Game of Thrones – 6×06 Blood of My Blood – Recensione by R. ed S.

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“Blood of My Blood” è il titolo di questo sesto episodio ed infatti il legame di sangue permea tutte le storyline coinvolte; da quello di famiglia, ritrovato, maltrattato o tradito, a quello dei cavalieri dothraki con la loro Khaleesi (“Blood of My Blood” è infatti la frase con cui i cavalieri di sangue chiamano il loro Khal). Un episodio relativamente tranquillo, con una giusta dose di novità che lo rende interessante pur permettendoci di tirare il respiro dopo la settimana scorsa. Ma con ogni storyline ormai ad un punto decisivo, possiamo considerarlo come la calma prima della tempesta. E chissà che tempesta ci stanno preparando.

Game of Thrones riprende esattamente dove lo avevamo lasciato, con Meera (voto 9) che sfrutta più che può il vantaggio di tempo garantitole dal sacrificio di Hodor per portare in salvo Bran (voto 7). La giovane fa il massimo consentitole dalla sua forza fisica, proteggendo Bran fino all’ultimo anche a costo di fargli da scudo umano quando gli zombie li raggiungono. Bran invece è ancora intrappolato nelle sue visioni, che si susseguono in maniera febbrile mischiando momenti vicini, lontani e forse anche futuri. Rivediamo scene impresse nelle nostre menti come la morte di Ned, la nascita dei draghi, il Red Wedding e la battaglia di Hardhome; ma anche fotogrammi di un passato molto più distante, fra i quali, oltre a scampoli già visti della Tower of Joy, spicca un episodio cruciale della storia dei Seven Kingdoms: “Burn them all!”, l’ordine di King Aerys ormai dominato dalla follia, rivolto con tutta probabilità ad un giovane Jaime Lannister (lo si intravede di spalle mentre sguaina la spada) – sappiamo bene quanto è accaduto subito dopo. Bran si risveglia quando la fine appare ormai vicina, giusto in tempo per assistere all’arrivo del loro salvatore: per i lettori si tratta di Coldhands, una figura descritta come morta, ma viva al tempo stesso, con dettagli simili a quelli dei Non Morti; nei romanzi lui aveva salvato Sam e Gilly e aveva poi accompagnato Bran e il suo gruppo dal Three-Eyed Raven. Vi sono diverse teorie sulla sua reale identità e proprio una di queste è la strada intrapresa dallo show (e smentita invece da George R. R. Martin per quanto riguarda i romanzi): sciarpa e cappuccio rivelano Benjen Stark, il fratello di Ned, ranger della Night’s Watch, scomparso al di là della Barriera poco tempo dopo avervi condotto il nipote Jon Snow. Non una sorpresa, da parecchio si sospettava un suo ritorno e molti lo avevano pronosticato proprio in queste circostanze. Benjen era stato ferito a morte dai White Walkers, ma i Children of the Forest lo hanno salvato nello stesso modo in cui avevano creato gli stessi White Walkers. Ed ora è lì ad aiutare il nipote, neo Three-Eyed Raven.

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Dopo una settimana di pausa torniamo a King’s Landing, vero punto focale dell’episodio con il piano Lannister-Tyrell pronto ad entrare in azione. Soprattutto, la capitale torna ad essere il “rat’s nest” descritto da Ned Stark, un vortice di inganni che si intrecciano tra loro, tutti ingannano tutti e ad ora l’ultimo a sorridere è di nuovo l’High Sparrow (voto 8). Quando sembra che la strana alleanza Lannister-Tyrell, che vede in Jaime e Lady Olenna i suoi portabandiera, stia per raggiungere il suo scopo, l’High Sparrow stupisce tutti affermando che Margaery (voto 8) non dovrà affrontare alcuna Walk of Atonement perché ha già espiato i propri peccati convertendo un’altra persona nella “true light of the Seven”. Ovviamente il nuovo illuminato non può che essere quell’indole dolce, gentile e altamente manipolabile di Tommen (voto 4): Corona e Fede sono ora uniti. La svolta spiega la conversazione avvenuta in precedenza fra Margaery e il marito, con la prima che riconosce come la bontà e la gentilezza tanto manifestate in passato fossero solo un modo per acquisire il favore del popolo e quanto bene le abbia fatto l’High Sparrow. In tal modo la Regina svicola abilmente tra verità e bugie, finge di stare al gioco del religioso per salvare se stessa e il fratello. Come in passato, l’inganno le riesce alla perfezione, perché se con Tommen ha vita facile, pure l’High Sparrow sembra certo di aver vinto; evidentemente non ha idea di chi sia “The Queen Margaery Tyrell”.

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Per ora il religioso può comunque gongolare, specie di fronte all’umiliazione a cui viene sottoposto Jaime (voto 6). In una scena che ricorda il congedo di Ser Barristan Selmy da parte di Joffrey, Tommen depone Jaime da Lord Commander della Kingsguard e lo bandisce da King’s Landing, inviandolo nelle Riverlands alla riconquista di Riverrun. Jaime non ci sta, ma è Cersei (voto 7) a spronarlo ad approfittarne per ridare lustro al nome dei Lannister. Vediamo qui una Cersei calma e riflessiva, nonostante il colpo subìto dal figlio; le batoste recenti devono averle insegnato che con uno come l’High Sparrow, lanciarsi a capofitto in minacce e violenza non è la via migliore: pazienza e sangue freddo sono le armi più efficaci del religioso. La partenza di Jaime per le Riverlands riporta sullo schermo Walder Frey e Edmure Tully, che non vedevamo dal Red Wedding. Con una nuova moglie e sempre più scorbutico, Lord Frey ha tutta l’intenzione di togliere Riverrun al suo legittimo detentore, Brynden Tully: il suo asso nella manica è proprio il nipote di quest’ultimo, Edmure, il più inutile della Casata Tully e sulla cui fedeltà non metterei la mano sul fuoco.

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E finalmente, quando tutto sembrava perduto, quando la noia stava contagiando ogni angolo della sua storyline, ecco che Arya (voto 9) ritorna in sé: a nessuno frega niente di diventare No One e non frega niente nemmeno a lei, perchè al momento di portare a termine la sua missione avvelenando Lady Crane torna ad essere se stessa e decide di salvarla. L’allenamento con Jaqen H’ghar le è servito per questo, per ritrovare la vera Arya: e infatti, dopo quel gesto impulsivo, torna ad accettare se stessa e conclude quella lunga fuga iniziata da King’s Landing nella prima stagione. Arya riprende in mano la sua vita, e lo fa andando a recuperare Needle, la sua spada, rimasta nascosta tutto questo tempo; non l’aveva buttata via come avrebbe dovuto, perchè in fondo sapeva di non poter rinnegare il suo passato.

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Dopo qualche episodio di assenza ritroviamo anche Sam (voto 8), che arriva a Corn Hill con l’obiettivo di lasciare Gilly e il figlio dalla sua famiglia. Papà Tarly risponde perfettamente alla descrizione che Sam ne aveva fatto negli anni, diciamo che si contende con Stannis il titolo di padre più affettuoso dell’anno. Per fortuna c’è Mamma Tarly a supplire alle lacune di intelligenza del marito, ma non è comunque abbastanza: Sam ci prova, ma non può accettare di lasciare la sua Gilly (e il bambino) in una casa in cui la sua presenza sarebbe appena tollerata, considerata poco più che una serva in quanto Wilding, non può proprio farlo; e allora la porta via con sé, verso la Cittadella; non è chiaro come farà a gestire la presenza di fidanzata e figlio, dato che è pur sempre un membro della Night’s Watch, ma qualcosa si inventerà.

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In viaggio verso Meereen, punzecchiata da Daario, Daenerys (voto 7,5) torna a sbandierare le sue intenzioni di conquista dei Seven Kingdoms. Stavolta però non sembrano le parole vuote ed inconcludenti che le abbiamo sentito pronunciare troppe volte: con un discorso emotivamente coinvolgente e che ricorda quello del suo Khal Drogo nella prima stagione, la Khaleesi suona forte e convinta nei suoi propositi. Una sensazione rafforzata dall’immagine di lei sulla schiena di Drogon, che fa finalmente ritorno. Non è il drago a correre da lei come in passato, è Dany a recuperarlo e a presentarlo al suo Khalasar, il quale di fronte a quella scena e alle parole della donna non può che convincersi sempre di più di servirla, non quali semplici cavalieri, ma come cavalieri di sangue. Io ho tanta fiducia in te, Dany, adesso però passiamo ai fatti!

La stagione sembra appena iniziata eppure abbiamo già superato la metà, e settimana dopo settimana prende forma sempre di più la vendetta degli Stark: distrutti durante gli ultimi anni, decimati episodio dopo episodio, gli eredi di Ned sono ora più agguerriti che mai: sono pochi, ma molto determinati. Bran e Benjen oltre la Barriera con i White Walkers, Arya a sud, Jon e Sansa verso la guerra per riconquistare Winterfell. Non potremmo chiedere di meglio, e se a questo aggiungiamo Danerys (forse) pronta ad invadere Westeros… beh, il bello sta per arrivare.

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità

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