Game Of Thrones – 4×07 Mockingbird – by R. ed S.

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Il settimo episodio di Game of Thrones è sempre un punto importante della stagione perché pone le premesse decisive per l’evoluzione degli ultimi eventi. Nella prima fu il tradimento di Petyr Baelish ai danni di Ned, nella seconda la presunta uccisione di Bran e Rickon ad opera di Theon, nella terza si predisposero le basi per il prossimo Red Wedding. Ed anche questa volta assistiamo non solo all’ennesimo colpo di scena da parte di quell’intrigante di Littlefinger, ma soprattutto alla messa a punto del trial by combat voluto da Tyrion.

Daenerys, voto 6. La Khaleesi guadagna la sufficienza questa settimana perché per un momento scende dal piedistallo e valuta i consigli di chi le sta accanto. Se Daario auspica la linea dura con i ribelli di Yunkai, sollecitandola sul suo desiderio di ripagare l’ingiustizia con la giustizia, Ser Jorah la invita alla calma, perché per poter governare – come in tutto – bisogna anche saper scendere a compromessi. “There’s good and evil on both sides in every war ever fought” e il riferimento a Ned Stark lo chiarifica benissimo: per Dany, Ned, quale alleato di Robert, è al pari dei Lannister che hanno sterminato la sua famiglia, ma sappiamo benissimo che lui era tutt’altro uomo. Ser Jorah ne è la prova vivente e Daenerys trova una soluzione a metà tra pietà e “Kill the Masters”, affidando al nobile Hizdahr zo Loraq il compito di portare il suo messaggio ai padroni di Yunkai “They can live in my new world or they can die in their old one”. Se tutte queste energie mentali per elaborare frasi ad effetto le usasse per conquistare l’Iron Throne, sarebbero sicuramente spese molto meglio. In realtà non sembra neppure un granchè convinta di quel che fa, specie perché si lascia influenzare dal debole per Daario. E’ divertente che a farsi avanti nel suggerirle la via siano i suoi due spasimanti, ma Ser Jorah dovrebbe capire che contro Daario non ha la minima speranza. Il comandante dei Second Sons è un guerriero forte e spavaldo e una giovane donna come Daenerys non può restare indifferente al suo fascino. Ma il suo desiderio di avere a fianco un uomo che colmi il vuoto lasciato da Drogo si scontra con il ruolo da Regina, che le impedisce di lasciarsi andare con un semplice comandante, quanto resisterà? Molto poco credo dopo la scena di nudo di cui è artefice; un’immagine che è l’esatto opposto di quella della passata stagione: se nell’episodio 3×08 “Second Sons” era lei ad alzarsi dalla vasca nuda di fronte alla promessa di fedeltà di Daario, questa volta è lui che si spoglia su ordine della sua Regina. Anziché prendere lezioni da Tywin, Dany sembra più sulla linea di Cersei.

Cersei, voto 7. La Regina Reggente non si lascia abbattere né dall’idea di Tyrion né dalla memomazione di Jaime e tira fuori l’asso nella manica: The Mountain, Gregor Clegane. Nel corso di Game of Thrones lo abbiamo intravisto e sentito nominare più volte, ma in questo episodio ci vengono ricordati alcuni suoi atti emblematici per capire con chi abbiamo a che fare. Dall’aggressione col fuoco al fratello Sandor ai crimini ai tempi della caduta di King’s Landing, il braccio armato di Tywin Lannister è un colosso indistruttibile e spietato, che fa il bello e il cattivo tempo per le terre di Westeros, immune ad ogni pena grazie al suo Lord. Per me era stata sufficiente quella terribile decapitazione del cavallo durante il torneo in onore dell’Hand of the King per renderlo indimenticabile. Solo il suo nome suscita terrore negli avversari e la notizia della sua scelta ha tolto – momentaneamente – a Tyrion ogni speranza, Cersei ha quindi un campione con cui almeno sulla carta la vittoria è assicurata. E in più dimostra che può cavarsela benissimo anche senza l’aiuto di Jaime.

Brienne, voto 6,5. Nonostante il suo atteggiamento un po’ distaccato e canzonatorio con il povero Podrick, la Lady di Tarth viene ripagata della sua sincerità con la scoperta che Arya è ancora in vita, grazie all’incontro con il simpatico Hot Pie. Questa volta le è andata bene, ma credo che Podrick abbia ragione sulla prudenza che dovrebbero avere nel parlare della loro missione. E comunque senza di lui il collegamento con la zia delle sorelle Stark Brienne non l’avrebbe mai fatto.

Arya, voto 6,5. La giovane Stark si riscatta un po’ dalla noia che l’aveva contraddistinta negli ultimi episodi prendendosi cura di The Hound dopo le brevi confidenze di quest’ultimo, piccola evoluzione nel loro complicato rapporto. Più rilevante, comunque, la sua reazione alla vista di Rorge: se già all’inizio della stagione avevamo sottolineato come Arya non fosse più una bambina ma, anzi, avesse ormai una discreta confidenza con la morte e la vendetta, ecco che di nuovo mette in atto un insegnamento risalente alla prima stagione: “stick them with the pointy end”.

Melisandre, voto 7. La Red Woman ritorna dopo una breve assenza, e ci svela alcuni dei suoi segreti; bisogna dire che pur avendo la certezza che alcune sue stregonerie non siano altro che banali trucchetti, Melisandre non perde quel suo alone misterioso e anche vagamente inquietante: questa sua insistenza per portare con sè Shireen quando partiranno (per dove, di preciso?) non lascia presagire nulla di nuovo, come minimo la sacrifica al Dio del fuoco sotto lo sguardo inebetito di Stannis e Selyse.

E se a Dragonstone si organizzano partenze, all’estremo nord i Night’s Watchers si preparano all’arrivo dei bruti; o almeno, dovrebbero prepararsi. Infatti, Jon (voto 6,5) continua ad essere l’unico con qualche idea intelligente, ma purtroppo è circondato da un branco di idioti capeggiati da Alliser Thorne. Questa volta Maestro Aemon non è venuto in suo soccorso, quindi i Watchers se ne restano lì, esposti, senza nessuna difesa, ad aspettare di morire per mano di Mance Ryder e compagnia bella.

Tyrion, voto 7. Dopo lo sfogo dello scorso episodio e la richiesta del trial by combat, Tyrion si ritrova a dover fare i conti con la realtà, e tutto sembra andargli contro. Non solo Cersei ha assoldato The Mountain, ma c’è un fuggi fuggi generale per il ruolo di campione di Tyrion; lui le pensa proprio tutte, si aggrappa alla vita con ogni mezzo a sua disposizione, ma dopo l’ammissione di Jaime sulla sua scarsa abilità come spadaccino mancino e il rifiuto di Bronn, cosa gli rimane? Breve parentesi su Bronn, voto 5: capisco la coerenza, ma più che coerenza nel suo comportamento vedo solo vigliaccheria: al pari di Shae, farebbe bene a ricordarsi che tutto quello che ha lo deve solo a Tyrion, un po’ di riconoscenza non guasterebbe. Tyrion mostra, come al solito, grande onore e grande dignità accettando la sua decisione e, quindi, il suo destino: la morte certa (e praticamente per mano della sua stessa famiglia). Ma per fortuna che c’è Oberyn Martell (voto 7)! Come fa notare lui stesso, questo trial by combat è l’occasione perfetta per vendicare sua sorella Elia, e c’è da scommettere che non la sprecherà, considerando l’astio che nutre verso i responsabili di quel delitto. Il principe di Dorne, improvvisamente, rovescia la situazione, e l’espressione di sorpresa sul volto di Tyrion è emblematica: un momento prima si dava per specciato e ora ha una concreta possibilità di salvezza. Interessante anche il racconto della visita di Oberyn a Casterly Rock in tenera età, più che altro per la luce che getta su Cersei: il suo odio per Tyrion non è mai stato un mistero, ma una tale cattiveria da parte di una bambina è un tantino fuori dal normale, anche considerando la perdita della madre; che ci sia di più dietro il loro rapporto? che le origini di questo conflitto non siano semplici come sembrano?

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Sansa, voto 6,5. Questa settimana si merita la sufficienza per aver schiaffeggiato Robin, conosciuto anche come il bambino più irritante, odioso e capriccioso di Westeros. Sansa ha avuto una reazione fin troppo gentile di fronte all’ennesima distruzione di Winterfell e non si sarebbe nemmeno dovuta sentire in colpa, tanto meno scusarsi con quella pazza di sua zia. Ovviamente Sansa ritrova la sua naturale idiozia pochi secondi dopo, con l’arrivo di Petyr: da vera lady quale è, si sarebbe dovuta ritrarre un po’ più tempestivamente da quel bacio. La reazione di Lysa (voto 7) al tradimento è impagabile, non riesce proprio a trattenere la sua follia, ma la trappola è dietro l’angolo. Infatti, quel bacio di Littlefinger (voto 8) dimostra quanto siano complicati i suoi sentimenti per Sansa, oscillanti tra la devozione a Cat e l’illusione che amare Sansa sarebbe come ottenere l’amore che Cat non gli ha mai dato. Questi sentimenti, uniti al fatto che, come abbiamo imparato, Littlefinger è il vero uomo dietro le quinte di tutta le vicende di Westeros, a partire dalla guerra dei cinque re, creano la combinazione perfetta per il colpo di scena che ha in serbo: far precipitare Lysa dalla Porta della Luna. Sfido chiunque ad ammettere di non aver goduto della fine di Lady Arryn, nemmeno Sansa si sarebbe meritata di morire in quel modo.

In vista del finale, quindi, ecco che si aprono nuovi scenari: Littlefinger Lord della Valle di Arryn (posizione certamente più che utile per i suoi piani di conquista del potere) mentre a King’s Landing gli equilibri tra le famiglie Lannister e Martell sembrano giunti al punto di rottura, con in palio la vita di Tyrion. Non a caso, proprio adesso è prevista una pausa di due settimane prima del prossimo episodio: per darci modo di riprendere fiato e prepararci all’atto finale.

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