Game Of Thrones – 4×08 The Mountain And The Viper – by R. ed S.

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Dopo due settimane di pausa che sono sembrate un’eternità, Game of Thrones entra nel rush finale (di già!) dando svolte decisive alle varie storyline. Ma soprattutto assistiamo all’evento più atteso di questa stagione, che tra sangue e colpi inaspettati non delude le aspettative e ci regala un duello spettacolare.

Theon, voto 7. Theon torna ad interpretare se stesso su ordine del suo Lord e nonostante un momento di confusione per le incessanti domande sulla sua identità, porta a termine il compito perfettamente. Se avesse imparato così bene le lezioni sull’onore di Ned Stark, ci avrebbe risparmiato tante sofferenze. Il lavaggio del cervello di Ramsay (voto 8) è uno stratagemma migliore di quanto avrebbero mai potuto essere le semplici detenzione o morte del prigioniero; con questo espediente ottiene informazioni e successi che non avrebbe mai potuto avere e senza sforzi. Nel suo mix di sadismo e follia si rivela più pericoloso di quanto sia mai stato Joffrey: per quest’ultimo tutto si riduceva al suo stesso divertimento, il bastardo di Bolton invece sa trasformare il suo diletto in utilità. E mai più lo potremo chiamare bastardo, ora che il padre ne ha ottenuto la legittimazione, da Ramsay Snow a Ramsay Bolton – rendiamoci conto che ora Ramsay è un vero Lord, mentre Jon continua ad essere considerato un povero bastardo. Al momento i Bolton sono quelli che hanno saputo sfruttare al meglio i tradimenti ai danni di Robb Stark, diventando i legittimi Lord e protettori del Nord; un bel cambiamento dagli Stark. E proprio la casa di questi ultimi sta per diventare la “new home” dei Bolton. In una parola: un’eresia!

Daenerys, voto 6. La Khaleesi ottiene la sufficienza perché per una volta (forse) non si lascia influenzare da buonismi e pietismi, ma usa il pugno di ferro. Peccato che si decida proprio quando dall’altra parte c’è Ser Jorah, colui che non l’ha mai abbandonata, che ha assecondato ogni sua decisione (anche quella folle di non partire per i Seven Kingdoms) e che l’ha sempre amata. E’ vero in origine le si è avvicinato solo quale spia di Varys, ma da subito ha iniziato ad amarla, difendendola dal fratello e istruendola sui costumi Dothraki; in più, come proprio ora viene ricordato, ha impedito che bevesse il vino avvelenato. Un articolo di Vulture ripercorre il ruolo di spia di Ser Jorah, interrogandosi su quando l’uomo abbia smesso di servire King Robert; personalmente credo si sia pentito subito dopo aver spifferato la gravidanza. Merita davvero l’allontamento immediato pena la decapitazione? Proprio l’uomo che un episodio fa le ha suggerito di dosare durezza e pietà? E’ strano vedere come con lui non rifletta un secondo sulla decisione da prendere, mentre con un perfetto sconosciuto come Hizdahr Zo Loraq sia più propensa a ponderare. Questo atteggiamento inflessibile fa pensare che forse proprio l’affetto per l’uomo sia la ragione per cui nel suo comportamento passato non veda altro che un mero tradimento; e quindi ancora una volta pecchi nel suo voler dimostrare di essere una vera governante, cedendo ai sentimenti personali. In compenso ho molto apprezzato l’interpretazione di Emilia Clarke che nel suo discorso con Jorah ha saputo rendere quel misto di rabbia e dolore che il suo personaggio prova verso l’uomo di cui più si fidava. Non comprendo invece perché Daenerys si “abbassi” ad acconciare i capelli alla sua ancella, avete mai visto la Lady per eccellenza Mary Crawley di Downton Abbey fare da parrucchiera alla sua cameriera personale Anna? E Dany non è una semplice Lady, è la Khaleesi, come ci tiene sempre a ricordarci.

Jon, voto 6. All’estremo nord i Night’s Watchers continuano a starsene con le mani in mano, persino Jon in questo episodio non combina nulla. Che i Wildings fossero in arrivo lo sapevamo già, l’unico avvenimento degno di nota è la compassione mostrata da Ygritte per Gilly e il suo bambino. Se solo Sam (voto 6) lo sapesse, potrebbe smettere di sentirsi in colpa e magari iniziare a darsi da fare per la battaglia che si fa sempre più imminente.

Sansa, voto 7. Per la prima volta in quattro anni vediamo Sansa fare qualcosa, prendere lentamente in mano la situazione, invece di starsene ferma a subire cadendo sempre vittima dei giochi di potere altrui. E se all’inizio del suo racconto ai Lord della Valle sembra che stia solo cercando aiuto, con l’ingenuità che l’ha sempre caratterizzata, con la decisione di prendere parte alle trame di Littlefinger Sansa ci sorprende come mai prima d’ora. Sembra vero quanto diceva la sua interprete Sophie Turner nelle interviste durante la presentazione della quarta stagione: Sansa ha fatto da spettatrice agli intrighi di corte a King’s Landing per così tanto tempo che ha finito per imparare le regole del gioco (ce ne ha messo di tempo, eh) e sembra più che determinata a metterle in atto in prima persona, come dimostra chiaramente lo sguardo nei suoi occhi (insieme al nuovo e più audace abbigliamento) nella scena in cui presenta la nuova se stessa a Littlefinger. Da qui in poi non so cosa aspettarmi, spero solo che ci risparmino la svolta romantica/passionale nella relazione tra lei e Littlefinger (voto 6), perchè lui è già abbastanza creepy così. Gli va comunque riconosciuto il merito di provare ad allontanare Robin dall’Eyrie, magari è la volta buona che ci liberiamo di quell’odioso bambino: tonto com’è potrebbe morire inciampando mentre esce dal castello.

