Game of Thrones – 4×03 Breaker of Chains – by R. e S.

game-of-thrones-season-4-jaime-cersei

Game of Thrones riparte da dove ci aveva lasciato con una Cersei isterica e disperata che urla di arrestare il fratello per l’assassinio di Joffrey. Una puntata in cui la maggioranza dei personaggi si trova a dover aver a che fare in modi diversi con la morte del Re. La madre è l’unica veramente triste per la perdita del figlio, tutti gli altri, per quanto sconvolti dall’accaduto, devono pensare che è solo un bene. A partire dal nonno che non mostra un minimo di dolore per la scomparsa improvvisa del nipote; dopotutto Joffrey non era esattamente un burattino nelle sue mani come Tywin sperava in origine, le sue tendenze sadiche e l’infantile codardia lo rendevano inviso a tutti e totalmente ingestibile. Tutt’altra storia invece è Tommen, che, per quanto si sia visto poco finora, è sempre apparso come un bambino dolce e innocente, cosa che dimostra dal discorso col nonno, quando elenca ingenuamente tutte le doti migliori che un buon Re dovrebbe avere – holiness, justice, strenght – povero fanciullo, ancora non sa cosa l’aspetta. Tywin non perde tempo ad approffitarsi dell’innocenza del nipotino per mettere in chiaro l’importanza di un buon consigliere, un modo sottile, ma non troppo, per assicurarsi il pieno controllo del potere. Pur non essendo mai stato Re, Tywin è l’emblema dell’uomo di potere nei Seven Kingdoms, che ha saputo ritagliarsi sapientemente il suo ruolo indipendentemente da chi sedesse sull’Iron Throne. Ancor prima che facesse la sua apparizione avevamo capito che il Lord di Casterly Rock aveva più potere di Re Robert e questo non lo ha mai smentito. Tywin sa sfruttare al massimo ogni occasione e non si ferma di fronte a nulla, neppure al cadavere ancora caldo del nipote e al lutto della figlia. Riesce a trarre vantaggio anche dalla presenza a King’s Landing del suo nemico giurato, Oberyn Martell, convincendolo ad essere uno dei tre giudici al processo contro Tyrion. Perché mai abbassarsi di fronte a quel damerino che brama vendetta? Ma perché Tywin, da perfetto calcolatore qual è, è già con la mente al possibile approdo a King’s Landing di Daenerys con i suoi tre draghetti e sa benissimo che allora il supporto dei Tyrell e di quell’associazione a delinquere Bolton-Frey non sarà sufficiente. Sono convinta che Oberyn sia abbastanza furbo da non credere alle parole dell’Hand of the King, per quanto riesca a mentire spudoratamente in modo elegante e convincente (devo dire che Charles Dance è fantastico nel ruolo), non rinuncerà mai a Gregor Clegane: i lavori sporchi sono indispensabili per ottenere e mantenere il potere e Tywin sa che per quelli potrà sempre contare su The Mountain. D’altro canto, Oberyn sembra comunque lasciarsi affascinare molto velocemente dal potere che Tywin gli offre: speriamo che si tenga le orge come unica distrazione, senza dedicarsi alla politica interna perdendo di vista il vero motivo della sua visita.

Nonostante lo sviluppo del suo personaggio nel corso delle ultime due stagioni lo abbia mostrato sotto un’altra luce, Jaime rischia di rovinare il suo percorso con quanto commette in questo episodio. Di fronte al corpo di Joffrey – questo ragazzo viene coinvolto in “questioni importanti” più ora che in vita – Jaime forza la sorella a fare sesso, cosa che ha fatto gridare molti allo scandalo di un “rapecest”, tanto da richiedere un commento del – sempre sia lodato – George R. R. Martin. Ora, bisogna dire che da quando è tornato, Cersei si è negata al fratello, disgustata dalla sua nuova condizione di menomato – e uomo ormai inutile – il che deve avergli fatto montare parecchia frustrazione; ma ovviamente la frustrazione non giustifica uno stupro. Tuttavia Cersei un istante prima del misfatto chiede a Jaime di uccidere Tyrion, sfruttando anche le parole “He was our son, our baby boy”, certo adesso si ricorda che è figlio del suo gemello, dopo che per la sua intera vita ha dovuto ignorarlo per non far trapelare nulla; tra l’altro fa quella richiesta da madre disperata pur sapendo benissimo quanto Jaime sia legato al fratello, l’ennesima prova di come tutto debba girare intorno a lei. Cersei si lancia in un bacio appassionato con Jaime, in cui riversa un po’ il suo bisogno di conforto e un po’ di più il tentativo di convincerlo a commettere fratricidio. L’atteggiamento della sorella sommato alla montante frustrazione portano il Kingslayer ad un’esplosione che è un misto tra passione e rabbia – significativa la sua frase “Why have the gods made me love a hateful woman?” – ed a fare quel che fa ad una Cersei che più che rifiutare l’atto in sé, sembra preoccupata del luogo in cui lo stanno facendo. Quindi personalmente concordo con Cersei sul fatto che si poteva trovare un posto più adeguato, ma che si parli di “rapecest” mi sembra esagerato, tutto dovrebbe essere ricondotto ai personaggi di cui stiamo parlando e alla storyline in cui la scena si è sviluppata. Senza dimenticare il tenore di Game of Thrones nel suo complesso, è veramente questa la scena più scandalosa a cui abbiamo assistito? Direi proprio di no

Non se la passa molto bene Tyrion: Shae a quest’ora dovrebbe essere partita, sua sorella lo vuole morto e sta per essere processato per l’omicidio del re; gli rimane solo la fedeltà di Podrick, e anche in questa occasione Tyrion dimostra di distinguersi dal resto dei suoi familiari per il fatto di avere dei limiti, dei confini morali invalicabili. Proprio lui, a cui viene costantemente rinfacciato di essere la vergogna della famiglia, con la sua passione per il vino e le prostitute (oltre che per essere nano), è l’unico che si preoccupa delle conseguenze delle sue azioni sugli altri: come ha voluto proteggere Shae, ora fa lo stesso con lo scudiero, e persino adesso continua ad avere un occhio di riguardo anche per Sansa.

Ecco, Sansa invece continua a vivere nel magico mondo dei mini pony senza capire niente di quello che succede intorno a lei: bisogna notare che quando Littlefinger le propose di salpare con lui per metterla al sicuro da sua zia Lysa, lei decise di rimanere a farsi torturare da Joffrey, mentre adesso scappare come una criminale mentre il re muore avvelenato, accompagnata da un giullare ubriaco e su una barchetta nascosta dalle tenebre, questa le sembra proprio un’idea geniale. Per non parlare degli occhioni da cerbiatta sconvolta quando Littlefinger uccide Dontos: è una precauzione quanto meno necessaria considerate le circostanze, ma lei non ci arriva, non ha proprio imparato nulla nel tempo trascorso a King’s Landing.

Poco spazio per la neo Regina Margaery, che si crogiola nel suo ruolo da vedova nera, dubito che qualcuno pensi sul serio che sia veramente addolorata per la perdita repentina di entrambi gli sposi. Questa è più furba anche di sua nonna. Non le resta che aspettare le nozze con il nuovo sposo, visto che pure stavolta c’è la scusa della mancata consumazione del matrimonio.

margaeryolenna

Vediamo le prime avvisaglie di qualcosa di nuovo, invece, per Arya: dopo aver riassaporato le ormai dimenticate gioie di un focolare domestico e di un pasto consumato con una famiglia normale, non ne può davvero più del suo burbero compagno di viaggio/sequestratore; non mi è sembrata molto contenta di seguirlo dopo l’ennesimo atto di violenza gratuita e, del resto, o arrivano velocemente nella valle di Arryn, o non è che possano continuare a cavalcare in mezzo al nulla ancora a lungo.

A nord le cose cominciano a mettersi male, con i wildings che mietono le prime vittime e si avvicinano pericolosamente a Castle Black; e i confratelli avranno anche i loro generali e comandanti, ma Jon è l’unico (oltre a Maestro Aemon) a dimostrare una minima conoscenza di strategia militare, prendendo in mano la situazione, lui che è ben consapevole di quello che li aspetta. Nel frattempo Sam è il solito ragazzo di buon cuore e fa tutto quello che può per mettere in salvo Gilly; questo suo senso del dovere e dell’onore lo rende molto simile a Jon (non per niente sono amici) e, di riflesso, anche a Ned: questa cosa mi inquieta parecchio, perchè è risaputo che gli animi buoni a Westeros hanno davvero vita breve; se ci si aggiunge l’imminente battaglia con i Wildings, e la scarsa attitudine di Sam al combattimento, non so proprio cosa aspettarmi.

Una delle conseguenze peggiori di quanto accaduto a Joffrey è che Stannis si convince ancora di più di essere nel giusto, pensando che il suo sacrificio con Gendry e le sanguisughe abbia effettivamente causato la morte dell’usurpatore. Povero Davos, costretto a trovare un esercito per un re in balìa di una cartomante; avrebbe fatto meglio a continuare la sua carriera da contrabbandiere e stare alla larga da questi due.

Pochi minuti sono invece dedicati a Daenerys, che persevera nella sua missione umanitaria. Dopo una serie di umiliazioni da parte dei padroni degli schiavi di Meereen, la Khaleesi riesce nuovamente ad emergere vincitrice grazie alla performance del suo Daario – se proprio vuole fingere di essergli indifferente che almeno si impegni un po’ di più. Peccato che invece di sfruttare la forza ormai accumulata per partire per King’s Landing, continui a sprecare tempo ed energie. La cosa peggiore è che è veramente convinta di poter liberare tutti gli schiavi; se proprio vuole farlo non potrebbe prima ottenere l’Iron Throne? E’ dal quarto episodio della terza stagione che possiede un esercito, i suoi draghi sono belli cresciuti, tutti sanno che al di là del mare l’unica Targaryen è pronta per rinconquistare i Seven Kingdoms e lei cosa fa? Lascia che il suo soft-heart le annebbi completamente il cervello, proprio ora che con la morte di Joffrey e la capitale affaccendata con un processo sarebbe l’occasione migliore per attaccare. Ma lei no, insiste nel ruolo di Mhysa degli schiavi, dimenticando che prima di tutto è la Mother of Dragons e i suoi draghi neanche si vedono. Se continua a rimandare i Lord di Westeros saranno ben più che preparati per accogliere lei e i suoi figli. Vedremo se anche gli schiavi di Meereen saranno pronti a sfidare i loro padroni per unirsi a Dany.

Con questo episodio si sono aperte le porte per nuovi capitoli nelle storylines di diversi personaggi: nel prossimo futuro ci aspettano il processo di Tyrion, lo scontro a Castle Black e l’ufficiale ingresso di Oberyn negli intrighi di potere di King’s Landing. Speriamo però di vedere i draghi un po’ più spesso!

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *