Game of Thrones – 7×03 The Queen’s Justice – Recensione by R. ed S.

Questo terzo episodio era sicuramente uno dei più attesi, se non altro per l’anticipato incontro tra ghiaccio e fuoco, che infatti ha occupato gran parte del tempo; lunghi dialoghi che però non hanno annoiato e anche svolte belliche arrivate in silenzio, senza clamore, ma le cui conseguenze si faranno sentire nella lotta per il trono, ormai ufficialmente aperta.

Olenna, voto 9. Alla Lady of Thorns si vuole bene, c’è poco da fare. Non capisco perché non si sia minimamente preoccupata di proteggere casa sua, però le sue ultime scene non hanno fatto che confermare questo sentimento. Olenna ha perso tutto nella stagione scorsa, ha provato a ritrovare nuova linfa nella vendetta e nell’alleanza con Daenerys Targaryen, ma l’accettazione e il contegno con cui affronta la disfatta definitiva della sua casata dimostrano quanto ormai non avesse più nulla da perdere. La donna se ne va tuttavia con un’ultima, dolorosa punzecchiatura ai danni dei Lannister: Olenna ammette candidamente di essere responsabile della morte di Joffrey, lasciando Jaime intontito come un Tommen qualunque. È così che la vediamo per l’ultima volta, non morente o accasciata a terra, ma ritta e orgogliosa sino alla fine.

Jaime, voto 6,5. Teoricamente avendo conquistato Highgarden meriterebbe di più, ma, sorvolando sul fatto che ha vinto contro un esercito misero ed impreparato, per il suo comportamento a Jaime Lannister spetterebbe a priori l’insufficienza. Non so se hanno sbagliato qualcosa nel gestire l’evoluzione del personaggio – molto probabilmente sì, dato che il Jaime televisivo e quello letterario sembrano ormai due personaggi diversi che condividono il medesimo passato – tuttavia indipendentemente da tutto, a dieci episodi dalla fine di Game of Thrones ci ritroviamo con un Kingslayer il cui miglioramento avvenuto fra la seconda e la terza stagione appare ora solo come un errore di percorso. Jaime Lannister può assistere alla qualunque, ma resta sempre e comunque dalla parte di Cersei, risponde presente ad ogni sua richiesta e convince se stesso di non essere poi così male dando del veleno ad Olenna piuttosto che scuoiarla viva. Leggendo la trama della puntata, quel “Jaime impara dai suoi errori” aveva fatto sorgere speculazioni sul suo aprire gli occhi su Cersei o il pentirsi di aver liberato Tyrion, invece no, lui tira in ballo la strategia vincente di Robb al Bosco dei Sussurri! Non bastava dover sopportare Sansa sputare sulla memoria di Robb, ora pure Jaime, il quale se non fosse stato per Catelyn sarebbe stato maciullato dai Lord del Nord. Beh Jaime, non hai capito una mazza come di norma da tre stagioni a questa parte. La faccia da ebete di fronte ad Olenna non fa che confermarlo, il Kingslayer non ha mai nemmeno sospettato che dietro alla morte di Joffrey ci fossero i Tyrell (figuriamoci Littlefinger!); adesso, seriamente, ma chi diamine credeva fosse stato? Continui pure a rimanere offuscato dalla competizione con Euron e a fare l’espressione scioccata di fronte alle follie di Cersei, quando si sveglierà sarà comunque troppo troppo troppo tardi perché Olenna ha ragione sino all’ultimo: Cersei sarà la sua rovina.

Cersei, voto 8. Nessun premio prima della certezza della vittoria a Euron, nessuna pietà con Ellaria e Tyene. Cersei non si smentisce. Se Euron (voto 7) per ora deve accontentarsi delle acclamazione della folla – la mia piena comprensione alla fanciulla che gli ha mandato un bacio – e le prese in giro ai danni di Jaime, Ellaria e la figlia hanno di fronte a sé solo giorni di lenta agonia. Cersei mantiene la poesia nella loro condanna a morte avvelenando Tyene con lo stesso veleno usato per Myrcella e costringendo sua madre ad assistere ad ogni minuto della tortura che la porterà alla morte. Posso solo dire: grazie Cersei! I suoi spasimanti continuano a farle mettere a segno punti, ma Cersei non è da meno mettendo in riga il funzionario dell’Iron Bank da vera figlia di Tywin Lannister. Il padre l’aveva sempre sottovalutata in quanto donna, così come aveva fatto con Tyrion ed ora sono loro a dimostrarsi i figli veramente capaci.

Tyrion (voto 9) sfrutta infatti le conoscenze acquisite nella gestione del sistema fognario di Casterly Rock per garantire agli Unsullied di Grey Worm una vittoria facile. Troppo facile visto che praticamente nessuno era stato lasciato a garantire la protezione della dimora dei Lannister (evidentemente gli unici interessati a mantenere il buon nome dei Lannister erano Tywin e lo stesso Tyrion) e in più le navi di Euron arrivano a rovinare la festa, decimando nuovamente la flotta di Daenerys. Direi che gli attacchi via mare sono da mettere da parte e che Daenerys, nonostante il dissenso dei suoi consiglieri, dovrebbe iniziare a seguire quanto detto da Olenna “Be a dragon”. Quella di Casterly Rock sarà pure una vittoria di Pirro, ma sulla carta vale lo stesso. Punto. Dany&Co. dovrebbero autoconvincersene come sto facendo io. Inoltre Tyrion dà il suo contributo decisivo anche nell’anticipato incontro della puntata fra la sua Queen e il Ned’s bastard che aveva accompagnato alla Barriera tanto tempo fa. The Imp media fra due teste dure, ferme nelle loro posizioni e lo fa senza mancare nei confronti di nessuno, anzi dalle sue parole si percepisce quanto rispetto e fiducia nutra verso entrambi. L’esatto contrario di quanto emerge fra i due diretti interessati.

Daenerys, voto 8. Ero molto preoccupata per l’incontro fra Dany e Jon, tanto atteso, troppe aspettative, elevato pericolo di rimanere delusi. Ma per quanto mi riguarda i due attori hanno fatto un ottimo lavoro. Non abbiamo una Dany sospirante, seducente o eccessivamente autoritaria come ai tempi della prima conoscenza con Daario Naharis. La Khaleesi ha di fronte per la prima volta un Sovrano o, dal suo punto di vista, un Lord di Westeros che dovrebbe essere suo alleato e nel rivolgersi a lui si dimostra consapevole del diverso contesto, della storia, dei suoi errori passati ed ovviamente del proprio ruolo regale. In settimana tanti lamentavano la richiesta rivolta al King in the North di inginocchiarsi a lei, richiesta che è stata ripetuta più volte durante la puntata, ma cos’altro c’era da aspettarsi da Dany? Lei è lì come Regina dei Seven Kingdoms, legittima erede del regno da cui suo padre è stato spodestato ed Aerys era Re di tutti – tutti – i sette regni, il Nord compreso. Era ovvio che la giovane pretendesse un giuramento di fedeltà da parte di Jon Snow! Diamine, perfino Stannis voleva che Robb s’inginocchiasse a lui! E Daenerys nel farlo non è spocchiosa o infantile, semplicemente crede fermamente nel suo diritto di essere la Queen of the Seven Kingdoms, crede in se stessa e in quello che è diventata superando ogni ostacolo. Quel “I was born tu rule the Seven Kingdoms” non allude più ad un diritto di nascita, quanto ad un diritto che si è guadagnata con ciò che ha dimostrato in tutti questi anni. Dany chiede inoltre a Jon perdono per i crimini commessi da suo padre, ne riconosce la malvagità e già questo dimostra quanto sia maturata: un tempo avrebbe difeso Aerys senza se e senza ma, lo aveva fatto chiaramente in una delle prime chiacchierate con Tyrion. E sebbene Jon non ceda sul prestarle giuramento come suo suddito e Warden of the North, Dany non si lascia indispettire – cosa che un tempo avrebbe fatto – e segue i consigli di Tyrion consentendogli di estrarre il dragonglass da Dragonstone.

Jon (voto 8) ci regala alcune delle sue migliori espressioni tormentate e riflessive, ma nel complesso possiamo dirci più che soddisfatti del nostro King in the North. Come è legittimo che Daenerys gli chieda di inginocchiarsi, era altrettanto prevedibile e ragionevole che lui si rifiutasse di farlo; i due sono testardi e ostinati, Jon sempre pronto a battersi per le grandi cause ma non senza dimenticare la strategia e il potere delle alleanze. Con la guida di Tyrion i due vengono a capo del loro momentaneo contrasto, ma questo incontro tanto atteso getta le basi di quelle che saranno le loro relazioni nel futuro; il principale punto di distacco tra i due è che Daenerys si sente (giustamente) legittima erede dell’Iron Throne, e non vede l’ora di esercitare quel potere che le spetta, mentre Jon, che in fondo come lei combatte contro le ingiustizie, non ha mai chiesto di avere la carica che ora riveste, lo fa solo per il bene di un popolo che ha bisogno di lui. Non è forse questa la perfetta combinazione di ragione e sentimento? Ragazzi, lasciate perdere le formalità e fate dei figli subito! Unitevi in matrimonio! Fateci felici! Almeno così eliminerebbero l’imbarazzante problema delle presentazioni, con Daenerys regina di diecimila cose e lui… “Jon Snow. King in the North”. A parte gli scherzi, le scene sono state davvero ben fatte, se Daenerys ha messo da parte il suo lato seducente, Jon dal canto suo si è mostrato più maturo e deciso, senza per questo perdere la spontaneità e le buone intenzioni che da sempre lo caratterizzano. Un altro aspetto interessante è la precisazione di Daenerys di essere l’ultima Targaryen esistente… ah, se solo entrambi sapessero! Ormai il momento della rivelazione dovrebbe essere vicino almeno per Jon, e dopo tanti anni di attese e congetture è davvero difficile stare nella pelle all’idea di questo cerchio che lentamente si avvia verso la chiusura.

Bran (voto 7 sulla fiducia) arriva finalmente a Winterfell. Forse perché nella première lo abbiamo visto per pochi secondi, ma l’ho trovato molto cambiato. Il ragazzo è duro, freddo, non manifesta nemmeno un’emozione nel ritrovarsi con Sansa (oddio, lo capisco anche, con tutti quelli che poteva ritrovare a Winterfell, proprio lei…), perfino quando ripercorre la notte di nozze della giovane con Ramsay, Bran è imperturbabile. Dalle sue parole si comprende che ha avuto modo di vedere molto più di quel sappiamo, sarà forse qualcosa che ha visto a renderlo apparentemente così lontano da chi lo circonda? Dal canto suo Sansa (voto 6) di certo non invoglia il povero Bran, o chiunque altro, a mostrare affetto nei suoi confronti: scorrazza di qua e di là per Winterfell dando ordini e pensando di essere una grande stratega solo perchè si ricorda di fare la spesa prima che arrivi la neve, come sempre le bastano due moine di Littlefinger per andare in brodo di giuggiole, e appena Baelish le impartisce un’altra delle sue lezioni di vita eccola che si arrovella sul significato delle sue parole, come se fosse chissà che gran donna alle prese con sconvolgenti decisioni… ma per favore. Da notare anche che non perde tempo nel mettere subdolamente Bran contro Jon, sottolineando come il fratello minore sia il vero Lord di Winterfell: per fortuna ai suoi occhi Jon era uno Stark! Quanto a lungo dovremo sopportare i suoi deliri?

Mentre Melisandre si appresta a partire per Volantis, non prima di aver gelato Varys con un cupo presagio, Theon viene recuperato dal mare dai suoi uomini, che stanno tanto a rinfacciargli il suo non aver fatto nulla per Yara quando mi pare che pure loro stessero combattendo nella stessa battaglia. Alla Cittadella, Sam (voto 7) si riscopre abilissimo chirurgo estetico dato che l’intervento su Jorah (voto 6) sembra essere andato perfettamente: chi l’avrebbe mai detto? Il nobile cavaliere (che non ha fatto granché a parte stare chiuso in una cella sperando che qualcuno lo salvasse) può quindi tornare dalla sua Khaleesi (che probabilmente si è dimenticata di lui, avendo pensieri di certo più pressanti per la testa), e al momento dei saluti forse si intravede lo scopo di tutto il tempo dedicato a questi due: Jorah deve la sua vita a Sam, a cui sarà eternamente grato; fedele servitore di Daenerys uno e leale compagno di Jon l’altro, anche alla luce del grande incontro avvenuto in questo episodio, è possibile che i due giocheranno un ruolo chiave nella formazione dell’alleanza Targaryen-Stark.

Se non ti chiami Euron Greyjoy non hai nemmeno il tempo di gioire per una vittoria, che l’azione torna a bussare alle tue spalle. Confermando quanto quest’anno si proceda a passo svelto, siamo solo al terzo episodio di questa stagione e l’attesissimo incontro fra Jon Snow e Daenerys Targaryen è già avvenuto. Un faccia a faccia che ha giustamente occupato gran parte dell’episodio, ma che al contempo ha distratto noi e gli interessati da quanto stava per accadere. Forse non possiamo proprio parlare di azione sul campo di battaglia, della quale non vediamo praticamente niente, però le conseguenze sono pesanti e costringono ad un ripensamento delle premesse con cui la stagione è partita. Ma soprattutto ci pongono una domanda legittima: perché certi personaggi si spostano alla velocità di Flash e altri sembra debbano circumnavigare il globo?

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Non c’è Jaime che tenga, è Davos il miglior personaggio della puntata

[Potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate Casa Stark – L’inverno sta arrivando, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Kit Harington & Richard Madden Italian Page, Jon Snow the bastard Italia e Jorah Mormont Italia]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *