Game of Thrones – 7×02 Stormborn – Recensione by R. ed S.

Dopo un primo episodio prevedibilmente introduttivo e un po’ lento, dedicato a riprendere le fila delle varie storylines, questa settimana Game of Thrones cambia drasticamente ritmo: succede di tutto, forse anche troppo, ma del resto con soli sette episodi bisogna darsi da fare.

A Nord abbiamo Jon (voto 7) che si trova a dover gestire i malumori di tutti i suoi sudditi; lo fa con discreto successo, ma la fregatura è proprio dietro l’angolo. Se inizialmente sembra non voler accettare l’invito di Daenerys (e Tyrion), con buona pace della sorella che è sicurissima si tratti di una trappola, appena viene a sapere da Sam che Dragonstone è piena di dragonglass rivede saggiamente la sua posizione. Sono tutti pronti a criticarlo e a sentirsi traditi, a rivangare il passato per non fidasi dei Targaryen e a intestardirsi nel non voler dialogare con nessuno; si riempiono tanto la bocca con “winter is here” ma nessuno di loro sembra davvero rendersi conto che non ce la potranno mai fare da soli contro l’esercito dei non morti. Tra l’altro sentire questi commenti da un massa di lord che si erano piegati ai Bolton senza troppe resistenze è parecchio ridicolo: vogliono fare gli orgogliosi ma se avessero un po’ di buon senso si renderebbero conto che il piano di Jon è la soluzione migliore. Purtroppo Jon ha un solo difetto, quello di sempre: essere troppo buono; un po’ per tenerla a bada e un po’ perchè davvero si fida di lei, affida a Sansa (voto 5) il ruolo di regina reggente del Nord mentre lui sarà in viaggio per Dragonstone. Se uniamo a questo il fatto che Littlefinger vada da Jon a dichiarargli il suo amore per Sansa (che schifo! e perchè??) tutte le carte sono pronte per un’altra disfatta del Nord: non oso immaginare cosa troverà Jon al suo ritorno (ed effettivamente ogni volta che un Lord di Winterfell è partito diretto a sud le cose sono andate maluccio), che sia la sorella a fare di testa propria o che (come probabile) Littlefinger la freghi alla grande, a rimetterci sarà sempre e comunque il bistrattato regno degli Stark.

Continua invece il viaggio, geografico e metaforico, di Arya (voto 8); alla locanda ritrova il vecchio amico Hot Pie, che vede quanto sia cambiata senza che ciò intacchi l’affetto nei suoi confronti. Il simpatico fornaio si rende utile soprattutto perchè rivela ad Arya che suo fratello Jon è ora re del Nord e che Winterfell è tornata in mano agli Stark. Questo cambia tutto per Arya, che era diretta a King’s Landing per uccidere Cersei: forse il viaggio iniziato alla fine della scorsa stagione non era quello della vendetta, ma era quello per tornare a casa, per tornare davvero ad essere Arya. Ma le cose non sono così semplici, e il simbolismo continua nell’attesissimo incontro tra Arya e la sua Nymeria: aspettavamo questo momento da sei stagioni, ed è stato tanto commovente quanto triste. Nymeria ed Arya si riconoscono ma, nonostante il leggendario senso di lealtà dei metalupi verso i loro padroni, la lupa le gira le spalle e se ne va con il suo branco (almeno non l’ha sbranata viva, dai). Dopo così tanto tempo, sono entrambe cambiate nel profondo (soprattutto Arya), e sono ora due lupi solitari le cui esistenze si possono sfiorare ma non più incrociare; del resto, la distanza tra Arya e la metalupa può simboleggiare anche la distanza tra l’Arya di adesso e la piccola Stark di un tempo: non si tratta solo di maturazione o di evoluzione del personaggio, in nome della vendetta Arya ha sacrificato una parte importante di sé, un gesto da cui non potrà mai tornare indietro.

Alla Cittadella continuano le tristi mansioni del povero Sam (voto 8), che però non accetta proprio di darsi per vinto; in una scena raccapricciante quanto disgustosa, Sam decide di sfidare tutti gli i maestri nella loro stessa casa curando Jorah con un metodo, diciamo, sperimentale (che sicuramente sarebbe molto apprezzato dai Bolton); mi domando come sia possibile che nessun altro dei maestri ci abbia mai almeno provato, ma forse non è il caso di porci troppi interrogativi. L’intervento chirurgico di Sam andrà a buon fine? Tutta questa attenzione a Jorah deve pur portare da qualche parte: con tutto il bene che possiamo volergli, a nessuno interessa seguire le sue vicende a meno che siano di una qualche utilità per i personaggi principali. Un indizio in questo senso potrebbe venire dal libro della sezione proibita che Sam ha letto nello scorso episodio: i più attenti, infatti, hanno notato che nella pagina dedicata la dragonglass si intravedeva anche la frase “is a cure for”: che si tratti proprio dell’unico rimedio al Morbo Grigio (ma possibile che nessuno abbia mai letto questo libro? Anche Sam, perchè si è distratto proprio a quella riga?). Le scene alla Cittadella, oltre a importanti rivelazioni, contengono sempre una velata ironia: prima di tutto, sapevamo da tempo che quell’affare sferico dorato che vediamo nella sigla è un’opera proprio dei maestri della Cittadella e che rappresenta in miniatura i Seven Kingdoms; ora che la Cittadella è una delle ambientazioni della trama, la vediamo, insieme a tutte le altre location, nella sigla, e in quei fotogrammi all’interno delle sue mura vediamo proprio una miniatura della miniatura dei Seven Kingodms! In aggiunta, l’Arcimaestro Marwyn riferisce a Sam di essere impegnato nella scrittura di un libro, precisamente “A Chronicle of the Wars Following the Death of King Robert the First“; il buon Tarly ovviamente suggerisce che sarebbe meglio un titolo un’ più “poetico”… magari qualcosa come “The Game of Thrones“?! Alla faccia della metanarrazione!

Sentir definire Daenerys (voto 8) come la “Mad King’s daughter” da colei a cui spetta di diritto il titolo di Mad Queen è alquanto fastidioso e questa sensazione di “da che pulpito viene la predica” pervade ogni commento verso la Khaleesi udito in questa puntata. Ma Dany (che non è certo “cruel, stupid and weak” come il fratello Viserys, un memo necessario perché con il passare del tempo sembra che qualcuno si sia dimenticato che elemento fosse) ribatte a tutti coi fatti, dimostrando che la ragazzina/crocerossina dominata dal desiderio di giustizia, pace e vendetta, incapace di valutare le situazioni nel loro complesso, è cresciuta e ha imparato dai suoi errori. Un tempo Varys e Melisandre avrebbero fatto una brutta fine, Ellaria e Yara l’avrebbero avuta vinta nella loro sete di azione, Olenna sarebbe stata zittita e in breve tempo avremmo avuto davvero solo una Queen of Ashes. Ora invece Dany sa ascoltare i consigli e prendere decisioni sul lungo termine. E così la Mother of Dragons è protagonista dei dialoghi più interessanti dell’episodio, aiutata anche da controparti di primo livello come Tyrion, Varys ed Olenna. Tyrion (voto 8,5) dà nuovamente prova della saggezza che lo aveva contraddistinto sin dall’inizio ed in parte scomparsa nelle ultime stagioni dove la sua attività principale era giocare agli indovinelli con Grey Worm e Missandei; soprattutto The Imp rispolvera le doti da stratega che hanno permesso ai Lannister di sopravvivere alla battaglia di Blackwater nella seconda stagione.

Se a Tyrion aggiungiamo Varys (voto 8, che riesce a rispondere in modo soddisfacente alla domanda che tutti gli avremmo voluto porre dal principio) e Olenna (voto 8), si può dire che il gruppo di consiglieri di Daenerys sia insuperabile. E adesso pare che vada ad infoltirlo Melisandre (voto 7), riapparsa nella sua ex dimora di Dragonstone dopo essere stata cacciata da Winterfell. La Sacerdotessa auspica l’incontro fra Jon e Daenerys, ma a differenza delle certezze passate, non si azzarda a dare un significato chiaro alla profezia sul “Prince that was promised” che porrà fine alla lunga notte. Qui, caso raro, troviamo un’utilità a Missandei, la quale specifica che quel titolo nobiliare nella lingua dell’antica Valyria non ha genere, può riferirsi tanto a un Principe quanto a una Principessa, quindi non è scontato che Azor Ahai sia Jon Snow come sostenuto dalle teorie maggiormente seguite. Considerando il ruolo di primo piano delle donne nell’universo di Game of Thrones, Dany acquista sempre più punti. I benefici di Missandei si fermano subito, perché poi veniamo tediati per cinque minuti buoni con una scena assolutamente inutile fra lei e Grey Worm; la domanda è una, abbiamo solo 7 episodi, perché sprecare minuti così?

Se Jaime (voto 6) non manifesta segni di rinsavire, persistendo nel rincorrere Lord a destra e a manca per racimolare alleati – ad ora il padre di Sam, Lord Tarly – per la gemella, Cersei (voto 6) insiste nel presentarsi ai sudditi quale Regina su cui fare serio affidamento. Io a Cersei voglio bene, però sparlare di Daenerys è da bue che dà del cornuto all’asino. A preoccuparmi seriamente però è Qyburn, che dopo aver riportato in vita The Mountain, ci presenta un’arma potenzialmente letale per i draghi. Un Hand of the Queen sicuramente invidiabile, ma abbiamo già versato troppe lacrime per i metalupi.

Al momento però è l’aspirante alleato di Cersei a portare a casa il primo vero risultato, portando le due Regine sull’uno a zero per la Lannister. Euron (voto 9) aveva promesso un regalo alla leonessa e quello che prepara sarà molto gradito: il Re delle Iron Islands attacca la flotta dei nipoti e delle Sand Snakes, uccide due di queste ultime e prende in ostaggio Ellaria, Tyene e Yara in una battaglia fra le fiamme che coglie gli alleati di Daenerys totalmente di sorpresa. Yara, Ellaria e le Sand Snakes (voto 5 per tutte) stavano rubando minuti preziosi, ricordandoci – come se ce ne fosse bisogno – quanto siano tutte indistintamente irritanti (forse giusto Yara un pochino meno). Ad inizio puntata si dimostrano le più impreparate nel volersi gettare immediatamente in battaglia, Ellaria e le figlie addirittura si permettono di criticare Tyrion dopo che hanno ucciso una ragazzina innocente e hanno massacrato la loro stessa famiglia; poi salpano e ben quattro guerriere da prima linea si stanziano sulla stessa nave, forse un consiglio strategico di Tyrion avrebbero dovuto ascoltarlo. Lo spazio dedicato ai loro sollazzi è sopportabile in quanto chiaro momento di quiete prima della tempesta, che le abbatte senza possibilità di salvezza. Da subito si comprende che Euron vincerà e per quanto mi dispiaccia per Daenerys, devo dire che l’uomo merita applausi anche solo per averci liberato delle Sand Snakes. Gli uomini di Euron mettono in atto una vera mattanza, il loro leader ha gli occhi fuori dalle orbite in piena estasi da battaglia, mentre la disfatta per i giovani Greyjoy vede la sua massima espressione nella resa codarda di Theon (voto 5). Credevamo fosse cambiato, che avesse superato il trauma inflittogli da Ramsay, ma il volto versione psycho di Euron e le torture gratuite a cui i suoi uomini vengono sottoposti riportano tutto a galla. Lo zio lo sfida a salvare la sorella e Theon non solo si blocca, fugge gettandosi in mare. Il volto di Yara è il manifesto della delusione e della rabbia, tuttavia per quanto mi riguarda a prevalere è la tristezza per un ragazzo ancora distrutto e vulnerabile: non possiamo dimenticare quanto Ramsay lo abbia spezzato nel profondo, non bastano un’alzata di testa e qualche giorno in compagnia della sorella per diventare un cavaliere senza macchia e senza paura (cosa che tra l’altro non è mai stato).

Un brutto colpo per Daenerys, il cui percorso a Westeros ha inizio tra diffidenza, paura e sangue. Siamo appena al secondo episodio e il primo colpo è stato assestato con violenza e decisione, il tempo per prendere il fiato non può esserci tra alleanze che si definiscono e piani in procinto di essere attuati. Mentre Cersei zitta zitta mette in dubbio i pronostici, Jon e Dany si apprestano a fare conoscenza, un incontro insperato fino una manciata di puntate fa quando non erano neppure sullo stesso continente. L’hype aumenta e la vera domanda non è chi sopravviverà a questa stagione, ma come sopravviveremo noi ad attendere una settimana per vedere quel che succederà.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ Anche basta sputare sulla memoria di Ned e Robb

[Potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate Casa Stark – L’inverno sta arrivando, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Kit Harington & Richard Madden Italian Page, Jon Snow the bastard Italia e Jorah Mormont Italia]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *