Game of Thrones – 5×06 Unbowed, Unbent, Unbroken – Recensione by R. e S.

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Questo sesto episodio s’intitola “Unbowed, Unbent, Unbroken” e va quindi a ripetere il motto della House Martell. Tuttavia con le svolte significative a cui conduce tutti i personaggi protagonisti, quelle stesse parole accompagnate dall’aggiunta di un punto interrogativo possono riguardare ognuno di loro: dopo quello che affrontano, ce la faranno a rialzarsi e sopravvivere?

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Jaime (voto 6,5), finalmente arriva da Myrcella e per la prima volta suona strano sentirlo chiamare “Uncle Jaime”: non avrà un improvviso slancio d’affetto, eppure il suo sguardo nel rivederla sembra tradire un sentimento in luogo della solita indifferenza. La comprensibile titubanza di Myrcella a scappare con lui e l’arrivo delle Sand Snakes gli impediscono di ottenere immediato successo nella missione, ma nella lotta con le tre figlie di Oberyn si fa valere, anche grazie all’aiuto di Bronn che si conferma la migliore scelta come compagno di viaggio. Uno scontro che avrebbe potuto avere esiti fatali per almeno una delle parti coinvolte e a cui viene messa la parola fine dal Capitano Hotah e i suoi uomini. Sebbene qui tifi per i Lannister, l’arrivo dei soldati di Prince Doran è cosa gradita rispetto alle Sand Snakes (voto 5), il cui broncio costante proprio non riesco a sopportare: un conto è voler fare giustizia per la morte di Oberyn, un altro è vendicarsi su una ragazzina totalmente innocente come Myrcella. La lezione impartita da Gregor Clegane alla Red Viper non l’hanno imparata, si lasciano dominare dalla rabbia e finiscono arrestate dagli stessi soldati di Dorne, la città in nome della quale stanno combattendo, cosa che non si stancano mai di ripetere.

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Dopo un episodio di pausa torniamo a King’s Landing e veniamo ricapultati subito nel fermento dei giochi di potere, di cui Cersei (voto 8) è grande protagonista, con la gentile collaborazione di Littlefinger (voto 7,5, solo per la quantità di doppi giochi che riesce a gestire). Nonostante resti un po’ invischiata nelle trame di quest’ultimo – d’altronde Cersei non può sapere che c’è lui dietro alle nozze di Sansa e Ramsay – la Queen Mother vince su tutta la linea contro le donne Tyrell, perfino con la (bentornata) Lady Olenna. Il confronto alla scrivania tra “The famously tart-tongued Queen of Thorns” e “The famous tart Queen Cersei” è una delle scene migliori della puntata, le cui stoccate a suon di battute si rivelano quasi più avvincenti della lotta a Dorne. Stavolta però Lady Olenna non può nulla contro la formale innocenza di Cersei, la cui decisione di affidare il ruolo del carnefice al Faith continua a dare i suoi frutti. La donna può addirittura permettersi di fingersi offesa quando l’High Sparrow demolisce la testimonianza di Margaery (voto 6).

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La nuova Regina sarà anche apprezzabile nel tentativo di difendere fino all’ultimo Loras, ma l’ebbrezza di essere finalmente “The Queen” le fa dimenticare il suo stesso avvertimento alla discrezione. E così lo scudiero che aveva colto in flagranza con il fratello nella Season Premiere, rivela di fronte ai Seven Gods i “peccati” del Knight of Flowers che conoscevamo sin dalla prima stagione, dando certezza ad ogni parola in perfetto stile “Chi mi dice che vai a letto con mio marito?”, ossia descrivendo la voglia che Loras ha sulla coscia. Per i Tyrell va di male in peggio quando l’High Sparrow annuncia che ci sarà un processo sia per Loras sia per Margaery, che non può superare indenne la falsa testimonianza davanti agli dei; la giovane Tyrell non avrebbe mai potuto immaginare di dover urlare quella frase tanto agognata, “I’m The Queen”, in circostanze così sgradite! Sono consapevole che gran parte del pubblico, compresa la mia co-autrice S., tifi per Margaery, ma in quanto fan di Cersei non posso nascondere di aver goduto tantissimo di fronte a queste scene, perfettamente concluse dall’accenno di sorriso soddisfatto della leonessa Lannister.

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Il giorno delle nozze tra Sansa Stark (voto 6,5) e Ramsay Bolton (voto 6) è arrivato. L’erede degli Stark affronta il suo destino a testa alta, ma sembra aver perso quella determinazione che l’aveva animata negli ultimi episodi; e dire che dopo Joffrey dovrebbe aver imparato qualcosa su come gestire gli psicopatici! Sansa si fa coraggio ripetendo che Winterfell è la sua casa e nulla la può spaventare, ma deve presto ricredersi. Infatti oltre alle nozze è arrivata una scena molto attesa che, ancor prima della messa in onda, si sapeva avrebbe suscitato polemiche. Ramsay stupra la sua sposa, costringendo il povero Theon a guardare mentre trasforma la ragazza che ha visto crescere in una donna. Ed è proprio sull’espressione di Greyjoy che si concentra la ripresa: noi assistiamo a quella brutalità sentendo le urla di Sansa e guardando il volto del ragazzo trasformato dal dolore e dall’impotenza; per quanto le torture di Ramsay lo abbiano cambiato, in quel momento Theon è quasi irriconoscibile. Una scena shock di fronte alla quale la reazione sconvolta del pubblico sarebbe forse stata diversa se la storyline del libro fosse stata rispettata, mettendo dunque la povera (sconosciuta) Jeyne Poole al posto di Sansa, al netto quindi delle emozioni derivanti dall’attaccamento al suo personaggio; tuttavia bisogna al contempo sapere che la prima notte di nozze di Ramsay descritta in A Dance with Dragons è peggio di quella vista nello show HBO – Theon infatti non viene semplicemente costretto ad assistere.

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In tutto questo Ramsay si conferma il sadico psicopatico che abbiamo imparato a conoscere da quando ha rivelato il suo vero volto al prigioniero Greyjoy, passando da salvatore a carnefice. Nell’intervista a EW, Bryan Cogman nell’assicurare che Littlefinger era all’oscuro del sadismo del giovane Bolton, ammette un’importante differenza tra l’ex bastardo dei libri e quello della serie: in A Song of Ice and Fire Ramsay è generalmente conosciuto da tutti come uno psicopatico (le sue “gesta” vengono narrate in un capitolo di Bran di A Clash of Kings), mentre in tv le sue perversioni sono note esclusivamente da coloro che ci hanno direttamente a che fare. Nella prima occasione di intimità con la sua sposa le si rivela per ciò che è e che finora le aveva solo accennato: umiliarla e torturarla lo diverte al pari di Joffrey, ma per Ramsay è anche il modo per distruggerla nel profondo, così da poterla poi piegare completamente al suo volere – esattamente come ha fatto e continua a fare a Theon. L’erede di Winterfell sarà sadico, disturbato e perfido, tuttavia bisogna riconoscere che sino ad adesso proprio grazie a queste sue “qualità” è sempre riuscito nei suoi propositi.

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Tyrion (voto 7) supera la sufficienza per essersi salvato in extremis dagli schiavisti, riuscendo, con la complicità di Jorah (voto 7) a restare in vita e anche a farsi accompagnare dritto dritto da Daenerys; purtroppo su Jorah pende sempre la spada di Damocle del morbo grigio da cui è stato colpito: per ora non ci sono stati grandi sviluppi, ma chissà quanto durerà. Jorah era anche l’unico uomo dei Seven Kingdoms a non sapere che suo padre fosse morto (ormai da tempo, anche), mi domando se questo momento familiare sia stato messo lì a caso o sia precursore di altri sviluppi: non sarebbe interessante un nuovo filo conduttore dal profondo sud all’estremo nord?

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Arya (voto 6). L’unica parte interessante è stata scoprire che a Bravos hanno una legislazione sull’eutanasia molto più chiara della nostra: quando non ce la fai più bevi dalla fonte e tutto va a posto! Questa storyline si conferma come una delle più noiose, magari ci sarà una svolta adesso che Arya è pronta non a diventare nessuno ma a diventare “someone else”. È vero che ad Arya dobbiamo un po’ di fiducia in nome di quanto l’abbiamo adorata in tutte le stagioni precedenti, ma anche l’attaccamento degli spettatori ai personaggi ha un limite.

Un episodio in cui gli equilibri del potere sono drasticamente cambiati, con Cersei sempre più in vantaggio e la rottura tra Lannister e Tyrell alle porte; come ci hanno ricordato, è proprio da quell’alleanza che è nata la pace per i Seven Kingdoms, e Cersei sta già organizzando un nuovo esercito. Con chi vi schierate?

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