Game of Thrones – 6×04 Book of the Stranger – Recensione by R. ed S.

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Se l’anno scorso Game of Thrones subì numerose critiche per una sedicente lentezza nella narrazione, per la mancanza di avvenimenti importanti nei primi episodi, adesso si è senza dubbio e completamente riscattata. Un colpo di scena dietro l’altro, continui twist e ritmo incalzante sembrano fare della sesta la stagione finora più travolgente.

A King’s Landing ha dimostrato il suo valore quale Hand of the King ed ora anche a Meereen Tyrion (voto 7) cerca di fare del suo meglio. Consentire ai signori della Slaver’s Bay di porre fine alla schiavitù solo fra sette anni ed ingraziarseli con delle prostitute sono tecniche di compromesso discutibili, ma probabilmente più promettenti del pugno di ferro di Daenerys. Missandei e Grey Worm hanno sicuramente le loro ragioni per non approvare la linea di Tyrion, tuttavia dovrebbero prima di tutto riconoscere che i consigli che finora hanno dato loro alla Khaleesi hanno portato ad una situazione disastrosa; tentare un’altra strada male non può fare.

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È l’High Sparrow (voto 6,5) a richiamare chiaramente il titolo di questo episodio, “Book of the Stranger”, raccontando a Margaery (voto 7) la sua storia, chi fosse, come è arrivato dov’è adesso e soprattutto perché non indossa nemmeno un paio di ciabattine: un poco originale percorso di perdizione prima e totale abnegazione poi. O almeno questa è la storia con cui vuole convincere noi e la giovane Tyrell; perché se tra i fans le teorie sulla vera identità dell’uomo si susseguono, la ragazza comprende immediatamente il tranello nascosto dalla generosità della visita a Loras. Margaery non ha intenzione di darla vinta all’High Sparrow, ma stavolta il suo orgoglio si scontra con la disperazione del fratello, che ha ormai raggiunto il punto di rottura a forza degli abusi subiti durante la prigionia. Loras vuole solo che tutto finisca e sebbene non sia una fan di Margaery, non posso biasimarla se cede alla preghiera disperata del fratello. Eppure nulla sembra poter risparmiare a Queen Margaery l’umiliazione della Walk of Atonement; nulla a parte la sua peggior nemica. Cersei e Jaime (voto 7,5) riescono finalmente a non farsi sbattere le porte in faccia e ad ideare un piano che perfino Lady Olenna è costretta a sostenere per il bene dell’adorata nipote. Da strumento per interessi personali, l’High Sparrow è diventato un nemico comune per Lannister e Tyrell, che solo uniti possono sperare di sconfiggere. Dato che King Tommen non vuole azioni dell’esercito Lannister contro il Faith Militant per non mettere a rischio Margaery, prima che la Walk of Atonement abbia inizio, l’armata Tyrell entrerà in città senza opposizione da parte della City Watch, liberando la Regina e mettendo fuori gioco l’High Sparrow. Un piano apparentemente perfetto – ma se qualcosa va storto sarà guerra civile (con gran parte del popolo dalla parte dell’High Sparrow) – che come sottolinea The Rains of Castamere in sottofondo vale almeno il primo punto messo a segno da Jaime e Cersei in questa stagione.

Theon (voto 7) torna a casa, dove la sorella non perde tempo a rinfacciargli il non essersi fatto aiutare quando era corsa in suo soccorso. Dopo tutto quello che ha passato, per una volta non si potrebbe accogliere questo povero ragazzo un po’ più decentemente? Yara lo umilia e addirittura lo accusa di essere tornato solo per diventare Re; Theon invece vuole che sia lei la Regina delle Iron Islands. Avrai anche l’appoggio di Theon, Yara, ma considerando che il sovrano viene eletto per acclamazione, mi toglierei il cipiglio e il broncio costanti che hai ereditato da papà se vuoi avere la minima speranza contro Euron.

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La scia di sangue a Winterfell continua con Ramsay (voto 7) di nuovo un passo avanti ai suoi avversari. Osha cerca di ingannarlo e distrarlo, sfruttando la stessa tecnica usata nella seconda stagione con Theon. Ma Ramsay non è Theon, del quale però possiede tutte le conoscenze decisive per non cadere nemmeno per un secondo nella trappola di Osha. Quando la donna cerca di recuperare il coltello, è evidente che stiamo già per dirle addio dopo aver avuto a malapena il tempo di risentire la sua voce; la scena può infatti risolversi in unico modo, con Ramsay che elimina un altro ostacolo dal suo cammino. Ora Rickon è davvero da solo con Ramsay. Una morte che fa da preambolo ad un elemento che noi lettori abbiamo temuto venisse escluso dallo show: la Pink Letter (perché sigillata con cera rosa) spedita da Ramsay a Jon Snow che decreta definitivamente la dichiarazione di guerra tra i due. Nei romanzi la lettera arriva a Jon pochi istanti prima del suo assassinio da parte dei Confratelli ed importanti presupposti della stessa sono molto differenti – ecco dunque che Rickon prigioniero di Lord Bolton assume il suo significato nella prospettiva della lettera nel diverso contesto della serie. Parole e contenuto sono in parte differenti, in ogni caso la Pink Letter rispecchia perfettamente i toni e lo stile di Ramsay Bolton, sottolineati dalla continua ripetizione “Come and see”.

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E Jon (voto 8) non si farà pregare ancora molto per andare a vedere con i suoi occhi; l’ex Lord Commander si ricongiunge a sua sorella Sansa (voto 9), e devo ammettere che rivederli insieme dopo sei stagioni fa un certo effetto. Nonostante la carramba-emozione, Jon è inizialmente molto titubante sul da farsi, sente il peso delle delusioni per una vita passata a combattere in nome di grandi ideali senza mai ottenere nulla; perché dovrebbe ricominciare a farlo per salvare Winterfell e il nome degli Stark? Ed ecco che, quando meno te l’aspetti, Sansa diventa intelligente, così, all’improvviso. È lei che sprona Jon a riprendersi Winterfell, ma quello che più sconvolge è che non si limita ad implorare il suo aiuto: lo invita ad unirsi alla sua battaglia, una battaglia che lei combatterà comunque, con o senza di lui. Ma ovviamente basta la Pink Letter per riaccendere in Jon Snow l’antico onore degli Stark, e davanti alle minacce di Ramsay non c’è dubbio che tenga: per Jon è guerra. (Nel frattempo alla Barriera, per stemperare gli animi, si vedono i primi cenni di quella che è la nostra nuova storia d’amore preferita: Brienne e Tormund! Ragazzi, tifiamo per voi!).

I due Stark avranno anche l’alleanza del più giovane pretendente di Sansa, ossia Robert Arryn, il figlio imbecille di Lysa; ovviamente continua ad essere solo una pedina nelle mani di Littlefinger (voto 7), che ritroviamo dopo un periodo di assenza. Il maestro dietro le quinte, l’uomo che ha innescato tutti gli eventi che ci hanno portati dove siamo oggi è adesso in partenza per il Nord, ufficialmente per salvare Sansa; ma si sa, è meglio stare in guardia, Littlefinger è sempre due mosse avanti a tutti.

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In attesa di lanciarsi nella missione di recupero della loro Khaleesi, Ser Jorah (voto 8) e Daario (voto 8,5) trovano il tempo di punzecchiarsi a vicenda sulle attenzioni riservate loro dalla giovane. Ser Jorah regge lo scambio, tuttavia il suo Mai Una Gioia ci viene ribadito quando vediamo insieme a Daario i segni della Greyscale. Sul piano dell’azione è invece il bel mercenario ad emergere, eliminando due dothraki e salvando Jorah. Due guerrieri pronti a tutto per la loro Regina, ma come avevo accennato nel post precedente questa non è una Khaleesi come tutte le altre. Daenerys (voto 10) potrebbe tentare la fuga con i suoi salvatori, ma di fatto lei si è già salvata da sola: nonostante la situazione disperata non si è mai fatta piegare e ora sa cosa fare per ribaltare tutto. Nel Tempio del Dosh Khaleen i Khal riuniti continuano a deriderla, la minacciano di stupro come Viserys fece nel pilot, però la ragazza piccola e pallida non è spaventata, anzi rimane tranquilla e serena. Daenerys è pronta ad essere di nuovo protagonista di una delle scene più entusiasmanti e scenograficamente importanti della serie, che richiama chiaramente il finale della prima stagione. La Khaleesi incendia il Tempio (chiuso dall’esterno) condannando a morte tutti i Khal e come allora riemerge dal fuoco nuda e orgogliosa, stavolta dinanzi a tutti i Dothraki. Questi ultimi non possono fare a meno di inchinarsi a lei, al pari di Jorah e di uno stupefatto Daario. Dany si è salvata da sé, senza guerrieri o draghi ed ora con tutti i khalasar dalla sua è più forte che mai.

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Una scena che riscatta Daenerys Targaryen e dà modo alla sua interprete di spazzare via ogni dubbio su sue già smentite polemiche rispetto alle scene di nudo che le vengono richieste: Emilia Clarke precisa infatti ad Entertainment Weekly di non aver fatto ricorso ad una controfigura per la ripresa. Dall’altro lato però la scena dà nuova linfa ad una vecchia diatriba fra i lettori: Dany è invincibile al fuoco sempre o lo è stata solo in occasione della nascita dei draghi? Nella serie quello della Targaryen si conferma come il suo superpotere. Nei libri si può obiettare che i suoi capelli erano stati bruciati da Drogon nella Daznak’s Pit – lo stesso però era accaduto alla nascita dei draghi. George R. R. Martin aveva escluso che i Targaryen siano di per sé immuni al fuoco, cosa per cui abbiamo l’esempio di Viserys; comunque questo non significa che Daenerys non lo possa essere. Un tema su cui le opinioni contrastanti non faranno che aumentare, specialmente riguardando uno dei personaggi che divide maggiormente il pubblico fra detrattori e coloro, come le sottoscritte, che l’adoreranno fino alla fine nonostante tutto.

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