Game of Thrones – Facciamo il punto – by R. ed S.

Quest’anno abbiamo dovuto sopportare un’attesa parecchio più lunga del solito, ma finalmente il 16 luglio è alle porte e potremo rimettere piede a Westeros. E se con Game of Thrones stare al passo con le trame e con gli intrighi è difficile anche da una settimana all’altra, a maggior ragione adesso è proprio necessario un bel riassunto delle puntate precedenti per arrivare preparati alla première.

La scorsa stagione è stata foriera di grandi cambiamenti in tutti gli angoli dei Seven Kingdoms, dalla Barriera a King’s Landing, e si è conclusa avvicinando tutte le storylines una all’altra, più di quanto fosse mai successo prima. A Nord, troviamo l’eroico (e risorto!!) Jon Snow, il Lord Commander onorevole e coraggioso all’apice dei suoi successi: con abili manovre diplomatiche è riuscito ad ottenere l’aiuto dei Night’s Watch e dei Wildings, nonché delle casate del nord, per combattere contro Ramsay Bolton, insediatosi a Winterfell. Quello della “battle of the bastards” è stato l’episodio più adrenalinico della stagione, se non addirittura il più epico di tutta la serie, e la soddisfazione nel vedere Jon picchiare Ramsay, nonché nel rivedere lo stendardo degli Stark che di nuovo sventola dalle mura di Winterfell, è davvero ineguagliabile. Alla luce di questa grande vittoria, anche le famiglie del nord che si mostravano scettiche prima della battaglia si affrettano a salire sul carro del vincitore, e tutti insieme proclamano Jon il nuovo King in the North.

L’atmosfera di felicità è purtroppo, come sempre, rovinata da Sansa; dopo un inizio di stagione promettente, in cui riesce a fuggire dal marito Ramsay e a ricongiungersi a Jon, precipita nuovamente nel baratro della sua stupidità, anche a causa dei subdoli giochetti di Littlefinger. È effettivamente merito loro se la battaglia tra Jon e i Bolton è andata per il verso giusto: accerchiati dai soldati di Ramsay, gli uomini del nord stavano per soccombere, salvandosi in extremis solo grazie all’arrivo dei Cavalieri della Valle, guidati appunto da Littlefinger, che aveva organizzato l’operazione d’accordo con Sansa. Ovviamente Lord Baelish non fa mai niente senza un tornaconto, e in questo caso la strategia è quella di mettere Sansa contro suo fratello, sposarla e con lei conquistare l’Iron Throne; purtroppo Sansa è abbastanza idiota da farsi tentare da questa idea, e nonostante giuri fedeltà a Jon, assicurandogli di considerarlo uno Stark a tutti gli effetti, è evidente che qualcosa dentro di lei sta già cambiando. Sul punto, però, la scorsa stagione ci ha regalato una rivelazione tanto attesa quanto sconvolgente: dopo anni di speculazioni è ufficiale, Jon è davvero figlio di Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen: alla faccia di Sansa!!

La sesta stagione ci ha aperto un mondo sui poteri di Bran e il suo ruolo nella storia di Westeros, ci ha fatto versare una quantità imbarazzate di lacrime e ci ha svelato importanti misteri dell’universo creato da George R. R. Martin. Con Bran abbiamo assistito alla creazione dei White Walkers per mano dei Children of the Forest, abbiamo scoperto l’identità di Coldhands e soprattutto abbiamo risposto alla domanda che ci tormentava dal pilot, chi è la madre di Jon Snow? Dopo piccoli assaggi, il Season Finale ci ha infatti mostrato quel che accadde nella Tower of Joy tra il giovane Ned Stark e la sorella Lyanna, confermando la teoria più quotata, ossia che Jon Snow è in realtà figlio di Lyanna e Rhaegar Targaryen (e quindi nipote di Daenerys). Con questa verità Bran dovrebbe essere pronto a fare ritorno a casa, a sud della Barriera dunque. Ma ricordiamo che il Night’s King lo ha marchiato e quel marchio gli consente di sapere dove si trova Bran, superando all’epoca la protezione offerta dalla caverna del Three-Eyed Raven. Di sicuro non è un dettaglio da sottovalutare.

