Game of Thrones – Facciamo il punto – by R. ed S.

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La quinta stagione di Game of Thrones si è conclusa con una serie di eventi scioccanti e destinati ad avere grandissime ripercussioni: abbiamo la morte di Jon, con tutti i misteri e le speculazioni che sono seguite, la walk of shame di Cersei, la cecità di Arya, la fuga di Sansa con Theon, Daenerys catturata dai Dothraki… quale altra serie è mai stata in grado di concludere una stagione con cinque cliffhanger contemporaneamente?! Con tutti questi personaggi e questi cambiamenti, anche quest’anno si rende necessario ricapitolare la situazione in vista della premiere.

L’evento più sconvolgente di tutta la quinta stagione è stato, senza ombra di dubbio, la morte di Jon Snow per mano dei confratelli traditori e dell’odioso Olly. Per quasi un anno si sono susseguite voci di ogni sorta, perchè i fan proprio non si rassegnavano alla sua dipartita; le voci sono state alimentate dalla presenza di Kit Harington sul set di GoT a Belfast ma, come lo stesso ha più tardi ha dichiarato, si trovava lì per filmare scene “of me being dead”. Sembra proprio che ormai si debba abbandonare ogni speranza, persino l’HBO ha comunicato ufficialmente che “Jon Snow is dead”. Nonostante tutto è ancora legittimo pensare che il nostro amato Lord Commander, meraviglioso, valoroso e salvatore dei Sette Regni, riviva nel fedele Ghost, mentre per fortuna sembra perdere consensi la teoria per cui Melisandre lo riporterebbe in vita (meglio morto che con quella strega).

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La morte di Jon, per altro, arriva in un momento quanto mai critico: oltre la Barriera si è appena consumata una sanguinosa battaglia che ha visto Wildings e Night’s Watch alleati contro i White Walkers. La guerra, però, è appena iniziata, e la parte più fantasy della serie sembra promettere molto bene (e senza la saggia guida di Jon cosa pretendono di combinare, quei mezzi delinquenti di Castle Black? Massa di idioti!). Unico evento positivo del Nord è che ci siamo finalmente liberati di Stannis: salvo colpi di scena, morente dopo una battaglia disastrosa contro i Bolton, è stato finito dalla spada di Brienne, che era lì per salvare Sansa ma non ci lamentiamo. Era questa l’unica fine che l’ultimo dei Baratheon si meritasse: non è mai brillato per intelligenza, completamente succube delle follie di Melisandre, e l’atroce sacrificio della figlia è stato il punto di non ritorno.

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Per quanto riguarda Arya, la quinta è stata più che mai una stagione di transizione: ha dovuto imparare ad essere nessuno, a lasciarsi tutto alle spalle seguendo gli insegnamenti di Jaqen H’gar, ma non ce l’ha fatta del tutto: alla fine ha infatti soddisfatto la sua sete di vendetta uccidendo Meryn Trant (con grande soddisfazione di tutti noi), e il suo maestro l’ha punita rendendola improvvisamente cieca. Si apre quindi, per Arya, l’ennesimo nuovo cammino.

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Sorte diversa e allo stesso tempo simile quella della sorella maggiore Sansa: tanto Arya è amata quanto Sansa è detestata da tutti, ma verso la fine della quinta stagione ha dato qualche segno di miglioramento. Sopravvissuta al matrimonio con Ramsay e alle conseguenti violenze, è riuscita a convincere il povero Reek a fuggire con lei: difficile avere dei dubbi sul fatto che siano sopravvissuti al salto dalle mura di Winterfell, ma anche per loro comincia adesso una nuova fase: riuscirà finalmente Sansa a mostrare un po’ di arguzia?

Riparte in pole position Ramsay Bolton, che ha concluso la passata stagione dando il via e stravincendo la battaglia del Nord. Se inizialmente l’ex bastardo sembrava solo una pedina del progetto paterno, destinato unicamente a piccoli lavoretti sporchi, tra un gioco sadico e l’altro si è imposto, guidando i suoi uomini ad una vittoria schiacciante che non era affatto scontata. Ramsay ha così dimostrato coi fatti di essere l’attuale signore del Nord, qualcuno avrà il coraggio di sfidarlo? Eppure nello stesso istante in cui massacrava l’ultimo avversario, anche Ramsay ha dovuto subire un pesante smacco, con il tradimento del suo piccolo capolavoro Reek. Dopo vari tentennamenti che però si risolvevano sempre con il ritorno dal suo padrone, Theon Greyjoy è infatti tornato in sé appena in tempo per salvare la ragazza con cui è cresciuto. Sappiamo quanto Ramsay adori la caccia, per Theon e Sansa la fuga non si prospetta affatto facile.

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La quinta stagione dovrebbe aver segnato la svolta definitiva per Daenerys Targaryen. Per puntate infinite si è limitata a rigirarsi nel ruolo di crocerossina dei territori al di là del Narrow Sea, rinnegando se stessa e impantanandosi sempre di più in una missione non sua. La perdita di Ser Barristan non è bastata a darle la sveglia, ma quando il suo Drogon è stato in pericolo, ha fatto quello che ormai sembrava pura leggenda – nonché impossibile per una che è arrivata ad imprigionare i suoi stessi figli: è volata via sulla schiena del suo drago, da vera Targaryen. Mentre a Meereen Daario e Jorah partono per cercarla, Drogon la porta nei territori in cui è nato, quelli dei Dothraki dove purtroppo viene accerchiata quasi immediatamente da un khalasar. Difficilmente i Dothraki avranno buone intenzioni, in quanto donna non l’hanno mai accettata quale Khaleesi dopo la morte di Drogo. Ma l’importante è che le diano quella scossa in grado di riportarla sulla retta via verso l’Iron Throne; basta Mhysa, basta! Inoltre confido in Drogon che di certo non l’abbandonerà fra le grinfie Dothraki e se si decidono a liberare pure gli altri due draghi andrà anche meglio.

