casino e finisce lì. Alcide ha in più lo specifico onere di mostrare i pettorali, ma per il resto la loro presenza non è stata rilevante ai fini dell’evoluzione della trama, se non fosse per la rivelazione finale: infatti, finito il trambusto generale, c’è stato un conveniente falshforward di sei mesi ed abbiamo incontrato la nuova coppia dell’anno: proprio Sookie e Alcide (capisco che i vampiri le abbiano causato parecchi problemi però, insomma, come si fa a preferire Alcide?). Questa non è stata la sola novità: Sam è diventato sindaco di Bon Temps, e Bill ha scritto un libro per denunciare i recenti avvenimenti e sensibilizzare il mondo in merito alla diffusione dell’epatite V messa in atto da Burrell, considerando che il virus ha ormai preso piede. Questi sono gli elementi che hanno consentito di impostare, già nel finale della sesta stagione, l’ambientazione per la settima: Sam, infatti, ha proposto ai suoi cittadini (quelli sani) di intrattenere una relazione con un vampiro di loro scelta, un do ut des nella declinazione del nutrimento in cambio di protezione (dai vampiri infetti). Ovviamente la proposta non è stata accolta bene da tutti, ma ci sono state anche delle reazioni positive: per esempio, la madre di Tara si è offerta a sua figlia, per rimediare a tutti gli anni in cui non si è presa cura di lei, Bill si è offerto come protettore di Sookie e Alcide (!!)e abbiamo lasciato Jessica che cercava di espiare le sue colpe chiedendo ad Andy il permesso di proteggere la sua famiglia. E mentre i nostri si stavano preparando ad affrontare la nuova minaccia, la scena finale ce l’ha presentata: i vampiri infetti sono ormai arrivati a Bon Temps.

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La sesta stagione di True Blood è stata una delle migliori della serie, un ritorno agli antichi fasti dopo alcuni anni sottotono: senza strani mostri e strani riti, senza introdurre vagonate di nuovi personaggi, la stagione ha funzionato benissimo con i soli protagonisti storici, dimostrando che i vampiri della Louisiana hanno ancora molto da raccontare. E ora, il tema di fondo si amplia: oltre l’integrazione e l’accettazione, è il momento della lotta per la sopravvivenza. E a proposito di sopravvivenza, nel flashforward Eric non si è visto: dobbiamo preoccuparci?

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2 pensieri su “Facciamo il punto: True Blood – by S.

  1. Secondo me la madre di tara più che offrirsi per espiare sta cercando di nuovo di attaccarsi al groppone della figlia facendo leva sui sentimenti.. Pessima!

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