Game of Thrones – 7×05 Eastwatch – Recensione by R. ed S.

Dopo l’epica e spettacolare battaglia della settimana scorsa, a Game of Thrones tiriamo un po’ il respiro, ma senza esagerare perché le premesse per gli ultimi due episodi della stagione non possono certo essere una passeggiata di salute. Tante emozionanti reunion, un ritorno a lungo atteso, rivelazioni inascoltate e prese di posizione che decideranno le sorti imminenti condiscono un’ora che ci porta letteralmente dritti dritti nell’inverno più gelido, sebbene siamo alla vigilia di Ferragosto.

Daenerys, voto 8. “Bend the knee and join me. Or refuse and die”, questo il discorso della vincitrice della battaglia agli sconfitti soldati Lannister e Tarly. Una frase già udita nel promo e per la quale le discussioni si sono sprecate durante l’intera settimana, con la Khaleesi etichettata come la Mad Queen che si sta tirando contro pure i suoi stessi alleati. Discussioni destinate ad aumentare dopo che dinanzi al rifiuto di Randyll e Dickon Tarly, Dany li condanna a morte e li fa bruciare vivi da Drogon. È strano che la questione dell’eccessiva crudeltà emerga solo quando si parla di lei, a Game of Thrones abbiamo assistito alla qualunque, eppure nessun personaggio è stato attaccato allo stesso livello. Evitiamo il solito esempio di Cersei e pensiamo a Sansa, la quale poteva benissimo far condannare Ramsay alla decapitazione (come avrebbe fatto suo padre, da vera Stark), invece, abbassandosi al suo livello, lo ha fatto sbranare dai suoi stessi cani; eppure lì tutti ad incensarla come un’eroina! Daenerys è in guerra, ha subito due pesanti sconfitte in cui i suoi alleati sono stati letteralmente massacrati, mette a segno il primo punto ribaltando le sorti avverse e viene accusata perché uccide i nemici col fuoco e condanna a morte i sopravvissuti che non la seguono. È vero, in passato ai Dothraki e agli ex schiavi aveva offerto la libertà anziché la morte, ma non si trattava dei soldati della propria nemica numero uno, era una situazione completamente diversa. Qualcun altro probabilmente li avrebbe condannati alla decapitazione o all’impiccagione (ricordiamo Jon ai tempi della Night’s Watch), il risultato comunque non cambia. Daenerys non può spezzare la ruota finché non avrà conquistato Westeros e di certo non può arrivare all’Iron Throne con gentili richieste, specialmente quando la tua avversaria è Cersei. I soldati Lannister s’inginocchiano principalmente per paura forse, ma dubito che la stessa non fosse all’origine della loro fedeltà a Cersei (che è diventata Regina bruciando mezza King’s Landing). Tra l’altro dopo il trattamento riservato a Gilly, Randyll Tarly non si smentisce inquadrando Dany come un invasore straniero, se invece sei nata e cresciuta a Westeros puoi bruciare vivi i tuoi allora alleati Tyrell e diventare un’amata Regina.

Daenerys sembrerebbe ad un passo dalla conquista dell’Iron Throne, a King’s Landing pare aspettino il suo arrivo da un momento all’altro, tuttavia l’allarme White Walkers le impone una deviazione, mettendo saggiamente da parte il suo obiettivo. Forse più per il crescente sentimento verso Jon che per una reale convinzione sull’esistenza dei White Walkers, Dany appoggia il piano dei suoi consiglieri che prevede una tregua con Cersei per unire le forze contro il Night King. Fino alla settimana scorsa non ero convinta di quel che Daenerys provasse per Jon, ma in questo episodio il King in the North fa ciò che conquisterebbe ogni donna in un attimo: conquista il suo cucciolotto, il suo amatissimo figlio. E lo sguardo di Dany verso Jon cambia, lo stesso volerlo trattenere come prigioniero a Dragonstone è solo un espediente per paura che gli possa accadere qualcosa contro i White Walkers, è lampante su! Di fronte a queste scene ogni obiezione incestuosa crolla miseramente. Dany non può sapere perché Drogon sia così docile con Jon, ma ad ora l’importante è l’avvicinamento ormai innegabile fra i due Sovrani. Jon non è da meno verso di lei, specialmente quando la giovane si lascia andare ad una tenerezza insperata verso il ritornato Ser Jorah (voto 7). Non lo bacerà, ma visti i trascorsi, l’accoglienza che gli riserva fa sì che il dolore patito dall’uomo per guarire ne sia valso la pena. Il leale cavaliere torna finalmente dalla sua Regina, senza perdersi nei dettagli di come sia riuscito a guarire (sarebbe stato bello nominare Sam proprio in presenza di Jon), ma il suo destino rimane quello di sempre: prima Khal Drogo, dopo Daario, adesso Jon… diciamo che Dany non si sottrae quando l’amore bussa alla sua porta, a meno che a bussare sia il povero Jorah. Sarebbe ora che perdesse le speranze, ma nonostante tutto lui vuole dimostrare il suo onore e il suo coraggio partendo con Jon per la spedizione al Nord.

Tyrion (voto 7) rientra fra i primi ed inaspettati critici di Daenerys. Bruciare vivi i nemici pare davvero un peccato capitale in quel di Westeros, eppure Tyrion non dovrebbe farsi tanti scrupoli considerando che contro i soldati di Stannis aveva fatto ricorso all’altofuoco. Forse il coinvolgimento dei Lannister rende la situazione più difficile da mandar giù, tuttavia gli stessi soldati dimostrano di essere ancora ben disposti a consegnare la sua testa a Cersei e nemmeno l’accoglienza di Jaime è delle migliori. L’incontro fra i due fratelli era molto atteso e sinceramente me lo aspettavo in ben altre circostanze e con meno astio da parte di Jaime. È vero, Tyrion è alleato con il nemico ed ha ucciso Tywin approfittando della fuga consentitagli dal fratello, ma il rapporto padre-figlio tra Tywin e Jaime era quel che era, mentre Cersei voleva la testa di Tyrion, quindi direi che i due fratelli possono considerarsi pari. Una reunion tesa e triste che permette però a Tyrion di portare a termine il piano: chiedere una tregua e promettere a Cersei la prova dell’esistenza degli White Walkers affinché tutti si concentrino sul pericolo comune.

A questo proposito una digressione è d’obbligo. Nella prima stagione Lord Mormont aveva mandato Ser Alliser Thorne a King’s Landing perché mostrasse all’allora King Joffrey la mano del White Walker ucciso da Jon, dimostrando la realtà di quella minaccia e ottenendo così più uomini per la difesa della Barriera. Nei romanzi Ser Alliser arriva effettivamente da Joffrey, ma ovviamente non viene creduto; nella serie, a meno che ricordi male, non mi pare che quell’incontro sia mai stato mostrato, Thorne è semplicemente tornato alla Barriera insieme a Janos Slynt senza che la questione White Walkers fosse mai affrontata. Un buco di trama che ad ora appare decisivo.

Varys (voto 5,5), ve lo ricordate quando – con il gentile aiuto di Sansa – ha convinto Ned a confessare di essere responsabile della morte di Robert, condannandolo di fatto a morte? Ecco, ho perdonato Varys – Sansa mai – ma se giuri a Dany che le dirai in faccia quando pensi che stia sbagliando e poi vai a spettegolare con Tyrion, ricadi di nuovo nel “da che pulpito viene la predica” e il fuoco dei draghi te lo attiri da solo.

Jon (voto 9): dal pilot alla settima stagione, ogni settimana di più Jon dimostra di essere l’uomo perfetto, l’ideale di eroe classico, colui che rappresenta ed incarna i lati migliori dell’umanità. Sappiamo bene quanto possa essere coraggioso in battaglia, ma questa volta assistiamo ad una nuova forma del suo valore: pur essendo intimorito da Drogon non indietreggia, e con intrepida delicatezza accarezza l’enorme animale. Ancora meno di Dany, Jon non può assolutamente sapere che Drogon ha riconosciuto sangue Targaryen in lui (anche se, bisogna precisare, i draghi possono essere mansueti anche con chi li avvicina senza paura, a prescindere dalla famiglia di appartenenza), ma per noi che ormai ben conosciamo le sue origini è una scena bellissima, tanto attesa e sopratutto emozionante. Jon mostra la fermezza di un sovrano nel dichiarare che intende ripartire per il Nord, senza sottostare alle richieste di Dany (che comunque non intende di certo prigioniero), e finalmente i due escono dal circolo vizioso di “bend the knee” e “i miei Lord non vogliono” mettendosi d’accordo (con l’aiuto di Tyrion anche questa volta) su un piano che soddisfi le esigenze di tutti. Ovviamente il piano comprende che Jon rischi la vita, facendomi vivere in uno stato di ansia da oggi fino a lunedì prossimo, ma questo è il destino di chi sceglie di vivere accanto ad un intrepido sovrano!

Ed è una curiosa combriccola quella che si prepara ad attraversare la Barriera in cerca di White Walkers: primo fra tutti, c’è Gendry! Assoldato da Davos al Fondo delle Pulci, da tre stagioni non lo vedevamo, e come fa notare Ser Cipolla (tra un granchio-viagra e l’altro) pensavamo tutti che stesse ancora remando in mezzo al mare! E invece eccolo a King’s Landing, nascosto in piena vista sotto il naso dei Lannister, in attesa della sua occasione (breve riepilogo per chi avesse vissuto in una caverna: nella prima stagione Joffrey decise di uccidere tutti i figli di Robert Baratheon per eliminare qualsiasi contendente al trono; Gendry, figlio bastardo dell’ormai ex sovrano, si diede così alla fuga diretto alla Barriera in compagnia di Arya e altra gente; con lei, che gli rivelò anche la sua identità, fu preso prigioniero ad Harrenhal, da cui scapparono grazie all’aiuto di Jaqen H’ghar, per poi essere catturati dalla Brotherood without Banners di Beric Dondarrion, che poco dopo lo vendette a Melisandre, interessata a lui proprio per il suo sangue reale; la strega rossa lo sedusse in quella terribile scena con le sanguisughe su cui preferiamo soprassedere, decidendo quindi di sacrificarlo sul rogo; per fortuna Davos ebbe pietà di lui e nella notte lo fece fuggire da Dragonstone mettendolo in mare su una bella barchetta; da quel momento della terza stagione, ogni sua traccia fu persa). Giunti (rapidissimamente) a Winterfell, Jon e i suoi consultano Tormund ed organizzano molto velocemente la spedizione oltre la Barriera: a loro si uniscono tre uomini presi prigionieri di recente e diretti a Eastwatch, ossia The Hound, Beric Dondarrion e Thoros di Myr (lo dicevo che era una curiosa combriccola!); come prevedibile Gendry non è felice di rivedere i seguaci del dio della luce, ma Jon come sempre mette tutti d’accordo, del resto sono tutti sullo stesso fronte quando si tratta dell’esercito dei non morti. Oltre ai tre ora menzionati, Jon e Gendry abbiamo Tormund e Jorah: “you’re a fucking Mormont?” esclama Tormund sempre conciso e puntuale, ricordando la scarsa amicizia tra il Lord Commander padre di Jorah e i Wildings. Eppure, nonostante gli strani casi del destino e i legami che il tempo ha intessuto tra loro, eccoli tutti insieme pronti a marciare uniti verso il più temibile dei nemici per far sì che tutti i Seven Kingdoms si uniscano e lottino per la salvezza dell’umanità.

Nel frattempo a Winterfell, come ci si aspettava, le cose cominciano a prendere una brutta piega: Sansa (voto 4) non si dà troppo da fare per placare gli animi dei suoi Lord in difesa delle scelte di Jon, e per fortuna c’è Arya (voto 8) ad assistere alla scena: le basta meno di un minuto per inquadrare la sorella e capire le sue mire espansionistiche. La affronta apertamente e Sansa, ovviamente, non può negare ma è così codarda da non prendersi nemmeno la responsabilità delle sue azioni (o delle sue intenzioni): questo perchè, come ho sempre detto, nonostante lei si consideri una grande stratega è solo una povera marionetta nelle mani di Littlefinger, tant’è che non ha il coraggio di ammettere nemmeno a se stessa di voler tradire suo fratello, sebbene sia ormai più che evidente. Dal canto suo, Littlfefinger (voto 5) ha colto la rivalità che inizia a serpeggiare tra le due sorelle e decide come sempre di sfruttarla a proprio favore (chaos is a ladder, abbiamo capito): accortosi dei sospetti di Arya nei suoi confronti, fa in modo di farle ritrovare, nascosta nel suo materasso, la pergamena che, nella prima stagione, Sansa scrisse sotto costrizione di Cersei e spedì a Robb e Catelyn: fu quando era così imbecille da pensare che chiedendo alla sua famiglia di giurare fedeltà a Joffrey, i Lannister, in cambio, avrebbero liberato Ned risparmiandogli la vita. Sappiamo bene come sono andate invece le cose, Arya però non sa che la sorella non scrisse quelle parole di sua volontà, e probabilmente basterà questo a confermare i suoi sospetti che di Sansa non ci si può fidare. Ovviamente sarebbe sufficiente che le due si parlassero onestamente per chiarire ogni dubbio e svelare i piani di Baelish, ma Arya di recente non sembra molto propensa al dialogo e c’è anche una certa poesia nel fatto che i guai di Sansa come Lady del Nord comincino proprio a causa del suo peccato originario, quello che diede il via a tutte le disgrazie che hanno colpito la sua famiglia.

Bran (voto 7), si vede per un minuto e attraverso gli occhi di uno stormo di corvi assiste alla discesa del Night King e della sua armata di morti verso Eastwatch, il castello della Night’s Watch all’estremo Est della Barriera. Se le capacità di Bran si dimostrano sempre migliori, il Night King non è da meno, gli basta un attimo per rivolgere lo sguardo verso il corvo/Bran. Riuscirà a portare la sua armata oltre la Barriera?

Jaime (voto 5,5) con l’aiuto di Bronn riesce miracolosamente non tanto a sopravvivere, che era scontato, quanto a scappare, cosa alquanto deludente. Come ci riescano è un mistero, tutto intorno a loro è raso al suolo, ci sono dothraki ovunque, un drago vigile, Tyrion aveva addirittura visto dove era caduto, eppure Jaime torna fresco fresco a King’s Landing. A questo punto era più soddisfacente l’idea che Tyrion lo facesse scappare. Sebbene l’incontro con il fratello minore sia in nome della tensione anziché dell’amore fraterno, Jaime porta a Cersei il suo messaggio, probabilmente spinto anche dal terrore per i draghi ancora vivido sulla sua pelle. Da mente militare Jaime, a differenze della sorella, ora comprende come sul campo non abbiano scampo, tuttavia di nuovo sembra basti una carezzina di Cersei perché la sua prospettiva cambi e l’idea di sconfiggere Dany, sfruttando tutt’altro piano a lui ancora sconosciuto, diventa subito fattibile. Stavolta Cersei (voto 6) si gioca un vero asso con Jaime: è incinta. Una novità che farà esultare i fan della coppia, ma che getta una nuova luce sulla passione tra i due di poche settimane fa. Lo slancio passionale di Cersei verso Jaime era apparso improvviso e inconsueto, giustificato inizialmente con la nuova libertà di vivere quell’amore data a Cersei dall’essere Regina. Ma adesso è incinta e il dubbio che fosse tutto studiato per assicurarsi un erede è legittimo. A Jaime basta questa novità insieme al riconoscimento del suo ruolo di padre per mettere da parte le ultime ore, tuttavia l’ammonimento di Cersei su un suo eventuale futuro tradimento lo mette in allerta. Dany è quella etichettata come la Mad Queen, ma finora quella che ha messo a fuoco la Capitale ed è ossessionata da possibili tradimenti come King Aerys è proprio Cersei.

Infine, last but not least, abbiamo Sam (voto 6), che è sempre buono e caro ma per una volta avrebbe fatto meglio a stare zitto: è frustrato dall’atteggiamento dei Maestri, che non sembrano avere nessuna intenzione di prendere sul serio la minaccia dei White Walkers e tantomeno di aiutarlo nelle sue ricerche. Sente di stare sprecando il suo tempo passando giorni lì a trascrivere inutili pergamene e manoscritti, ma è proprio a uno di quegli inutili manoscritti che dovrebbe prestare attenzione. Gilly (voto 8) acquista finalmente un’insperata utilità e, sfogliando le pagine e commentando qualsiasi cosa come un bambino che ha appena imparato a leggere, chiede a Sam cosa sia un “annullamento”: in particolare, pare che un certo principe Rhaegar abbia chiesto un annullamento del suo matrimonio, per poi sposarsi con qualcun altro in gran segreto a Dorne… per gli antichi e i nuovi dei, Sam, ascolta!! Ma niente da fare, lui è troppo impegnato a lamentarsi per rendersi conto che la sua fidanzata ha appena trovato la più grande rivelazione nella storia dei Seven Kingdoms: dopo anni di indizi, nella scorsa stagione abbiamo avuto la conferma che Jon è il figlio di Rhaegar e Lyanna, ma quello che legge Gilly sembrerebbe indicare che i due fossero sposati, cosa che farebbe di Jon non più un bastardo ma il legittimo erede dell’Iron Throne. È un momento epico, storico, indescrivibile, e adesso chissà quando quel topo di biblioteca se ne renderà conto! Per fortuna sta tornando a Winterfell, dove abbiamo una speranza che parli con Bran e, prima o poi, unisca tutti i puntini.

L’episodio ha posto le basi per gli eventi degli ultimi due ed è davvero bello (oltre che un po’ malinconico) vedere come, dopo tanti anni e nei modi più inaspettati, le varie storyline si uniscano e si ricolleghino, per condurci verso il grandissimo finale dell’anno prossimo. Siamo alla vigilia di un’altra battaglia al cardiopalmo per il Nord, le cui sorti avranno un peso anche sul conflitto tra le due regine, Daenerys da un lato e Cersei dall’altro: la resa dei conti, per tutti, è sempre più vicina.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Ci chiediamo come faccia Jorah ad indossare l’armatura dopo essere stato scuoiato quando noi non riusciamo nemmeno a mettere una canottiera dopo esserci scottate in spiaggia.

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