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Quando lo abbiamo lasciato le cose si mettevano male per Tyrion: con molte vicissitudini aveva raggiunto Daenerys per farle da consigliere, ma la rivolta della città ha sconvolto i piani: Daenerys è fuggita in groppa a Drogon lasciandosi alle spalle tutta la sua corte (tra cui il perennemente friendzonato Jorah, che sta ancora cercando di farsi perdonare per aver fatto la spia con Varys agli inizi). Tyrion aveva da poco trovato un suo ruolo accanto a lei e i loro destini erano inevitabilmente legati l’uno all’altro; ora si ritrova in una regione sconosciuta, in cui il nome Lannister non lo può aiutare, senza la sua più importante alleata. E non dimentichiamo che a King’s Landing Cersei vuole ancora la sua testa.

Una scorsa stagione un po’ sottotono anche per Jaime Lannister, la cui missione in quel di Dorne non è andata esattamente come sperava (e nemmeno come speravamo noi). Solo la linea pacifica di Doran Martell gli consente di raggiungere il risultato di riportare a casa Myrcella e vivere così la scena più emozionante del suo percorso: Jaime viene riconosciuto dalla ragazza come padre e soprattutto accettato per la prima volta in vita sua senza se e senza ma. Purtroppo il momento è rovinato da coloro che ci hanno costantemente tediato con il loro broncio: le Sand Snakes hanno avvelenato Myrcella appena prima della partenza e la ragazza muore fra le braccia dell’appena “trovato” papà. Ellaria e le figlie della Red Viper non si sono mai rassegnate all’atteggiamento conciliante del Principe Doran e hanno messo in atto una vendetta che non può essere interpretata diversamente da una dichiarazione di guerra: la Red Viper era stata uccisa in un duello a cui aveva volontariamente preso parte, mentre Myrcella l’avevano accolta come promessa sposa del giovane Trystane. Proprio quest’ultimo è in viaggio con Jaime verso la Red Keep, ma ora dubito che potrà accomodarsi nello Small Council al posto dello zio.

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Jaime dovrà comunicare a Cersei la morte della loro unica figlia, quella che aveva giurato di portare a casa sana e salva. Il dolore li riavvicinerà o li allontanerà definitivamente? La Queen Mother aveva promesso che avrebbe raso al suolo Dorne se avessero torto un capello a Myrcella e le Sand Snakes non potevano scegliere momento peggiore per farla arrabbiare. Le vittorie sui Tyrell hanno infatti avuto come contraltare il tradimento del cugino/ex amante Lancel, condannando la donna più potente di Westeros alla caduta e all’umiliazione che molti aspettavano da tempo. L’High Sparrow non si accontenta della confessione e delle angherie a cui la donna è già stata sottoposta, vuole un processo per i peccati che non ha ammesso e soprattutto l’espiazione per quelli riconosciuti sotto forma di Walk of Shame. Sono passati mesi eppure la scena di Cersei distrutta in ogni senso possibile è ancora vivida nelle nostre menti. Solo l’amore per il figlio Tommen le ha dato la forza per sopravvivere e ora il desiderio di rivalsa non può che aumentare; Qyburn le ha consegnato il suo regalo, il redivivo Ser Gregor “The Mountain” Clegane, lui potrà essere l’arma segreta per vendicarsi di tutti i nemici, dagli arrivisti Tyrell all’arrogante High Sparrow e ovviamente alle musone Sand Snakes. King’s Landing promette di riservarci ancora grandi momenti a cominciare dai processi che vedranno imputate Cersei e Margaery e dagli eventuali conseguenti trial by combat.

Nella sesta stagione assisteremo anche ad importanti ritorni, uno su tutti quello di Bran Stark, assente l’anno scorso. Abbiamo lasciato il giovane Stark oltre la Barriera, finalmente al cospetto del Three-Eyed Raven, che gli ha annunciato un destino diverso da quello che il ragazzo aveva immaginato quando si era lanciato nella sua missione: non camminerà più, ma volerà. Cosa riserverà questa storyline è forse il mistero più mistero di tutti. Rivedremo anche la famiglia Greyjoy al completo: ai già visti padre e sorella di Theon, ossia Balon e Yara, si aggiungeranno gli zii – di sicuro vedremo Euron, il fratello più giovane di Balon. Ricordiamo che su Balon pende ancora quella magia con le sanguisughe fatta da Melisandre nella terza stagione (le cui altre vittime designate erano Robb e Joffrey), mentre Yara l’abbiamo vista l’ultima volta nella quarta nel tentativo di liberare il fratello da Ramsay.

Per la prima volta ci apprestiamo ad una stagione di Game of Thrones avvolta nel più oscuro mistero, con nessun rischio spoiler né da lettori né da giornalisti. E i promo mostrano quel tanto sufficiente a farci salire l’acquolina, ma non abbastanza perché intuiamo quel che accadrà. Dopo un’attesa lunghissima – che probabilmente ci avrebbe esauriti se da veri series addicted non avessimo altre decine di serie da seguire – Game of Thrones 6 sta finalmente arrivando. E vista la neve con cui lo avevamo lasciato, forse assisteremo all’arrivo dell’inverno annunciato quando ancora c’era il nostro amato Ned!

[Anche quest’anno potete trovare i post dalle nostre affiliate Casa Stark – L’inverno sta arrivando, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Kit Harington & Richard Madden Italian Page, Jon Snow the bastard Italia, Jorah Mormont Italia, IL TRONO DI SPADE]

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