Game of Thrones – 6×10 The Winds of Winter (Season Finale) – Recensione by R. ed S.

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Un finale di 70 minuti in cui nemmeno un secondo è andato sprecato; quei 70 minuti sono volati, concludendo tutte le storyline, adesso più vicine che mai le une alle altre. Sono stati anche 70 minuti strani, con un’iniziale calma apparente molto angosciante e una graduale ripresa del ritmo, fino alla maestosa scena finale.

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Salutato zio Benjen, Bran (voto 8) celebra il suo nuovo ruolo di Three-Eyed Raven rituffandosi nella visione della Tower of Joy e la teoria più gettonata dai fans, R+L=J, sembra trovare piena conferma. Vediamo finalmente Lyanna Stark, già imbrattata di sangue e in fin di vita, che sfrutta le sue ultime forze per strappare a Ned quel “Promise me” che lo ha tormentato sino all’ultimo. Lyanna sussurra qualcosa all’orecchio del fratello, per poi affidargli un bimbo dagli occhi scuri: “If Robert finds out he’ll… You know he will. You have to protect him. Promise me”. Ho dovuto rivederla e alzare il volume del televisore per distinguere tutte le parole e oltre ad intendere una conclusione nella prima parte “If Robert finds out he’ll kill him”, prima di essa Lyanna sembra dire “His name is…”, ma il nome del neonato non si sente. O almeno così mi è parso. Di certo sappiamo che è un maschietto, Lyanna è la madre, mentre con molta probabilità il padre è Rhaegar Targaryen (fratello maggiore di Daenerys), in quel momento già ucciso al Tridente da Robert Baratheon, promesso sposo della stessa Lyanna: la paternità di Rhaegar spiegherebbe perché Robert avrebbe voluto uccidere il bambino e la conseguente necessità per Ned di proteggerlo. Non abbiamo modo di vedere la fine di quella scena perché la telecamera passa da un primo piano del neonato a quello di Jon Snow, lasciando intuire in tal modo l’identità di quel bimbo e i genitori di Jon.

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Nel frattempo, l’adulto Jon (voto 7) rientra pienamente in possesso di Winterfell, e in una scena emozionante quanto commovente viene proclamato King in the North da tutti i rappresentanti delle casate del Nord che ora siedono al suo tavolo; certo, adesso che la battaglia è vinta sono tutti pronti a giurare lealtà agli Stark, ma dov’erano prima, quando Jon ha dovuto portare i suoi uomini al massacro contro Ramsey? Per fortuna noi avevamo Lyanna Mormont, che come sempre ruba la scena a tutti! A turbare questa serenità ci pensa, ovviamente, Sansa (voto 5), che non sembra molto convinta del suggerimento del fratello di fidarsi l’uno dell’altra; gli dice che ai suoi occhi è uno Stark, gli sorride quando viene proclamato re, ma c’è qualcosa che non torna: quel qualcosa sono le idee malate di Littlefinger (voto 4), che se ne sta in disparte con la faccia di un pedofilo che spia i bambini al parco; dopo aver aiutato Jon a vincere la battaglia, vuole riscuotere la sua ricompensa, che nella sua mente sarebbe conquistare l’Iron Throne e sposare Sansa: ma in che mondo, di preciso? Quest’uomo farnetica! Eppure, come sempre, le sue parole non cadono nel vuoto, soprattutto se l’interlocutrice è la sveglia Sansa, e già si vede l’armonia che si incrina: incomprensibilmente Sansa adesso è convinta di essere una gran donna dalla grande mente diabolica, e non sembra disdegnare troppo l’idea di conquistare il potere, l’idea di far valere il suo nome di Stark contro lo Snow del fratello. Per l’ennesima volta casca come una pera cotta nella trappola di Littlefinger.

E se Littlefinger trova sempre un modo di salvare la pelle e la faccia, questa volta non si può dire lo stesso di Melisandre (voto 5): messa di fronte alla brutalità dei suoi crimini da un furibondo Davos (voto 8), e nemmeno Jon, che a lei deve la vita, le perdona di aver bruciato viva la povera Shireen; Melisandre se ne va une esilio verso sud, ma non sono convinta che questa sia la fine della sua storia; considerando l’arroganza con cui sosteneva le sue idee qualche stagione fa, è molto strano vederla ora così remissiva e accondiscendente, ma credo che in qualche modo ritroverà il vigore di un tempo (magari senza le sanguisughe).

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Sam (voto 8), invece, è arrivato alla Cittadella, e il Maestro che lo accoglie ha quella solerzia e quella voglia di vivere tipiche degli impiegati all’ufficio postale del mio quartiere; il buon Tarly rimane a bocca aperta di fronte all’immensità della biblioteca, e pensare che con le sue conoscenze possa avere un ruolo decisivo nella futura guerra ai White Walkers è l’unica cosa che mi consola del fatto di averlo visto così poco. Dalla Cittadella, però, arriva un’altra importantissima notizia: arriva un corvo bianco, ad annunciare che “winter is coming”. Anche a noi, come a Jon, è scappato da ridere sentendo quella frase, ripetuta da Ned così tante volte che sembrava non dovesse mai avverarsi. E invece, dopo sei stagioni, eccolo qui (si può dire che questo inverno sia rapido come Daenerys).

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King’s Landing si stava preparando ad affossare nuovamente e definitivamente Cersei Lannister, invece si ritrova a vivere una situazione opposta a quella di un anno fa. Dopo ben nove episodi sottotono dove era quasi impossibile riconoscerla, Cersei (voto 8,5) mette in atto la sua vendetta e diventa la Mad Queen pronosticata da tempo. Per la prima volta dalla sua apparizione l’High Sparrow (voto 3) non ne azzecca una, troppo impegnato ad accanirsi senza pietà sul povero Loras e talmente convinto di avere la Queen Regent in pugno da non vedere tutto ciò che sta accadendo dietro le quinte. L’assenza di Cersei e Tommen, mentre tutti sono riuniti per il processo nel Great Sept of Baelor, sono indizi chiari, che ovviamente non sfuggono all’unica che in questi anni è riuscita a tenere testa alla leonessa Lannister. Margaery (voto 7,5) infatti intuisce il pericolo incombente, ma quella che poche settimane fa è stata la sua salvezza, stavolta è la sua condanna; la giovane Tyrell ha rinunciato al potere in favore dell’High Sparrow e purtroppo per lei il religioso non solo sottovaluta Cersei, ma con la sua cocciutaggine le impedisce la fuga.

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Con l’aiuto di Qyburn e i suoi little birds (che finalmente ci liberano di Maester Pycelle! Un pensiero va a quella povera prostituta che non verrà mai pagata per quel che ha dovuto sopportare) e di The Mountain (che ora ha in Septa Unella una nuova vittima da torturare), Cersei mette in pratica in parte quanto voleva fare King Aerys all’apice della sua follia: con le riserve sotterranee di wildfire incendia il Sept of Baelor e tutti coloro all’interno (arriva così la conferma che la visione di Bran era un flashforward). In un secondo ci dicono addio Lancel, l’High Sparrow, Kevan Lannister, Mace Tyrell e i suoi figli Loras e Margaery. Una strage. La nostra leonessa ha messo in atto la sua vendetta ed ogni dettaglio di queste scene è stato grandioso! Sfortunatamente Tommen (voto 5) deve rovinarle la festa. Ser Gregor gli impedisce di raggiungere il Sept of Baelor e ammetto che ero sorpresa che riuscisse ancora a sopravvivere; un’osservazione di breve durata perché il Re di fronte al Sept in fiamme e consapevole della morte della moglie, si suicida gettandosi dalla finestra: l’immagine in sé combinata al personaggio dolce e ingenuo coinvolto, rende il tutto agghiacciante. La profezia che tormentava Cersei sin da bambina si è compiuta, ora ha perso tutti i suoi figli e non c’è più spazio in lei per la paura: accetta quanto accaduto, non si lascia turbare e si autoproclama nuova Queen dei Seven Kingdoms (con Qyburn Hand of the Queen). Fra tutte le previsioni degli ultimi giorni, mai avrei pensato di vedere Queen Cersei sull’Iron Throne!

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E non se lo aspettava nemmeno Jaime (voto 6), che torna in una King’s Landing ancora fumante. Ciò che aveva impedito al Mad King, guadagnandosi il soprannome di Kingslayer, è stato ora parzialmente compiuto dalla sorella che ha sempre amato e difeso con cieca passione. Sarà ora che si dia una svegliata? In questa stagione non ha certo brillato, con l’onore che Brienne riesce a vedere in lui ancora soffocato dalla sua fedeltà estrema a Cersei. Jaime alza la testa solo quando Walder Frey azzarda un paragone tra loro, entrambi Kingslayer, ma l’ex Lord Commander sa che le circostanze in cui lo sono diventati sono completamente diverse (d’altronde però questa battuta di Walder se l’è cercata aiutandolo a prendersi Riverrun). Ma il vecchio disgustoso Walder viene punito molto presto per la sua arroganza: ci pensa Arya (voto 8), che ha messo in pratica il suo addestramento diventando una perfetta serial killer: non solo ci libera del capostipite Frey, ma in un colpo solo fa fuori tutta la famiglia servendola in un ottimo sformato, una delle scene più disgustose a cui abbiamo mai assistito. Facciamo tutti un grande ciaone ai Frey!

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Ad aver già giurato vendetta contro Cersei è Lady Olenna (voto 8) che in un attimo ha perso il futuro della sua casata. La donna è a Dorne dove riesce nell’impresa di rendere divertente una scena con Ellaria e le sue figlie: la Queen of Thorns meriterebbe applausi a scena aperta per come sistema le Sand Snakes, rilegandole al tavolo dei bambini con due battute. L’unica Tyrell rimasta si allea quindi con Dorne contro i Lannister, ma soprattutto si allea con Daenerys Targaryen grazie alla mediazione di Varys (voto 8). L’eunuco si assicura navi e supporto a Westeros per l’arrivo della sua Regina, ma il voto alto gli spetta in particolare per una capacità di teletrasporto che batte perfino Littlefinger: in mezz’ora va da Dorne a Meereen ed è pronto di nuovo a ripartire per i Seven Kingdoms!

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Grazie anche a questi nuovi alleati, Daenerys (voto 9) raggiunge l’obiettivo che si era prefissata dalla stagione 1: partire per Westeros con un’armata e una flotta immense e i suoi tre draghi. Purtroppo però dobbiamo prima affrontare una triste separazione. Anche nella prospettiva di una futura alleanza tramite matrimonio, Dany lascia Daario e i Second Sons al governo di Meereen. Non basta la dichiarazione d’amore dell’uomo – disposto pure a fare l’eterno amante – per farle cambiare idea. Un vero peccato per i nostri occhi! Tra l’altro, lasciamo lì Daario che ci può regalare tante belle scene e non Missandei che invece ci tedia con quei siparietti inutili insieme a Grey Worm?! Con il suo sogno ad un passo, Daenerys è giustamente e comprensibilmente spaventata. Raggiungere i Seven Kingdoms è stato finora solo un progetto che nel tempo sembrava allontanarsi anziché avvicinarsi; la Khaleesi ne ha affrontate tante, ma ora il suo destino sta per compiersi e la paura manifestata dimostra che in tutti questi anni è cresciuta. È vero, ci ha impiegato un’eternità e le scelte sbagliate non sono mancate, tuttavia ogni cosa le è servita. In questi anni Daenerys ha imparato cosa significa governare e soprattutto essere una vera Targaryen: non bastano il sangue, il cognome e il proclamarsi tale (fino allo sfinimento), solo ora Dany è davvero Daenerys Targaryen, Mother of Dragons; solo ora può andare alla riconquista di ciò che è suo “with fire and blood”. Al suo fianco già ben tre casate dei Seven Kingdoms e un Hand of the Queen che la consiglia con sensibilità e saggezza: in quel ruolo Dany nomina infatti Tyrion (voto 7,5), che riceve la spilla in una scena ai limiti della commozione. Daenerys crede veramente in lui e lui in lei, un altro livello rispetto alla nomina di mera convenienza ricevuta da Tywin.

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È Daenerys la protagonista dell’impressionante scena conclusiva di questo stupendo Season Finale. The ships are coming: centinaia di navi con teste di drago intagliate sulla prua e vele con gli stemmi di Targaryen, Greyjoy, Tyrell e Martell solcano il Narrow Sea verso Westeros, capeggiate ovviamente da Drogon, Viserion e Rhaegal. Abbiamo dinanzi un estenuante anno d’attesa, durante il quale le teorie su quel che accadrà non faranno che susseguirsi. Con Dany in arrivo, Cersei non potrà certo sedere tranquilla sull’Iron Throne. Ma Daenerys dovrà vedersela anche con quello che ora sembra confermarsi suo nipote, Jon Snow. Game of Thrones ci saluta dunque dopo 10 episodi che, nonostante qualche sbavatura qua e là, ci hanno regalato grandi momenti ed ovviamente twist indimenticabili nel miglior stile della saga. Le varie storyline vanno sempre più accorpandosi, un segnale che, come da tempo si dice, ci stiamo avvicinando alla conclusione. La prossime due stagioni potrebbero contare solo sette puntate ciascuna, speriamo di no perché la dose annuale di Game of Thrones è già troppo poca. Nel frattempo magari il nostro venerato George R. R. Martin pubblicherà The Winds of Winter e allora noi hardcore fans avremo di che allietarci!

Voto all’episodio: ♥♥♥♥♥ Praticamente un capolavoro

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