Si sono al momento perse le tracce di Melisandre, a cui va il merito di aver riportato in vita Jon dopo il tradimento a opera dei suoi confratelli alla fine della quinta stagione; nonostante questo, né lui né Davos le perdonano di aver bruciato viva la povera Shireen, ultima vittima dei suoi folli sacrifici al Dio della Luce, e così la vecchia strega (seppure nelle sue sembianze giovani e affascinanti) fugge in esilio. Che sia destinata ad incontrare Arya proprio in queste circostanze? Sono passati ormai anni (almeno per noi) dall’ultima volta in cui le due si sono viste, ma Melisandre era stata chiara: i loro cammini si sarebbero incrociati ancora. E del resto anche Arya sembra sul punto di tornare verso casa, o quanto meno può dire di aver concluso quel lungo percorso introspettivo che ci ha un tantino annoiati nella scorsa stagione; si è allenata duramente al cospetto di Jaqen H’ghar per diventare No One, ma alla fine, appreso quello che le serviva, non ha abbandonato la sua vera identità: ha ripreso in mano il suo destino e messo le nuove abilità al servizio della sua vita precedente, vendicando senza esitazione lo sterminio della sua famiglia: uccide con le sue mani tutti i Frey, tenendo per ultimo il vecchio Walder, ed è così che finalmente Arya Stark torna in scena. Dopo tanti episodi in cui l’abbiamo vista girovagare cieca e acchiappare piccioni, finalmente una bella soddisfazione anche in questa storyline!

Il buon Sam Tarly, invece, è sempre il solito bravo ragazzo ma dà prova di essere uomo d’onore e anche molto maturo; sempre portandosi dietro Gilly e il bambino, prendendosi cura di loro come se fossero a tutti gli effetti la sua famiglia, arriva alla Cittadella dove dovrà sfruttare la sua passione per i libri e per lo studio; l’immensa biblioteca lo incanta, ma lui è lì per un motivo ben preciso: deve trovare, a tutti i costi, un modo per combattere l’esercito dei White Walkers, che si fanno sempre più minacciosi e rappresentano comunque il nemico numero uno per Westeros, che come sempre rischia di non accorgersene preso com’è dalle sue guerre intestine.

Non so voi, ma è dal discorso di Khal Drogo nel settimo episodio della prima stagione che attendevo la partenza di Daenerys Targaryen per i Seven Kingdoms. Ci sono voluti altri cinque anni, però alla fine la Khaleesi è riuscita nel suo intento, superando ogni pronostico; non solo gli Unsullied e tutti (proprio tutti) i khalasar esistenti, ma addirittura tre casate di Westeros (Tyrell, Martell e Greyjoy) la sostengono con armi, uomini e una flotta incalcolabile (e Lady Olenna che fa sempre comodo). In cinque stagioni Dany ha preso decisioni da occhi al cielo, ha commesso errori ed è caduta, però ogni volta si è rialzata divenendo sempre di più Daenerys Targaryen, Mother of Dragons. Prima quello era solo il nome di cui si fregiava, ora invece Dany è davvero Daenerys Targaryen, la Khaleesi consapevole di se stessa, pronta a rimettere piede sul suolo natio e a riconquistare ciò che è suo con “fire and blood”. Come reagiranno i Seven Kingdoms al suo ritorno insieme a tre draghi ormai creature quasi mitologiche in quelle terre?

Un ritorno a casa anche per Tyrion Lannister che aveva lasciato Westeros in qualità di fuggitivo in compagnia di Varys al termine della quarta stagione e vi rientra in qualità di Hand of the Queen della prima diretta avversaria della sorella. Mentre la rabbia di Cersei è una scommessa facile, più dubbia è la reazione di Jamie, l’unico Lannister che gli abbia mai davvero voluto bene (e che gli aveva permesso la fuga).

Ad accompagnare Dany, oltre alle assetate di vendetta Lady Olenna ed Ellaria (con le Sand Snakes, di cui sembra davvero impossibile liberarsi), ci sono i due fratelli Greyjoy, Theon e Yara, il cui apporto su attacchi via mare potrebbe rivelarsi fondamentale. Ma non dobbiamo dimenticarci dello zio dei due ragazzi, Euron. Abbiamo lasciato quello sbruffone sboccato quale nuovo Re delle Iron Islands, a costruire navi e promettere che avrebbe conquistato i Seven Kingdoms sposando Daenerys. I nipoti sono arrivati prima dalla Mother of Dragons, ma senza dubbio Euron Greyjoy avrà un piano di riserva.

E Ser Jorah? Quel pover’uomo riuscirà a portare a termine la missione affidatagli dalla sua Khaleesi e trovare una cura per la greyscale? Lo rivedremo? Vogliamo regalargliela una gioia che se la merita tutta? A compensare l’eterna sfortuna sentimentale di Jorah potrebbe però essere l’improbabile coppia Brienne- Tormund: da quando si sono incontrati alla Barriera lui le regala inequivocabili sguardi, e nonostante le divertenti reazioni di lei i due sono subito diventati una delle coppie più shippate. Una mina vagante sembra essere invece Sandor Clegane, che ormai da tempo immemore viaggia per Westeros senza una meta precisa (soprattutto dopo che la sua strada e quella di Arya si sono separate); l’Hound ha sempre sottolineato che non gli potrebbe interessare di meno delle lotte di potere per l’Iron Throne, e in linea con questa sua presa di posizione sembra che si sia recentemente unito alla Brotherood Without Banners: in che vesti e in che ruolo lo rivedremo?

È stata la protagonista indiscussa dell’ultimo Season Finale, Cersei Lannister dopo un’intera stagione nelle retrovie si è sbarazzata in un colpo di tutti i nemici che l’avevano resa prigioniera nella sua Red Keep. Al contempo però ha dato il via al compimento della profezia che la tormentava sin dall’infanzia, con il suicidio di Tommen, Cersei ha infatti perso l’ultimo figlio rimastole. Un lutto però che apparentemente non l’ha scalfita, la Leonessa Lannister lo ha accettato, ha accolto quel destino che aveva sempre tentato di rifuggire e si è autoproclamata nuova Queen dei Seven Kingdoms. Con The Mountain da un lato e Qyburn Hand of the Queen dall’altro, Queen Cersei ha battuto tutti, compreso un passato (in cui rientra anche il padre Tywin) che non la voleva leader unicamente in quanto donna. Cersei non avrà però tempo di crogiolarsi nel suo nuovo ruolo con quegli “enemies everywhere” nominati nel trailer che incombono, in particolare la giovane Queen Daenerys. In quel di King’s Landing però c’è un altro interrogativo che potrebbe turbare il Regno della Lannister, come si comporterà Jaime? L’occhiataccia lanciata alla sorella nel finale non promette nulla di buono, ma il Jaime televisivo finora non è mai riuscito a superare l’amore cieco per la sorella, sarà la volta buona?

La lunghissima attesa per la settima stagione verrà soddisfatta da soli sette episodi, tuttavia se gli avvenimenti appena riassunti non bastassero per farvi contare pure le ore che ci separano dalla première, il carico lo mettono i due trailer diffusi dalla HBO, un vero e proprio concentrato di adrenalina che farebbe fremere anche chi non ha mai visto un minuto della serie. Con tredici puntate a separarci dalla conclusione dello show, possiamo considerarci al rush finale, la lotta definitiva per l’Iron Throne è ormai imminente, le alleanze saranno decisive e le scelte senza ritorno. Chi trionferà? Cosa accadrà con l’armata di White Walkers? E voi con chi vi schiererete?

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