Game Of Thrones – 4×05 First Of His Name – by R. ed S.

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Un episodio in cui i personaggi femminili la fanno da padrone, dimostrando che anche se non hanno il potere sono fondamentali per le sorti dei Seven Kingdoms. Anche le donne al di là della Barriera alzano la testa, decidendo le sorti di una battaglia.

Daenerys, voto 5. Ormai è ufficiale: Daenerys è impazzita completamente. La sua ambizione di diventare la salvatrice dell’umanità non la fa più ragionare, dimentica tutto: le sue origini, i suoi draghi e il suo scopo. Ha una flotta che sarebbe sufficiente per portare lei, i draghi, i suoi consiglieri, gli Unsullied e i Second Sons nei Seven Kingdoms, un tempismo perfetto ora che un fanciullo è ufficialmente sull’Iron Throne, mai momento sarebbe più opportuno per compiere il suo destino. E invece coglie la scusa del nuovo stato di disgrazia in cui sono cadute Yunkai ed Astapor per rimanere dov’è “How can I rule Seven Kingdoms if I can’t control Slaver’s Bay?”, cosa credeva che una volta che si fosse allontanata se ne sarebbero stati tutti là belli tranquilli a rispettare il suo nuovo ordine? Cara Dany è per questo motivo che si fanno le alleanze, un sovrano non ha di certo il dono dell’ubiquità, prendi lezioni da Tywin che regala la figlia a chiunque pur di mantenere il potere. Ser Jorah le dà un buon consiglio, ma lei, perché una volta in passato ha azzeccato facendo di testa sua, si convince di essere in grado di decidere per il meglio da sola; peccato che abbia una memoria selettiva e abbia dimenticato l’esperienza Mirri Maz Duur. Eccola la sua geniale scelta “I will do what Queens do. I will rule”, su Slaver’s Bay, che crede di aver conquistato, ma quando mai?! Liberando gli schiavi e uccidendo i padroni ha solo distrutto l’attività principale di quei territori, non appena ha voltato lo sguardo tutto è ripreso peggio di prima; non capisce neppure che non sono città abituate ad un sovrano, se vuole essere la loro Regina deve abbandonare per sempre l’idea Iron Throne e adattarsi alle tradizioni del mondo al di là del Narrow Sea; e lì il suo monologo sull’essere una Targaryen non serve a nulla. A peggiorare il tutto persiste l’assenza dei draghi, di cui sfrutta solo il nome per suscitare timore nei suoi nemici. No, no Dany, non ci siamo, svegliati prima che sia troppo tardi. Anche Cersei è più lungimirante.

Littlefinger, voto 8. Mentre Daenerys ha un esercito che nemmeno Atene e Sparta messe insieme, ma se ne sta lì a chiedersi se sia sufficiente per invadere Westeros, Littlefinger dimostra che con un po’ di ingegno e scarsi limiti morali anche un uomo solo può essere sufficiente per disfarsi dei più potenti e raggiungere obiettivi che gli sembravano preclusi. Infatti, scopriamo che, agendo silenzioso nell’ombra, è stato Littlefinger ad accendere la miccia che ha portato allo scoppio della guerra: ce lo rivela Lysa, quando racconta di aver avvelenato il marito Jon Arryn, completamente manipolata da un uomo che finge di amarla solo per soddisfare la sua sete di potere. Questo è un vero e proprio colpo di scena: dalla prima stagione ci hanno fatto credere che i Lannister fossero responsabili della morte del Primo Cavaliere e, di conseguenza, della morte di Ned che si era messo ad indagare: e invece era tutta una trappola tesa da Littlefinger; così facendo, ha ottenuto che i suoi nemici si eliminassero l’un l’altro e ora se ne sta sereno ad un passo dal trono grazie all’alleanza con i Tyrell. La cosa che mi preme sottolineare è che, alla luce di questi nuovi fatti, per l’ingiusta decapitazione di Ned dobbiamo incolpare non solo sua figlia Sansa, ma anche sua cognata Lysa: quando si dice “allevare una serpe in seno”!

Lysa, voto 7. Questa volta ci ha risparmiato la raccapricciante scena di allattamento del piccolo Robin, ma Lysa mi ha comunque fatto morire dalle risate. Questa donna è completamente pazza, la vedrei bene in una puntata di Criminal Minds, soprattutto dopo il cambio di personalità durante la conversazione con la nipote: un momento da oscar! La povera Sansa (voto 7.5, solo per questa scena) è passata dall’ingozzarsi di torta al limone (come sappiamo, la sua preferita) ad urlare terrorizzata “I’m a virgin!!”, in una scena che andrebbe bene tanto per Game Of Thrones quanto per 30 Rock, tanto è surreale l’atmosfera.

Cersei, voto 7. La Regina – perché lei è Regina dentro – dimostra di saper dominare i suoi sentimenti perché il figlio possa governare senza traumi. Accetta il matrimonio con Loras e soprattutto quello di Tommen con Margaery perché, come le viene ben spiegato dal padre, per quanto i Tyrell non siano affidabili, sono gli unici in grado di rappresentare un pericolo per la dominanza dei Lannister – in bancarotta. Per quanto il suo caratterino la porti spesso a scelte che possono rivelarsi dannose – lasciare che Joffrey decapitasse Ned è stato un errore che poteva essere fatale – stavolta Cersei cerca di agire a mente fredda e riesce anche ad apparire amichevole nei discorsi con Margaery e Oberyn. Dopo il suo adorato primogenito, Cersei non può permettersi di mettere a rischio Tommen e Myrcella, anche se questo significa abbassare la testa, come ha sempre sostenuto “Love no one but your children”. Dubito però che di fronte a quell’intrigante di Margaery e quella Vipera di Oberyn resterà tranquilla a lungo, ma l’importante è che giochi bene le sue carte.

Margaery, voto 6. Nella sua chiacchierata con Cersei insiste a recitare il ruolo della povera vedova addolorata dalla morte prematura del marito, perfino Rossella O’Hara era più convincente. Mentre col futuro sposo non lesina sguardi da gattina, con la suocera cerca di mantenere un certo contegno da lutto. La sua prova di recitazione però non è perfetta questa volta: il fingere di dover chiedere il parere paterno sulle nozze con Tommen per dimostrarsi una giovane rispettosa è una forzatura che poteva evitare con una risposta più evasiva, lo sanno tutti che pure Pycelle è più influente di Mace Tyrell; in più la tagliente battuta finale “I won’t even know how to call you. Sister? Or Mother?” in passato le era costata una minaccia di morte indimenticabile, sbatterla di nuovo in faccia a Cersei è un vero e proprio affronto. Attenta Margaery, la nonna ti ha ben avvertita che Cersei non è affatto stupida, una gattina farebbe bene a non giocare troppo con una leonessa.

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Oberyn, voto 5,5. Quest’uomo non potrebbe fare cose più rilevanti per la trama piuttosto che starsene seduto a scrivere poesie? La chiacchierata terapeutica con Cersei sulla tristezza di entrambi per la sorte delle fanciulle in questo mondo governato dagli uomini è completamente inutile, o comunque non era necessario che occupasse tutto questo tempo. Sono pronta a rimangiarmi questo commento se si scoprirà che la barca fatta costruire per Myrcella è in realtà una trappola di sorta per fregare i Martell (questo me l’ha suggerito mia sorella, ringraziamola!), ma anche in quel caso il punteggio più alto andrebbe a Cersei, mica alla Vipera Poetica.

Arya, voto 6. La sufficienza sulla fiducia per uno dei personaggi più amati, ma che vede la sua storyline un po’ sacrificata; la cantilena dei nomi della morte ormai la sappiamo tutti a memoria, e abbiamo già capito che Arya non ne può più di The Hound, ci vorrebbe qualche nuovo elemento. Unica nota positiva è il ricordo di Syrio Forel, anche se è stato difficile non ridere alla battuta di The Hound: “the greatest swordsman who ever lived and he didn’t have a sword?”. Effettivamente, non fa una piega.

Bran, voto 8. L’impossibilità di camminare non impedisce a Bran di risolvere una situazione che sembrava disperata: non potrà cavalcare o usare una spada, ma la sua capacità da metamorfo si rivela provvidenziale. Questo però non è il motivo principale per cui gli ho dato un voto alto; ciò che ho più apprezzato è la forza che ha nel resistere a ricongiungersi con Jon; il loro incontro sarebbe stato bellissimo, finalmente due fratelli Stark si sarebbero ritrovati dopo 4 stagioni dense di sofferenze, ma Bran capisce che Jojen ha ragione e che per proseguire nella sua missione deve sacrificare l’amore per la famiglia, come aveva già fatto con Rickon. Lo sviluppo di tutti i fratelli Stark – Jon compreso ovviamente – non fa che confermare il dubbio sul se una come Sansa possa essere veramente figlia di Ned!

Jon, voto 7,5. Al nostro Snow preferito va un voto alto solo perchè è l’unico che combina qualcosa mentre gli altri chiacchierano e se la raccontano (e mangiano torte al limone) per tutta la puntata; non raggiunge l’8 perchè nel combattimento finale sconfigge il nemico solo grazie al tempestivo intervento di una delle mogli/figlie di Craster (come direbbero i professori al ricevimento con i genitori: “suo figlio è intelligente, ma deve applicarsi di più”); bisogna dire, però, che la spada conficcata attraverso il cranio è uno dei momenti più impressionanti di sempre, direi al pari delle pugnalate al grembo di Talisa. L”universo sembra ritrovare un equilibrio quando finalmente Jon e Ghost si ricongiungono: sono intimamente convinta che i metalupi si riveleranno in qualche modo utili per la rinascita degli Stark, e mi aspetto un improvviso ritorno in scena di Nymeria. Già Robb ci aveva abituati a vederlo combattere con Grey Wind, quanto sarebbe bello vederli tutti insieme in battaglia con i loro padroni (magari quando saranno un po’ cresciuti)? Già mi immagino uno scontro finale metalupi Stark contro draghi Targaryen (o un’alleanza! sarebbero imbattibili!), ma forse corro un po’ troppo!

E mentre le mogli/figlie di Craster organizzano un barbecue incendiando la baracca che chiamavano castello, lo schermo si oscura e la puntata si conclude, lasciando gli spettatori assaliti da una grande ansia: “Ma Tyrion non si è nemmeno visto, qui c’è gente che l’ha schierato al Fanta Game Of Thrones!”.

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2 pensieri su “Game Of Thrones – 4×05 First Of His Name – by R. ed S.

  1. Daenerys fa bene, al diavolo l’inflazionato iron throne, meglio regnare al sud!
    e secondo me non è vero che Arya non ne può più di the hound, dice dice perchè ormai si è fissata, ma andrà a finire che invece si sono affezionati

    1. Secondo noi Dany ha una visione un po’ troppo idilliaca di come può essere governare quei territori; non sono nemmeno suoi, ci sarà un motivo se è nata a Dragonstone! Ha la sindrome da crocerossina all’ennesima potenza!
      The Hound di sicuro non merita il trattamento che gli riserva Arya (aveva anche cercato di salvare Sansa!), ma forse lei ha affrontato troppi brutti eventi per potersi affezionare a qualcuno… che ne pensi?

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