Game of Thrones – 5×07 The Gift – Recensione by R. e S.

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Un episodio dallo svolgimento più lento del solito, che sembrava non regalare nessuna soddisfazione agli spettatori sempre desiderosi di colpi di scena; ma è pur sempre di Game of Thrones che si tratta, ed infatti negli ultimi minuti ecco susseguirsi due avvenimenti che ripagano dell’attesa: l’incontro tra Tyrion e Daenerys e il benservito ad una Cersei che si credeva intoccabile.

Stannis (voto 5). La noia della prima parte dell’episodio è in gran parte dipesa dalla presenza di Stannis, che si lamenta e digrigna i denti da cinque stagioni senza combinare mai nulla. Avrà anche deciso le sorti della battaglia tra Night’s Watch e Wildings, ma quello era il finale dell’anno scorso. Dell’anno scorso, Stannis! E ancora stai lì a rigirarti nella neve senza sapere cosa fare! L’abbiamo capito tutti che winter is coming, datti una mossa per dio!! Persino Cavalier Cipolla non ne può più! Non contribuisce a migliorare la situazione la presenza di Melisandre (voto 5), che siccome le è andata male con Jon pensa bene di immolare al Signore della Luce la povera Shireen, che in quella famiglia è l’unica con un po’ di cervello; Stannis per ora si mostra restio al pensiero di uccidere sua figlia (che tenerezza, eh), ma non mi sorprenderei troppo se cambiasse idea velocemente: del resto cosa possiamo aspettarci da uno che entra in guerra perchè vede delle immagini nelle fiamme?

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Sam (voto 6,5). Come se Stannis non fosse abbastanza, c’è stato un ridicolo numero di scene dedicate a Sam e Gilly. Sono molto simpatici e adorabili, ma va benissimo lasciarli sullo sfondo, nessuno sentiva la necessità di questa parentesi romantica. A Sam dò la sufficienza solo per l’eroismo con cui si è battuto in difesa della sua amata, ma il voto rimane basso perchè ha infranto il giuramento e da lui proprio non me l’aspettavo. Il cocco di Maester Aemon mi cade in queste debolezze? Non ci siamo, Sam, proprio non ci siamo!

Sansa (voto 7,5). La più sfortunata degli Stark non ha vita facile a Winterfell, ma bisogna darle credito per aver cercato di far girare le cose in suo favore. Ha affrontato Theon (o quello che resta di lui) e soprattutto ha risposto a tono a quello psicopatico di suo marito; la vista della sua ultima vittima l’ha certamente destabilizzata, ma spero che non basti quello a farle perdere tutte le speranze: Sansa, ti imploro, non arrenderti, non essere la lagna che sei sempre stata!

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Theon/Reek (voto 6), essere costretto ad osservare la violenza subita da Sansa non ha permesso al ragazzo di far riemergere il vero se stesso. La nuova Lady Bolton destabilizza Reek, scuote in lui quei sentimenti che appartengono al passato di Theon Greyjoy, ma per quanto interiormente combattuto, Reek continua a prevalere. Accendere una candela nella vecchia torre non è una richiesta complessa, eppure Reek non riesce a tradire il suo padrone perché sa meglio di tutti di cosa sia capace. E questo non fa che confermare l’abilità di Ramsay (voto 7), che anche stavolta risulta vincente con i suoi sadici giochetti: Sansa può punzecchiarlo sulla sua contestabile legittimità quale erede, ma lui ribatte con la nomina di Jon Snow a Lord Commander, per darle poi il colpo di grazia con il corpo scuoiato della donna che le aveva offerto aiuto. Reek ha proprio ragione “It can always be worse”.

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Jaime (voto 6), prigioniero del Principe Doran può fare poco, ma si guadagna la sufficienza per aver resistito dal rispondere a Myrcella “I’m your father”. Considerando che nei libri non ha questa possibilità – dato che non è lui a guidare la missione a Dorne – era una rivelazione che avevo assolutamente scartato di fronte ai diversi commenti in tal senso di alcuni lettori, tuttavia devo dire che la costruzione della scena mi ha seriamente fatto temere che stesse per accadere. Quando Myrcella definisce Dorne la sua casa e lo accusa di non conoscerla, quella battuta sarebbe caduta a pennello – soap e telenovelas insegnano; ovviamente sarebbe stata una vera disgrazia per tutti quelli coinvolti, quindi grazie Jaime per aver taciuto. Purtroppo dobbiamo invece sopportare alcuni minuti con le Sand Snakes (voto 5), che rinchiuse nelle stesse celle di Bronn ci fanno credere per qualche istante di dover dire addio al mercenario. Lungi da me volere un simile evento, ma a che serve quella scenetta fra sorelle se poi gli danno l’antidoto?

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Jorah (voto 6,5). Quest’uomo ha dei serissimi problemi di autostima: capisco che Daenerys sia la sua regina, ma sappiamo bene che ne è anche innamorato. E quando la rivede le uniche parole che gli vengono in mente sono “Please, Khaleesi!”, alla pari di un bambino supplichevole. Fai l’uomo, Jorah! Dany è una regina, ma vuole essere venerata dal popolo non dagli uomini che se la contendono. Per fortuna c’era Tyrion a salvare la situazione, altrimenti Jorah non avrebbe avuto alcuna speranza. Tyrion (voto 7), dopo sei episodi di scarso rilievo per la sua evoluzione, arriva lì dove lo voleva condurre Varys (che fine avrà fatto l’eunuco?): date le circostanze, sa bene che l’unica possibilità è giocarsi la carta Lannister, e non esita a rivelare la sua identità. Oltre a dover mettere in conto la reazione di Daenerys, bisogna anche scoprire cosa deciderà di fare Tyrion: difenderà la sua famiglia o metterà in atto il piano di Varys? Oltre sopravvivere, qual è il suo scopo?

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Daenerys (voto 6), la scena romantica con Daario ci rassicura che la relazione tra i due continua e, in totale contrasto con quanto pensavo leggendo i romanzi, ne sono ben lieta. Daario si sta dimostrando il suo miglior consigliere – nonché l’unico rimastole dopo la dipartita di Ser Barristan – e dopo “You’re not the Mother of the Unsullied, you’re the Mother of Dragons” le regala un’altra perla di saggezza “All rulers are either butchers or meat”, suggerendole di radunare tutti i padroni di Meereen e ucciderli; non mi interessa se è animato dalla gelosia verso Dany – anzi, acquista ulteriori punti – la sua è la soluzione più conveniente; dopotutto l’unica differenza rispetto al Red Wedding orchestrato da Tywin sarebbe che questa volta non ne saremmo affatto devastati. E invece Daenerys ha finalmente appreso la tecnica del compromesso e la porta avanti indiscriminatamente, dalle nozze politiche con Hizdahr perché Daario non ha una posizione socialmente elevata, all’assistere ai combattimenti tra schiavi: atti totalmente opposti a ciò che desidera, ma che deve fare in quanto Regina. L’impegno verso il rispetto delle tradizioni del luogo è apprezzabile, ma Dany non riesce a nascondere il disgusto per ciò a cui assiste, almeno sino a quando non compare un lottatore che non macella i suoi avversari come gli altri. L’inevitabile attrazione verso colui che le è stato accanto tanto a lungo fa nascere la speranza che una volta riconosciuto in quel guerriero Ser Jorah, Daenerys lo perdoni. Così non è, la rabbia per il tradimento subìto ritorna forte come quando lo ha cacciato; serve la comparsa del “gift” per quietarla e dare il via ad un incontro ancora non avvenuto nei libri. Lo showrunner David Benioff spiega in un’intervista a EW la scelta di anticipare questo momento con il forte desiderio di vedere insieme questi due personaggi iconici dello show: Daenerys Targaryen e Tyrion Lannister incrociano le loro strade, proprio ora che la Khaleesi necessita di consigli saggi più dell’ossigeno – tra l’altro in questo caso non credo che la divergenza dai romanzi vada a snaturare la storyline originale. Vista la durezza mostrata contro Ser Jorah, come reagirà Dany al suo primo vis-à-vis con un membro della famiglia Lannister?

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Lady Olenna (voto 5), comprendo che sia preoccupata per i nipoti, ma puntare sul “Lei non sa chi sono io” e sulla minaccia di lasciare King’s Landing senza provviste alimentari non è il mezzo migliore per ottenere un favore, specie se ti rivolgi a un religioso integerrimo come l’High Sparrow. Da lei mi aspetto sicuramente qualcosa in più e senza la necessità dell’aiuto di Littlefinger. Ma un’ammissione importante emerge dall’incontro tra i due: ora anche chi aveva ancora dubbi sul piano che tanti sconvolgimenti ha portato nei Seven Kingdoms può mettersi l’animo in pace, i Tyrell e Littlefinger hanno ucciso King Joffrey.

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Forse l’unica che mai lo ammetterà per non dover poi essere costretta a ricredersi su Tyrion, è Cersei (voto 7), la quale inizia a pagare il conto di tutto quel che ha fatto. Lo stesso motivo per cui ha sfruttato il Faith of the Seven – “All sinners are equal before the Gods” – le si ritorce contro; con la medesima teatralità con cui ha fatto testimoniare Olivar dopo Margaery, l’High Sparrow si lancia in un discorso su ciò che resta quando si è privati di tutti gli ornamenti e le ricchezze esteriori – “Their true hearts laid bare for all to see” – per poi mettere la Queen Mother faccia a faccia con Lancel, il cugino/ex amante, colui che versava vino su vino a King Robert durante quella caccia fatale, scherniva Tyrion e che ora è un fanatico redento e chiacchierone. Buon per lui che si è pentito dei suoi peccati, ma parli per se stesso senza coinvolgere gli altri! Cersei viene rinchiusa in una cella identica a quella in cui pochi istanti prima guardava Margaery dall’alto in basso, ma questa umiliazione non schiaccia il suo spirito da leonessa, come si fa a non adorarla quando pure in un momento simile minaccia tutti di morte?! La donna che sin dalla prima stagione l’ha sempre passata liscia, adesso si ritrova imprigionata a causa delle sue stesse manipolazioni, quelle con cui ha cercato di proteggere i suoi figli – la commovente scena con Tommen non fa che ribadirlo. Un colpo di scena che conferma quanto suggerito dal flashback di apertura della premiere: Cersei è grande protagonista di questa stagione, costretta ad affrontare la rabbia e le paure che la dominano e guidano le sue azioni sin da ragazzina.

Cersei Lannister divide il pubblico, tra chi la ama, chi la odia e chi ama odiarla; non per niente subito dopo la messa in onda dell’episodio il suo nome ricorreva nei trend su Twitter e con mia grande gioia accanto ai tweet di giubilo se ne contano altrettanti dalla sua parte. Cersei è un personaggio complesso, di cui abbiamo scoperto pian piano ogni sfaccettatura, la si può odiare, ma resta una punta di diamante dello show; e da sua fan non posso che unirmi all’appello #FreeCersei!

[Potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate, che ringraziamo per la collaborazione: Casa Stark – L’inverno sta arrivando, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Kit Harington & Richard Madden Italian Page, Jon Snow the bastard Italia, Jorah Mormont Italia, IL TRONO DI SPADE]

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