Game Of Thrones – 4×04 Oathkeeper – by R. ed S.

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Un episodio relativamente tranquillo per la maggioranza dei personaggi apparsi, per i quali l’analisi psicologica e i dialoghi prevalgono sugli avvenimenti di cui sono protagonisti. Con l’importante eccezione però dei territori dalla Barriera in su, dove oltre a prepararsi alla battaglia contro i Wildlings, si deve affrontare una imminente lotta tra confratelli.

Daenerys, voto 6,5. La puntata riprende là dove Game of Thrones ci aveva salutati la settimana scorsa, con Daenerys che a forza di “Kill the Masters” convince gli schiavi di Meereen alla ribellione contro i padroni e in breve tempo anche questa città è ai suoi piedi. Le sue scene sono sempre altamente scenografiche ed emozionanti, dal colpo d’occhio del suo immenso esercito che circonda le mura a lei che spicca dall’alto della sua nuova conquista, con la sola bandiera dei Targaryen sopra di lei che torna a sventolare. Peccato che il drago a tre teste del suo simbolo sia il solo che si veda, ancora una volta nessuna traccia dei suoi tre figli che un tempo non perdeva mai d’occhio. Inebriata dall’inno “Mhysa” dei suoi nuovi liberati, sembra che ormai non si ricordi neanche più del perché abbia passato puntate su puntate alla ricerca di un esercito. Per quanto i suoi discorsi siano d’impatto e si impegni nell’essere una Khaleesi in grado di bilanciare benevolenza e giustizia, sarebbe auspicabile che iniziasse a usare le sue energie per cercare delle navi e partire per i Seven Kingdoms; anche se temo non si sia posta il problema né di come trovare una flotta tanto ampia da accogliere tutti i suoi soldati né di quale sarà il destino dei suoi nuovi sudditi se e quando lei si deciderà di riprendersi l’Iron Throne.

Jaime, voto 8. Se qualcuno aveva storto il naso di fronte al comportamento di Jaime dello scorso episodio, ora non può non tornare ad averne un’immagine positiva. Nonostante l’amore per una “hateful woman”, dimostra di saper ragionare con la sua testa e di essere un uomo d’onore, a dispetto dell’etichetta che gli è stata cucita addosso – e che ai tempi non ha mancato di rinforzare. L’amore per il fratello e la promessa fatta a Catelyn Stark gli impediscono di accontentare Cersei nei suoi assurdi propositi di vendetta; affida a Brienne la spada in acciaio di Valyria ricevuta in dono dal padre perché trovi e potegga Sansa, quale miglior modo di usare l’arma che è stata (e sempre sarà) di Ned Stark? Da qui anche la Lady di Tarth, che lo aveva rimproverato per non aver subito risolto la questione Sansa, non può che rendergli merito nominando la spada “Oathkeeper”, quasi a voler dimenticare il soprannome Kingslayer che lo accompagna da sempre. Intanto la sua relazione con Cersei è sempre più fredda e non dipende certo dal rapporto sessuale della settimana scorsa: Jaime ha iniziato a vedere la sorella sotto una luce diversa – il suo negare l’evidenza sull’innocenza di Tyrion è per lui l’ennesima prova – e Cersei (voto 6) ha capito che non può più usare il fratello a suo piacimento. L’unico tentativo di avvicinamento sta nell’insistere a chiamare Joffrey “our son”, ma l’aver dovuto fingere che fosse in realtà figlio di Robert ha fatto sì che in Jaime non potessero nascere sentimenti d’affetto per lui, il tutto peggiorato dal carattere del defunto Re. Cersei è ormai accecata dal lutto e dalla vendetta contro Tyrion, vedendo in quest’ultima la tanto agognata possibilità di liberarsi dell’odiato fratello, ma così non si accorge che lascia campo libero ai veri responsabili della morte del suo adorato Joffrey. Margaery (voto 7) fa la finta tonta, ma come dice la sua stessa nonna (Olenna, voto 9) è anche meglio di lei e non tarda a dimostrarlo: il giovane Tommen, che ancora ama giocare col suo gattino Ser Pounce (voto 10 per la tenerezza e per essere sopravvissuto a Joffrey), inizia ad essere avvinghiato dalle spine di Lady Tyrell, che sa benissimo su quali tasti spingere per far dimenticare ad un adolescente il suo migliore amico in favore di tutt’altra gattina e soprattutto gli ordini della mamma. I Tyrell hanno messo gli occhi sull’Iron Throne e non hanno intenzione di lasciarselo scappare né di condividerlo con gente poco affidabile come i Lannister.

Tyrion, voto 7. Il dialogo con Jaime rivela, ancora una volta, l’affetto che lega i due fratelli, che per la prima volta lasciano davvero cadere le apparenze per quanto riguarda la paternità di Joffrey. È uno dei rari casi in cui assistiamo ad una conversazione onesta da parte di due Lannister in una volta sola, ma purtroppo non c’è niente che Jaime possa fare per aiutare Tyrion: paradossalmente, è lui quello con le mani legate. Dal canto suo, Tyrion non sembra nemmeno troppo interessato a scoprire chi sia il vero assassino, sapendo fin troppo bene che dovrà essere lui il capo espriatorio; che si stia davvero arrendendo? Che Cersei riesca finalmente ad avere la meglio su di lui?

L’unica che scopre come stanno le cose, invece, è l’unica che pur avendo queste preziose informazioni non sarà mai in grado di usarle a suo vantaggio: Sansa (voto 5). Anche questa settimana se ne sta lì, con gli occhioni sgranati, e non fa una piega quando scopre di essere stata manipolata da tutti (dalle donne Tyrell, a Littlefinger, all’ubriaco Dontos) per l’assassinio del Re. Possibile che non prenda mai in mano la situazione? Possibile che si accontenti di essere sempre una pedina nelle mani di altri più potenti e più intelligenti? È pur sempre una Stark, nonché la più adulta Stark ancora in vita, ci sono delle responsabilità e dei doveri che dovrebbero derivarne. Lo deve quanto meno a suo padre e a tutti gli altri membri della famiglia che sono morti per mano dei Lannister. Le speranze sono poche, ma magari se ne renderà conto e comincerà a usare il cervello.

Jon Snow, voto 7. A Castle Black i Wildings non sono ancora arrivati (ma quanto ci mettono?) e questo dà a Jon il tempo di battibeccare un po’ con Ser Alliser Thorne; credo che il loro confronto serva ad introdurre un’evoluzione del personaggio di Jon che, puntata dopo puntata, sembra sempre più essere il vero leader dei confratelli, sia per quanto riguarda la competenza militare sia per quanto riguarda il senso di lealtà degli altri Night’s Watchers. Del resto, dopo gli eventi che ha affrontato nella scorsa stagione e considerando la scomparsa di Mormont, è quasi necessario che Jon assuma un ruolo più rilevante, quasi di guida: Thorne e i suoi sono dei completi idioti, lui è l’unico ad avere almeno una vaga idea di quello che li aspetta, ed è anche l’unico che sembra preoccuparsene sul serio. Con la completa fiducia di Mormont prima e di Maestro Aemon adesso, Jon Snow non può che essere destinato a grandi cose, che sembrano cominciare con la spedizione verso casa di Craster, dove la storia si incrocia con quella di Bran & Co..

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Bran, voto 7. Al di là della Barriera il gruppo di Bran finisce in un grosso guaio nel tentativo di salvare Summer e il povero Ghost, di cui da tempo si erano perse le tracce – possibile che Jon non abbia ancora capito che uno Stark è meglio che non si allontani dal suo direwolf pena disgrazie inimmaginabili? Bran, da vero Stark qual è, non esita un istante ad accontentare l’ex Night’s Watcher Karl rivelandogli la sua identità, ma con Hodor vittima di giochi idioti, i direwolves imprigionati e Jojen in preda ad una crisi epilettica la situazione è veramente grave, sarà Jon a salvarlo?

White Walkers, voto 7,5. Agli zombie di ghiaccio bisogna almeno riconoscere un certo senso di solennità e del cerimoniale. Presentati solo come sovvrannaturali e crudeli assassini, la scena finale ci mostra altre caratteristiche: per dirne una, gli zombie non sono altro che i figli che Craster sacrificava. Ma sono solo i suoi figli o si riproducono anche in altri modi? E perché aspettano pazientemente che venga loro offerto un bel bimbo invece di attaccare tutti e fare un gran casino? Considerando che a King’s Landing ci aspetta un processo farsa e che Daenerys è partita per la tangente con la liberazione degli schiavi, i White Walkers sembrano l’unico fronte che promette un po’ di azione e di combattimento (oltre i Wildings, ma sempre all’estremo nord siamo).

Grandi assenti della settimana sono Arya ma, soprattutto, Stannis, e questa calma non ci piace: Melisandre starà preparando un’altra delle sue stregonerie, cosa che non ha mai conseguenze positive. Ci stiamo anche avvicinando alla metà della stagione e, considerando il numero di avvenimenti chiave già avvenuti finora, si direbbe che la stagione promette di essere molto ricca.

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