Game of Thrones – 7×06 Beyond the Wall – Recensione by R. ed S.

Questa stagione di Game of Thrones è davvero intensa: complice anche lo scarso numero di episodi e nonostante un inizio apparentemente tranquillo, nelle ultime settimane si sono susseguiti avvenimenti importanti e rovesciamenti di situazioni, cosa che trasmette a pieno il senso di agitazione che pervade Westeros alla vigilia dello scontro finale.

Psycho-Arya (voto 7 ½) ci dà grande soddisfazione quando sputa in faccia alla sorella tutte le verità che ci portiamo dentro ormai da anni e spiegando di essere uno dei faceless men diventa molto inquietante, soprattutto con quel “let’s play” che fa molto Shining: che bello vedere il terrore negli occhi di Sansa (voto 5). Lei si giustifica e si lamenta, ma non attacca: per quanto minacciata da Cersei al tempo in cui scrisse quella lettera, il problema è che lei fu così idiota da credere che i Lannister avrebbero salvato Ned, è quello il suo peccato originario, se lo porterà alla tomba checchè ne dicano i suoi fan, che evidentemente interpretano la storia a loro piacimento. È altrettanto inutile che Sansa cerchi di prendersi il merito della Battle of the Bastards: i Lord della Valle sono arrivati solo grazie alle manipolazioni di Littlefinger di cui lei è l’esempio principale, ma ancora non se ne rende conto. E per l’ennesima volta cade nella trappola di Baelish e allontana Brienne da Winterfell (speriamo che si porti anche Podrick, non sarebbe giusto che morisse per difendere quell’imbecille di Sansa). L’unica delusione, in questo contesto, è che Arya non usi le sue nuove abilità per uccidere Littlefinger, ma faccia proprio il suo gioco concentrandosi solo sulla sorella. Senza Brienne a fare la guardia quel vecchio bavoso ha la strada spianata, ma voglio rimanere positiva e sperare che prima o poi le sorelle Stark (o almeno quella senziente delle due) gli facciano fare la fine che merita. Per quanto sposi ogni accusa che Arya rivolge a Sansa, infatti, per quanto quell’ingrata sia più preoccupata di conservare il suo briciolo di potere che di difendere la sua famiglia e Jon, farsi la guerra a vicenda non è comunque una strategia vincente, perchè il nemico è un altro. Prima se ne accorgono, meglio per tutto il Nord.

Jon (voto 8) sta prendendo il brutto vizio di appassionarsi alle partite perse; dallo scontro con Ramsay non ha proprio imparato niente, e l’idea di questa missione oltre la Barriera è forse ancora più stupida dello scontro con l’esercito dei Bolton. Come facesse a sembrargli ragionevole (a lui come a Tyrion) andare in cinque a catturare uno zombie resterà per sempre un mistero. La spedizione oltre la Barriera inizia con toni allegri, proprio per farci presagire il peggio, con Tormund che dispensa perle di saggezza oltre ad ambigue ed esilaranti dichiarazioni d’amore per Brienne; i dialoghi tra lui e Sandor sono di certo una delle parti migliori dell’episodio. Un altro discorso interessante è quello di Berric a Jon: sebbene il King in the North non creda al Signore della Luce né gli abbia mai parlato, Berric gli fa notare che il Lord ha riportato in vita solo loro due; che siano loro i due destinati ad uccidere il Night King? E forse, il vero nemico che sono destinati ad affrontare, allora, è proprio la morte: il nemico primo e ultimo che non potrà mai essere sconfitto del tutto ma che, nonostante questo, deve comunque essere affrontato. Messe da parte queste riflessioni, sul piano pratico gli scontri cominciano abbastanza presto: prima un orso zombie, dopo un gruppetto di walkers, e alla fine l’intero esercito del Night King. La tensione è palpabile, soprattutto quando sembra che Tormund stia per soccombere: non scherziamo con le cose serie. I nostri sono sempre più accerchiati, a turno tremiamo per le sorti di Jorah, Sandor e Berric (a Thoros invece abbiamo detto addio più in fretta del previsto), i walkers arrivano da ogni lato, non c’è assolutamente nessuna speranza di vittoria (o almeno di sopravvivenza). Ancora una volta, Jon e i suoi vengono circondati, e ancora una volta non resta altro che aspettare che qualcun altro venga a salvarli; Jon, io ti adoro e ti difendo sempre, ma un minimo di strategia in più non guasterebbe. Per fortuna arriva Daenerys (avvisata da un rapidissimo Gendry e da un ancora più rapido corvo) con quel suo cappotto meraviglioso a salvare la vita a tutti, ma no, Jon deve per forza fare l’eroe (del resto è la sua natura!), e mentre lei gli tende la mano come fecero Jack e Rose sul Titanic lui si allontana per combattere il nemico; non pago di tutto ciò, resta lì a fissare il Night King invece di cogliere il momento per scappare con gli altri, e quindi devo pure resistere ad un attacco di cuore quando lo vedo cadere nel ghiaccio (ma con il freddo che fa è possibile che ci sia ancora del ghiaccio così sottile?). Di nuovo, c’è un deus ex machina pronto a risolvere la situazione, e si tratta di Benjen Stark, che evidentemente compare nella serie una volta all’anno per salvare qualche familiare dai White Walkers; questa volta pare proprio che abbia sacrificato la sua vita per salvare Jon, che con sorpresa di tutti arriva semi congelato alla Barriera.

Dany ovviamente non crede ai suoi occhi, e quella scena di lei al suo capezzale scioglierebbe il cuore anche ai White Walkers: si prendono la mano! La chiama Dany! È ufficiale, la nuova coppia è nata, adesso vogliamo il bacio! Le cicatrici sul torace perfettamente scolpito di Jon sono ben visibili e Dany sembra molto interessata (come criticarla?!), chissà se prima o poi lui le racconterà la verità sulla sua resurrezione. Per ora si limita (finalmente) a giurarle fedeltà, e questo punto dubito che i suoi Lord avranno da ridire (qualora invece non fosse così, fatti loro! Andassero a morire di freddo in casa loro in compagnia del loro stupido orgoglio). E quindi, contro ogni previsione e pagando un prezzo carissimo, la combriccola del Nord riesce a sopravvivere a questa missione suicida e a portarsi pure a casa un simpatico zombie di ghiaccio.

Tyrion, voto 7. Non so cosa succeda in questa stagione a Tyrion, ma non sembra più quello delle passate. Sarà il ritorno a Westeros, il dover affrontare i Lannister o il bere meno vino, fatto sta che la parola, l’arma migliore che lo ha contraddistinto sin dalla sua introduzione, non la sta gestendo granché. La moderazione che consiglia a Dany nell’essere spietata e nell’incutere paura ai nemici ha senso ed è sicuramente meglio dei dubbi manifestati nelle ultime puntate, tuttavia Tyrion tende a perdersi nei suoi discorsi. Sta letteralmente mandando Dany nella fossa dei leoni eppure a tratti sembra più preoccupato di quanto possa fare la sua Regina, anziché la sorella, forse troppo fiducioso nel controllo che Jaime ha su Cersei. E la sua eloquenza si incasina nuovamente quando inizia a parlare a Dany delle possibili conseguenze qualora lei morisse senza un erede. Anche stavolta è un discorso giusto nei contenuti, ma modi e tempi non sono dei migliori, specialmente considerando quanto Daenerys sia sensibile sul tema eredi. L’effetto che l’Hand of the Queen ottiene è che la sua Khaleesi s’indispettisca, inculcandole pure il dubbio di non avere poi così tanta fiducia in lei quale leader. E infatti poco dopo, Daenerys fa l’esatto contrario di quello che Tyrion le consiglia. Purtroppo è la volta in cui i timori di Tyrion sono fondati. Daenerys deve andare, mi stupisco che lui non lo comprenda, lei non è tipo di Regina che se ne sta ad aspettare fra le quattro mura di un castello mentre i suoi vengono maciullati. Tuttavia probabilmente l’uomo ha un brutto presentimento ed è proprio l’occasione in cui dovrebbe farsi ascoltare.

Daenerys, voto 8. Perché noi fan di Daenerys dobbiamo soffrire così? Non bastavano quello che abbiamo affrontato fino alla sesta stagione e i commenti settimanali dei suoi haters. No. Adesso ci colpiscono dritti al cuore, la stessa Emilia Clarke intervistata da Entertainment Weekly ha detto della scena “It’s a heartbreak”. Avvisata da Jon della situazione disperata al di là della Barriera, la Khaleesi non perde tempo e con tutti i suoi draghi parte alla volta di Eastwatch. Dany salva tutti quando ormai sembra che per il gruppo non ci sia più speranza e mentre Rhaegal e Viserion bruciano zombie su zombie, Drogon accoglie gli uomini sulla sua schiena. Ci vuole troppo tempo però e da una distanza olimpionica il Night King colpisce con una lancia Viserion. Letalmente. I lamenti degli altri draghi, lo sguardo triste di Jorah verso Dany e il volto atterrito di quest’ultima accompagnano la caduta di Viserion, il cui corpo privo di vita scivola nell’acqua gelata. È straziante, non c’è altro termine per definire la scena. Se già è difficile assistere alla morte degli animali sullo schermo, nel caso dei metalupi e dei draghi di Game of Thrones questo vale ancora di più perché sappiamo quanto significhino e, su, li abbiamo visti crescere, non possiamo non volergli bene! Viserion era un figlio per Dany, lo ha ribadito lei stessa a Jon solo nella puntata precedente – un reminder che adesso fa molto male – e glielo ripete ora al suo capezzale: i draghi sono gli unici figli che potrà mai avere. L’invincibilità dei draghi è stato uno dei temi più dibattuti dalla scorsa stagione, le lance della Daznak’s Pit e la recente battaglia con i Lannister ci avevano messo in guardia, tuttavia la perdita di Viserion colpisce pesantemente. Sapevamo che non erano invincibili, lo sapeva anche Dany, ma l’idea che potessero davvero morire – per un unico dannato colpo – forse nessuno l’aveva davvero pienamente realizzata.

Ed è una perdita che fa ancora più male, perché dovremo rivedere Viserion versione Ice Dragon combattere contro la sua mamma e i suoi fratelli agli ordini di colui che lo ha ucciso. Il Night King lo riporta infatti in vita nella scena conclusiva – le battute sul fatto che si tratti proprio del drago che prende il nome da Viserys si sprecano. La Khaleesi non rinnega quanto ha fatto perché le permette di capire la realtà e la portata del pericolo dell’Army of the Dead, che si trasforma inevitabilmente nella priorità per lei perché come sottolineato dalla Clarke “My dragon could not have died for nothing”. Daenerys sacrifica Viserion e mette a rischio se stessa per salvare Jon e i suoi uomini, un gesto che le fa finalmente guadagnare quel rispetto necessario affinché il King in the North le si inginocchi (almeno metaforicamente). Ma non solo, perché il nascente amore fra i due sovrani è innegabile ed è difficile non trovarli bellissimi. Non c’è discussione sull’incesto che tenga – anche perché se l’incesto vale per loro che non si conoscevano fino a pochi giorni prima, dovrebbe a maggior ragione valere per Jaime e Cersei che si conoscono da quando erano in fasce.

I White Walkers sono purtroppo anche loro protagonisti di questa puntata, si erano visti poco finora, ma direi che con questa hanno recuperato. La morte del White Walker ucciso da Jon provoca quella degli zombie da lui creati in una sorta di effetto domino, una novità che rende ancor più allettante l’idea di uccidere il Night King – molto probabilmente creatore della maggioranza di non morti – il prima possibile. Gli zombie ghiacciati si dimostrano inoltre intelligenti a differenza di quelli a cui siamo normalmente abituati tra film e serie tv: sanno valutare il rischio – non procedono diretti nell’acqua gelata spinti dalla fame di umani – e l’opportunità – capiscono dalla pietra lanciata da Sandor quando possono riprendere il cammino. Ma la vera domanda è: dove stanno andando? Perché vogliono superare la Barriera? I White Walkers non procedono senza uno scopo, non sono mossi da mero istinto, qual è quindi il loro obiettivo?

Mancherà il numero 9, ma come di regola il penultimo episodio di Game of Thrones non ci lascia respirare: è tutto ansia, dolore, lacrime ed una sensazione di freddo costante trasmessa dai gelidi colori delle immagini. Una cortina grigio-bluastra copre infatti lo schermo del televisore durante tutta la puntata, che fra la nebbiosa Dragonstone e l’estremo Nord trascura totalmente King’s Landing, in cui si svolgerà invece l’imminente Season Finale. Ormai ci siamo, una stagione breve e oltremodo intensa sta per salutarci prima del canto del cigno. Non eravamo pronte prima, figuriamoci dopo questa tragica perdita!

Voto all’episodio: ♥♥♥♥♥ – Ti sei preso Summer, ora Viserion: Night King, non avremo pace finché non morirai!

[Potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate Casa Stark – L’inverno sta arrivando, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Kit Harington & Richard Madden Italian Page, Jon Snow the bastard Italia e Jorah Mormont Italia]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *