Game of Thrones – 7×01 DragonStone (Estreno de temporada) – Revisión por R. y S.

Después de largos meses de espera, Game of Thrones comienza con la séptima temporada más o menos el mismo momento había terminado el sexto, tomando valores de trama diferentes como uno esperaría en General de una temporada de estreno, especialmente cuando se trata de una serie que es tan compleja que es muy fácil perder la pista de parcelas y subparcelas.La prima scena, prima ancora della storica sigla di apertura, è dedicata ad Arya (voto 7 ½); ormai abilissima nell’arte dei faceless men, sullo schermo vediamo Walder Frey, ma è facile indovinare che si tratti della giovane Stark: il finale della scorsa stagione non lasciava spazio a dubbi, e sebbene l’attrice Maisie Williams si augurasse di non venire subito riconosciuta, era difficile credere che quell’uomo fosse proprio l’odiato Frey. La situazione è diventata palese durante il discorso sul Red Wedding, trasformatosi rapidamente da elogio dei soldati Frey a dichiarazione di vendetta degli Stark. Nonostante, entonces, il tentativo di scioccare i telespettatori, direi che il twist fosse abbastanza prevedibile; questo non toglie che veder morire gli ultimi Frey sia stato comunque piacevole. Sebbene Arya abbia rivendicato la sua appartenenza alla casa Stark, non sembra intenzionata a riunirsi alla sua famiglia, ma piuttosto a portare a termine quello che si è ripromessa praticamente dalla prima stagione: depennare tutti quelli presenti nella sua hate list, e la prossima a morire (almeno secondo lei) sarà Cersei. Apprezzo la coerenza, ma tanta fatica per scappare da King’s Landing e adesso torna lì! Il suo nuovo viaggio ha fornito l’occasione per il cameo del cantante Ed Sheeran (pensato dagli autori proprio come regalo a Maisie, sua grande fan) che rispetto ad altre comparsate del passato ha goduto di qualche minuto sullo schermo in più.

Non posso spendere parole altrettanto positive per l’altra Stark, la solita inutile La Oportunidad (voto 6); Mientras que Jon (voto 8) organizza la difesa della Barriera e si assicura l’alleanza delle famiglie del Nord nonché quella dei Wildings, lei si mette in mezzo cercando di umiliarlo pubblicamente, criticando la sua strategia solo per capriccio, solo per apparire come una grande mente politica. Obviamente, sebbene sia fermamente convinta di essere lei quella in controllo della situazione, non si è ancora accorta di essere caduta con tutte le scarpe nei giochetti di Littlefinger, che infatti gongola apertamente durante il battibecco tra i due fratelli. L’apice dell’idiozia di Sansa si raggiunge quando si permette di paragonare Jon a Joffrey, invitando il King in the North ad essere più furbo di Robb e Ned, che a sentire lei hanno pagato lo scotto di essere troppo onesti e troppo poco scaltri. En Este Lugar, vorrei ricordare alla cara Sansa che il padre è morto praticamente per causa sua, piccola ingrata che non sapeva tenere la bocca chiusa, per cui al suo posto eviterei queste arie da gran donna vissuta; vorrebbe essere una novella Cersei, e se a quest’ultima si può criticare tutto bisogna comunque riconoscere una certa abilità nei giochi politici di corte, mentre Sansa è una povera scema allo sbaraglio convinta di essere chissà chi solo perché riceve le lusinghe di un vecchio maniaco ambizioso.

Cersei, voto 6,5. La fiducia in se stessa non le manca, d’altronde se ne fosse stata carente, non sarebbe diventata Queen dei Seven Kingdoms contro tutto e tutti. Un conto però è conquistare il potere, un altro è mantenerlo ed al momento non pare sulla buona strada. Sebbene sia conscia di quanti nemici la circondano, Cersei non sembra rendersi pienamente conto della realtà dei fatti: è la Regina sì, ma i suoi sostenitori sono ridotti all’osso e si permette pure di fare la schizzinosa al riguardo; Vale, chi li voleva i Frey? Però erano sempre armi e uomini che potevano tornarle utili. La proposta di nozze di Euron viene declinata senza remore e dubito che il regalo promesso le farà cambiare idea, ben sappiamo come la pensi sui matrimoni di convenienza. Di certo non le mancano le motivazioni alla lotta ora che sa di Tyrion Hand of the Queen della sua nemica numero uno, chissà se ripensa al fatto che Robert non fosse riuscito a sbarazzarsene. Rimasta senza figli, senza quell’unico amore che si era concessa, Cersei non ha più debolezze. Lo percepiamo chiaramente nel discorso duro ed imperturbabile sulla morte di Tommen: lui l’aveva tradita, fino all’ultimo ha preferito la moglie che lo ingannava alla madre che per lui aveva sopportato pure la walk of shame. Non c’è ragione per fermarsi a piangere i morti. È triste, ma coerente con il personaggio. Se poi la predica ti arriva da Jaime (voto 6), en! C’è un limite a tutto! Davvero il Kingslayer non si aspettava una simile spietatezza dalla sorella? E parla lui che aveva buttato il piccolo Bran giù dalla torre? Purtroppo Jaime ad ora arranca sulla strada del miglioramento. Prima fa la morale all’amata sia per la famiglia che per la guerra, poi quando Euron arriva con una proposta allettante sul secondo tema, si fa traviare da vanità e gelosia lanciandosi in un’inutile competizione tra galli nel pollaio.

EURON, voto 7. Il Re delle Iron Islands ha dirottato la sua attenzione dalla Mother of Dragons alla Leonessa Lannister, una donna caratterialmente più vicina a lui, ma altrettanto difficile da conquistare. Il makeover a cui è stato sottoposto, il carisma e la battuta sempre pronta possono forse aiutarlo sia verso la Queen che verso il pubblico, dopotutto Ramsay ha lasciato un grande vuoto nella sfera dei villains; ma dubito che Cersei accetterà mai di sposarlo, indipendentemente da qualunque regalo l’uomo abbia in serbo. Di certo finora è quello più brioso della famiglia Greyjoy.

Mientras tanto, Sandor Sandor (voto 7), il mastino dal cuore buono, continua il suo viaggio insieme alla Brotherhood without Banners; è sempre il solito burbero, molto scettico nei confronti del Lord of the Light, ma qualcosa in lui sembra cambiare quando Dondarrion e Thoros di Myr lo invitano a guardare nelle fiamme: ho avuto il dubbio che Sandor si stesse prendendo gioco di tutti, eppure sembra proprio che vedesse qualcosa nel fuoco, sembra proprio che ci vedesse i White Walkers oltrepassare la Barriera. Chi l’avrebbe mai detto che Sandor avesse questa vocazione?! Chissà come sarà contenta Melisandre!

Meera, voto 8. Quante miglia abbia percorso non è dato sapere, ma sicuramente sono molte e bisogna renderle merito. Ha protetto Bran, non si è mai risparmiata ed ora lo ha portato sino a Castle Black, dove deve sopportare l’iniziale scetticismo dei Night’s Watchers guidati da Edd. Salvado (voto 7) intanto dopo la grande rivelazione del Season Finale, ha dirottato le sue visioni sul Night King, la cui armata di non morti (tra cui pure dei giganti) e White Walkers procede senza sosta; un’immagine del presente o un flashforward? Il dettaglio narrativamente più rilevante è che il giovane Stark ha superato la Barriera, con il marchio del Night’s King sulla pelle, cosa che alla luce della visione nel fuoco di The Hound non promette nulla di buono.

Ritroviamo anche il nostro caro Sam (voto 8), la cui vita alla Cittadella è molto diversa da come se l’aspettava (e da come ce l’aspettavamo anche noi); il tempo per stare chino sui libri è molto poco, tra pitali da svuotare, scodelle da riempire e autopsie da svolgere, praticamente gli rimane solo la notte (in compagnia della sempre presente Gilly, che finalmente ha dei vestiti nuovi). A questo si aggiunge il fatto che nessuno dei maestri (con l’eccezione dell’Arcimaestro Marwyn) sembri particolarmente interessato o colpito dai suoi racconti sui White Walkers: tendenzialmente nessuno ci crede, e anche se decidessero di credergli non vedrebbero la cosa come una minaccia particolarmente grave; per di più, i libri che interessano a Sam si trovano in un’area riservata, alla faccia della cultura libera! Ma il buon Tarly, a differenza di quello che avrebbe fatto un tempo, non si fa scoraggiare e infrange le severe regole, trovando una prima informazione preziosa: a Dragonstone si trova un’intera montagna di, Nota, vetro di drago, e ne dà immediatamente notizia all’amico Jon. E a proposito di draghi, la Cittadella ha un’altra sorpresa per noi: tra le persone a cui Sam porta da mangiare, scorgiamo un uomo colpito dal morbo grigio in stato abbastanza avanzato; basta una sua frase (“Has she come yet? The Dragon Queen?“) per capire che si tratta di Jora! Il povero cavaliere non se la passa tanto bene, ma nulla può scalfire la sua lealtà verso Dany; riuscirà a trovare una cura e tornare da lei come promesso?

Daenerys, voto 8. Es cierto, non fa granché, tuttavia le tre parole con cui chiude questa première sono da brividi per il carico di promesse che portano con sé. E comunque Dany ha finalmente raggiunto il suo obiettivo, è tornato a casa, ha toccato la sua terra, quella in cui è nata durante un tempesta e che è stata costretta ad abbandonare ancora in fasce. La scena in cui si inginocchia a toccare con mano la terra è toccante, Daenerys Targaryen procede sicura attraverso la dimora che apparteneva ai suoi antenati: DragonStone, con il suo castello e le sue rocce, talmente bistrattata dai Baratheon da essere lasciata a Stannis come contentino. Ma per Dany quella è la sua casa. E allora prima via lo stendardo con il cuore infuocato di Stannis Baratheon, poi un’occhiata quasi reverenziale al trono (Dany, ti voglio tanto bene, ma l’Iron Throne è molto più carino) e là su quel tavolo intarsiato con la mappa dei Seven Kingdoms (ricordando cosa accadeva su quel tavolo tra Melisandre e Stannis, spero vivamente che almeno quello sia stato pulito e disinfettato) prepariamoci alla guerra che la giovane Targaryen aspettava da una vita.

“Shall we begin?” queste le parole di Daenerys che chiudono una première forse non scoppiettante, senza colpi di scena da restare a bocca aperta, ma che fa da raccordo con quanto accaduto con il finale della sesta stagione. Ora sappiamo a che punto sono tutti i protagonisti e i loro piani per l’imminente futuro, le pedine sono disposte sulla mappa di Westeros, il “game of thrones” entra nella fase decisiva con cinque sovrani (Rey de la noche, Greyjoy euro, Jon Snow, Daenerys Targaryen e Cersei Lannister) e molteplici altri personaggi pronti a sostenerli o a mettergli i bastoni tra le ruote. E quindi “Shall we begin?".

Valorar todos ’ episodio: ♥♥♥ Nessuna bomba, ma l’emozione di tornare nei Seven Kingdoms è tutto

[Potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate Casa Stark – se acerca el invierno, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Kit Harington & Richard Madden Italian Page, Jon Snow the bastard Italia y Jorah Mormont Italia]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos necesarios están marcados *