Arya, voto 7,5. Non ne possiamo più di vederla vagare per i Seven Kingdoms ed è evidente che non ne può più nemmeno lei: alla notizia della morte di Lysa le si legge in faccia un “are you fucking kidding me??”, e la risata che segue è davvero impagabile. Sembra comunque ad un passo dal ricongiungersi con sua sorella, ma dati i precedenti tentativi di reunion della famiglia Stark finchè non vedo non credo: come per Robin, anche ad Arya potrebbero succedere ennemila imprevisti dalla porta del castello alla stanza in cui si trova Sansa.

Jaime, voto 6,5. Come prevedibile Jaime è l’unico a stare vicino a Tyrion in quelli che potrebbero essere gli ultimi minuti della sua vita. Il Lord Commander permette al fratello di fare osservazioni e richiamare ricordi di gioventù tra il serio e il faceto. Ma Jaime, il Cavaliere più affascinante e forte dei Seven Kingdoms, di fronte alla possibile imminente condanna a morte del fratello, non è in grado di abbandonare quell’alone di tensione e paura che gli oscura il volto, fino a sgusciare via non appena è annunciato il momento del duello; riesce a malapena a guardarlo ed augurargli un rapido “Good luck”. Dinanzi a Tyrion la corazza da Kingslayer che Jaime ha mostrato nel corso della prima stagione si sgretola inevitabilmente.

Tyrion, voto 8. Se nel discorso durante il processo si era finalmente sfogato, esprimendo la rabbia accumulata in una vita di persecuzioni e derisione, giunto il momento del duello la foga lascia lo spazio alle riflessioni. Attraverso la metafora del cugino Orson che uccideva gli insetti per diletto, Tyrion si interroga sugli imperscrutabili motivi che spingono gli uomini ad uccidere altri uomini: ma è proprio l’assenza di motivi a renderlo incomprensibile. Quanti uomini sono morti, e quanti ancora moriranno, per nient’altro che la crudeltà o il divertimento di altri uomini? Perché succede? “Perché devo morire?”, chiede Tyrion; “I don’t know”, risponde Jaime. A volte, semplicemente un motivo non c’è, perché come abbiamo imparato a Westeros nessuno è al sicuro. Inoltre, è interessante notare che, sebbene il duello tra Oberyn e Gregor Clegane fosse l’evento clou dell’episodio, il dialogo tra i due fratelli Lannister ha occupato lo stesso spazio: questo perché Game of Thrones non è fatto solo di indimenticabili colpi di scena, tanto meno di colpi di scena fini a se stessi; altrettanta attenzione è dedicata alle emozioni ed ai pensieri dei personaggi coinvolti, che a loro volta contribuiscono a creare l’atmosfera che circonda quei colpi di scena, ad immergere completamente lo spettatore nella vita dei Seven Kingdoms, in modo che quando quei colpi di scena si realizzano la reazione sarà la stessa di chi vive quegli avvenimenti in prima persona.

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Oberyn, voto 8,5. In un duello che sembra una danza, la Red Viper cerca vendetta per la sorella Elia; Oberyn non voleva solo vincere, non era interessato alla vita di Tyrion, quello che voleva era una confessione e una pubblica accusa di omicidio contro Tywin Lannister, ma ancora una volta George R.R. Martin ci ricorda che gli uomini d’onore a Westeros hanno vita ancora più breve degli altri (R.I.P. Ned Stark). È proprio il disperato desiderio di fare giustizia che distar Oberyn dal duello, che gli fa fare un passo falso, inebriato com’è dall’odio verso The Mountain, che invece è guidato semplicemente dal piacere di uccidere (per lui Oberyn non è altro che quello che gli insetti erano per Orson). La scena della morte di Oberyn (come l’orrore dipinto sul volto di Ellaria) entra di diritto nell’antologia delle morti più sconvolgenti di Game of Thrones e della televisione in generale: l’intero episodio non è stato altro che dialoghi in attesa del duello, un’attesa esasperata, ma che quei tre minuti finali, così spettacolari, hanno ampiamente soddisfatto.

Siamo ormai alla vigilia del nono episodio, che in tutte le tre stagioni precedenti è stato quello in cui si sono verificati gli eventi più significativi (la decapitazione di Ned Stark, la battaglia di Blackwater, il Red Wedding); quest’anno Weiss e Benioff hanno dichiarato che il gran finale sarà, effettivamente, nell’episodio finale, ma questo non diminuisce l’ansia per ciò che potrà succedere la prossima settimana: di nuovo, nessuno è mai al sicuro a Westeros.

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2 pensieri su “Game Of Thrones – 4×08 The Mountain And The Viper – by R. ed S.

  1. Io avrei dato moooolto meno a oberyn per essersi fatto ammazzare come un cretino (e averci privato della sua piacevole compagnia)

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