Game of Thrones – 6×02 Home – Recensione by R. ed S.

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Questo secondo episodio di Game of Thrones segna il ritorno e la prima apparizione di diversi personaggi, alcuni dei quali non pensavamo avremmo mai visto. Allo stesso tempo però altri ci dicono definitivamente addio. Ma a farci emozionare davvero è la sensazione emergente da più di una storyline che forse in casa Stark il vento sta finalmente iniziando a girare a favore.

Bran Stark (voto 8) torna sugli schermi dopo una stagione d’assenza, che rende ancor più evidente non solo la crescita dell’attore che lo interpreta (è quasi irriconoscibile dal bambino della prima stagione), ma anche i suoi miglioramenti (ciao Arya) nelle abilità sovrannaturali. Sotto la guida del Three-Eyed Raven, il giovane Stark passa dalla breve e confusa visione avuta nella quarta stagione, al vivere un vero e proprio flashback del padre Ned ancora bambino in compagnia del fratello Benjen, della sorella Lyanna (sì, proprio lei, la donna amata da King Robert e rapita da Prince Rhaegar Targaryen, con tutte le teorie che le ruotano attorno) e di un parlante Hodor alias Willis. La scena suona come un déjà vu di quella con cui nel pilot avevamo fatto conoscenza con la famiglia Stark: in quella situazione Bran veniva allenato al tiro con l’arco da Robb e Jon, mentre Arya lo interrompeva, il tutto sotto gli occhi di Ned e Catelyn al balcone; in questo flashback è Ned ad esercitarsi con la spada insieme al fratello, la sorella arriva a cavallo e i loro genitori li osservano dalla stessa balconata. In entrambi i casi si respirava grande gioia in casa Stark, in entrambi i casi nessuno poteva sapere le tragedie che li attendevano dietro l’angolo. Mentre il continuo “Hodor” di Hodor di fronte alle domande di Bran sembra nascondere chissà quale significato (seriamente, ora voglio sapere cosa gli è successo), Meera non è di alcun aiuto standosene in disparte col broncio perché non vede evidenti passi avanti. Cara Meera, vai a seguire la storyline di Arya e poi ne riparliamo. E in tutto ciò, Summer dov’è?

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Arya (voto 6) continua a non fare niente: sembra di rivivere la scorsa stagione con il suo addestramento, un passo avanti e due indietro, ma quando finirà? Quando potrà farsi una doccia e sistemarsi quei capelli? Anche il fascino di Jaqen H’ghar ha dei limiti, e dei suoi indovinelli comincio a non poterne più. Nulla di interessante da dire nemmeno per l’altra sorella Stark: come sempre Sansa (voto 6) se ne sta lì a sgranare gli occhioni e fare domande senza capire nulla, mai che prenda l’iniziativa, mai che dia una svolta alla situazione; tante volte è sembrata sull’orlo della svolta e invece niente, mai una gioia. Per fortuna c’è Theon (voto 7) a mostrare un po’ di intelligenza: il passato insegna che non sia saggio lasciare gli Stark per i Greyjoy, ma questa volta è diverso: ormai possiamo forse dire che ha espiato i suoi peccati, ma il senso di colpa non lo abbandonerà davvero mai, è questa la sua vera condanna.

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Tutto nella Slaver’s Bay va a scatafascio al pari della statua dell’arpia abbattuta da Daenerys; ecco allora che l’arrivo di Tyrion (voto 8) e Varys alla corte della Khaleesi suona ancor di più come una manna dal cielo. “Daenerys is the Dragon Queen”, Tyrion ripete ciò che già aveva detto Daario (e che Dany si rifiutava di ascoltare), ma vi aggiunge la conoscenza e la saggezza che lo contraddistinguono. Tyrion ha letto dei draghi, ne ha sempre voluto uno (Tyrion uno di noi!) e sa che è sbagliato considerarli solo quali predatori indomabili guidati dalla fame. Drogon lo ha dimostrato, i draghi sono intelligenti e fedeli alla loro mamma e a chi è sinceramente dalla sua parte. Se Dany non si è fatta problemi a rinchiuderli nelle catacombe, quei poveri cuccioli non mangiano più da quando lei se ne è andata. Tyrion non si limita alle belle parole, con un coraggio da fare invidia a Daario, va da Rhaegal e Viserion, li avvicina, gli parla e li libera dalle catene; dopo un’iniziale titubanza, i due draghi gli rendono merito e almeno ora sono un pochino più liberi, dandoci speranza per un futuro in cui i draghi torneranno a dominare la scena. Tyrion, non potevi arrivare prima?!

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A King’s Landing ha luogo il funerale di Myrcella e a Cersei (voto 7) non è permesso avvicinarsi per ordine di King Tommen, il quale a suo volta deve sottostare all’High Sparrow. La Queen Regent appare anche questa settimana rassegnata di fronte alle continue umiliazioni e ferite che le vengono inferte: non alza mai la voce, non ha scatti d’ira, sembra accettare la sua condizione consapevole che non c’è altro da fare. E quando il figlio va da lei chiedendole perdono e aiuto, non si tira indietro: abbraccia Tommen senza esitazioni o condizioni. Dove il Re manca nel difendere Cersei, intervengono altri due uomini. Jaime (voto 7) non si limita ad indirizzare il figlio verso la riconciliazione con la madre, ma mette in chiaro all’High Sparrow che non gli permetterà di umiliare di nuovo sua sorella; l’High Sparrow tuttavia è sempre più arrogante e tiene testa al Kingslayer. Maggiori soddisfazioni per il futuro di Cersei le lascia però intravedere The Mountain, che fracassa letteralmente la testa all’idiota che si è permesso di scherzare sulla sua Queen.

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Sul voto a Ramsay di questa settimana sono in leggera difficoltà. Il ragazzo è stato infatti protagonista di una delle scene più creepy dello show. Fat Walda era l’unica fra gli attuali abitanti di Winterfell a suscitare simpatia e quel neonato era innocente, ma è ovvio che Ramsay non voglia correre rischi e preferisca restare figlio unico. Indirizzarla verso il canile e aprire una ad una le gabbie è solo una lenta tortura per lei e noi, dal momento stesso che accompagna Fat Walda da Lord Bolton, comprendiamo quel che sta per fare, perché sappiamo che ora è lui Lord Bolton. Ramsay ha infatti appena ucciso suo padre Roose. Quest’ultimo aveva biasimato il suo piano di attaccare Castle Black, ma il successivo riconoscimento di Ramsay quale suo primogenito mi ha impedito di veder arrivare la pugnalata. Ed è proprio qui che il mio voto per Ramsay cresce esponenzialmente, perché finalmente vendica il mio amato Robb Stark nel modo migliore. Roose era con Tywin Lannister e Walder Frey uno degli artefici del Red Wedding, ma soprattutto era colui che ha dato la pugnalata letale a Robb con la battuta “The Lannisters send their regards”. Ramsay replica la scena fra le mura di Winterfell, mancherebbe giusto “The Starks send their regards”, ma non posso pretendere troppo. Uccidere Fat Walda e il piccolo è crudele, tuttavia da Ramsay non mi aspettavo nulla di meno, vuole eliminare ogni possibile ostacolo fra sé e il potere. Uccidere il padre non è la mossa migliore dato che l’ex bastardo non spicca per strategia politica, ma la soddisfazione di vederlo morto – e in quel modo – prevale. Bilanciando darei quindi a Ramsay un 7. Un voto a maggior ragione tirato perché temo per lui che non stia ben valutando le sue alleanze. Il nuovo Lord Bolton è convinto di avere supporto a sufficienza dagli Umber, i Manderly e i Karstark, ossia alleati di lunga data degli Stark. Davvero crede nella loro alleanza? Forse gli unici di cui si può fidare sono i Karstark (uno di loro era anche presente e accondiscendente all’omicidio di Roose), i quali erano arrivati ai ferri corti con Robb dopo che quest’ultimo aveva giustiziato uno di loro (colpevole di aver ucciso i due giovanissimi ostaggi Lannister). Ma anche su di loro non scommetterei un soldino.

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La House Greyjoy fa ritorno sugli schermi, contenti vero? Per fortuna ci liberano in fretta da quel brontolone convinto di Balon Greyjoy (voto 4): il fratello Euron (voto 6,5) infatti lo uccide, buttandolo giù da un ponte. Facciamo quindi la conoscenza con il fratello più giovane dei Greyjoy, il quale nonostante le manie di onnipotenza (nel giro di un paio di minuti afferma “I am the Drowned God” e “I am the storm”) è già apprezzabile solo per aver tolto di mezzo Balon. Ora però si apre la gara a chi siederà sul Salt Throne, posto ottenibile solo per acclamazione. Ce la farà Yara ad imporsi o pagherà l’essere donna a favore dello zio Euron? La morte di Balon (che nei libri era già avvenuta da tempo per una caduta dal ponte durante una tempesta, sebbene comunque si speculasse di un omicidio su ordine appunto di Euron) porta a completo compimento la magia realizzata nella terza stagione da Melisandre: con delle sanguisughe (e il fondamentale aiuto di Gendry) la Sacerdotessa aveva “condannato” a morte i Re avversari di Stannis; Robb e Joffrey erano caduti poco dopo, ora è stato il turno di Balon. Evidentemente qualche profezia Melisandre la azzecca ancora.

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Melisandre (voto 9) per la prima volta si rende utile anche sotto altri frangenti: è triste e abbattuta, ha proprio perso la fede, ma bastano un po’ di moine e si lascia convincere da Ser Davos a tentare un’ultima stregoneria; e così, dopo infinite speculazioni e continue smentite, dopo una puntata intera in cui abbiamo visto il suo corpo esanime, quando ormai le speranze cominciavano a mancare, ecco che Jon Snow (voto 10) torna in vita!! Ho sempre detto “meglio morto che con Melisandre”, ma vedere quegli occhi riaprirsi ha cancellato ogni dubbio: come si potrebbe mai rinnegarlo? Sono molto curiosa di scoprire il Jon post mortem, dovrà pur essere cambiato in qualcosa; qualunque cosa sia, Jon, noi ti amiamo lo stesso! E ora vai e ammazza tutti quei disgraziati dei tuoi confratelli! Rendici fieri! I confratelli traditori, nel frattempo, hanno già avuto la prima lezione dai Wildings, guidati da Tormund: loro devono tutto a Jon Snow, e a differenza di Alliser Thorne (voto 0) non sono dei traditori: che piacere vedere quei vigliacchi gettare le armi!

Con questo secondo episodio Game of Thrones entra nel vivo, e pur facendolo con un evento su cui tutti speculavano da mesi la resa è assolutamente perfetta, il colpo di scena pienamente riuscito. La grandezza di questa serie continua nella sesta stagione con più forza di prima; il merito va in parte a Kit Harington, che in un’intervista a EW si è persino scusato per aver ingannato tutti, ma soprattutto alla penna di George R.R. Martin, che ha dato vita a personaggi e storie così meravigliosamente complessi; da non sottovalutare, infine, Weiss e Benioff, che con maestria riescono ogni settimana in questa titanica trasposizione televisiva, regalandoci un’ora di avventura e magia alla settimana.

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