Gilmore Girls: A Year In The Life – Fall – Recensione by S.

Dopo un’attesa durata quasi un anno e l’hype salita sempre di più in vista del 25 novembre, siamo arrivati al capitolo conclusivo del revival di Gilmore Girls. Evitare di spoilerarsi le famose “last four words” non è stato facile, e per chi ci è riuscito la sorpresa è stata davvero tanta.

Si riprende da dove eravamo rimasti, con Lorelai che parte per ritrovare se stessa in un’avventura alla Wild; Luke è rimasto perplesso da questo annuncio, non solo perchè suona tanto come una pausa di riflessione prima della rottura, ma anche perchè nessuno sa immaginarsi Lorelai in mezzo alla natura, con un sacco a pelo e niente caffè. E infatti, nonostante ci metta una grande dose di impegno e buona volontà, Lorelai rimane sempre quella che è: anche se vestita sportiva e con uno zaino pieno di fornelletti da campo e cibo liofilizzato, è molto evidente che non si trovi nel suo elemento. Ma non è questo che conta, infatti Lorelai riesce comunque ad avere il suo momento di introspezione ed improvvisa chiarezza osservando ammirata un panorama (in cui si imbatte, ovviamente, mentre cerca del caffè). La scena in cui chiama Emily per raccontarle, finalmente, il suo più bel ricordo di Richard è stata molto toccante: ci ha finalmente regalato una Lorelai senza barriere e una finestra sul prezioso legame tra lei e il padre.

Questo momento di riflessione serve anche a spazzare via i dubbi sulla sua relazione con Luke: non che ci sia nulla di male nello stare insieme senza sposarsi, ma nel loro caso il rapporto cominciava a soffrire di una certa staticità. La cosa è dovuta soprattutto al modo in cui hanno impostato le cose tra di loro sin dall’inizio, con quella rigida separazione tra le rispettive famiglie e, di conseguenza, certi aspetti delle proprie vite. Ma il sentimento che li lega non è scemato né danneggiato, semplicemente Lorelai si rende conto che è ora di fare un passo avanti e far maturare il rapporto: per loro, questo significa sposarsi. La reazione di Luke è stata adorabile: “the only way out is in a body bag”, ma lo spavento di perdere Lorelai è servito per scuoterlo finalmente e fargli dire le cose che normalmente si tiene per sè. Non potevamo chiedere di meglio. A coronare il percorso di Lorelai c’è il ritorno della sua migliore amica Sookie, ovviamente incaricata di preparare la torta nuziale: Melissa MacCarthy ha una sola scena, un po’ poco, e anche se non ho molto apprezzato la folle spiegazione data per la sua assenza, rivederla nella sua cucina è stato emozionante.

Anche Emily comincia a muovere piccoli passi nella sua nuova vita, per la prima volta una vita senza Richard. Per lei nulla può più essere com’è stato finora, ed è un’ottima cosa perchè ci regala un’indimenticabile Emily alla riunione delle Daughters of Revolution: “Bullshit!“, in continuazione “bullshit!“, è stato esilarante! Le abitudini che l’hanno accompagnata per gli ultimi cinquant’anni non suscitano più in lei alcun interesse, ed è per questo che mettere in vendita la casa è la scelta giusta. Ora vive, con Berta e la sua numerosa famiglia, nella verde Nantucket e fa la volontaria in un museo raccontando ai bambini storie sulla caccia alle balene: è un’evoluzione inaspettata ma naturale, forse la parte più riuscita del revival.

L’unica che combina poco e niente, tanto per cambiare, è Rory. E, ancora una volta, nel suo momento di sconforto e depressione ecco che arriva Logan pronto a salvarla; Logan da questo punto di vista soffre un po’ della sindrome della crocerossina: ho sempre tifato per lui, ma dopo che lei ha rifiutato la proposta di matrimonio perchè stare ancora così ai suoi piedi? Un po’ di dignità! Offre a Rory persino una casa in cui andare a scrivere, come se fosse una disperata senza un tetto, ma questa volta lei trova un briciolo di maturità e rifiuta di essere salvata per l’ennesima volta. Ovviamente questo è un traguardo che raggiunge solo alla fine e dopo una notte di follie con la Life & Death Brigade: per quanto fossero simpatici i suoi membri, bisogna dire che correre in costume per le città e comprare pub può risultare divertente nel contesto dei colpi di testa della vita da college, superati i trent’anni sembrano più che altro degli snob pretenziosi. Ma a Logan si perdona sempre tutto!

Dopo il definitivo addio a Logan, Rory prende finalmente in mano le cose e si dedica anima e corpo al suo progetto del libro, scrivendo nello studio del nonno, che sicuramente avrebbe apprezzato. La sensazione di una storia che si avvia verso la conclusione è sottolineata dall’incontro con Dean, molto dolce e intriso di ricordi di quella che sembra una vita fa, e la visita al padre Christopher. Questa scena è molto strana, e inizialmente sembra soltanto che le continue domande di Rory sul fatto di essere stata cresciuta solo dalla madre servano solo per capire meglio ciò di cui sta scrivendo. Con il senno di poi, invece, tutto cambia.

Il momento della grande rivelazione si avvicina, precisamente siamo alla vigilia delle nozze tra Lorelai e Luke. Lei sembra quasi dare a Rory la sua approvazione per il libro, intitolato (guarda caso) “Gilmore Girls”; sistemato il rapporto con la figlia, Lorelai e Luke due decidono di sposarsi in segreto proprio quella sera, e la sequenza nel centro di Stars Hollow addobbato a festa in loro onore ha davvero qualcosa di magico; contribuisce anche la musica, che è “Reflecting Light” di Sam Philliphs, ossia la canzone sulle cui note gli sposi ballarono nella quarta stagione. È dopo questo susseguirsi di immagini incantate che, arrivato il mattino, le “last four words” ci riportando brutalmente alla realtà: sedute sugli scalini del gazebo, madre e figlia si guardano intorno, sembrano pervase di felicità e commozione. Ma Rory è pensierosa (di certo non per il fatto di essere stata lasciata dal povero Paul) e infatti, con le lacrime agli occhi, dice: “Mom? I’m pregnant“. LIKE, WHAAAT? E niente, ci lasciano così! Siamo così sconvolti da non riuscire nemmeno a canticchiare la sigla che, finalmente, fa la sua comparsa nei titolo di coda.

È un finale davvero inaspettato e un po’ difficile da elaborare; ripensandoci a mente fredda, ovviamente, se ne trova la logica e il senso. Non è una cosa buttata lì a caso per sorprenderci, già solo per il fatto che era previsto sin dall’inizio, ma anche per l’idea del cerchio che si chiude (ribadito anche sul fronte di Lorelai con l’impegno fisso della cena da Emily in cambio dei soldi per espandere il Dragonfly Inn), l’idea di ritrovarsi più o meno allo tesso punto di partenza anche se in condizioni del tutto diverse. Come dicevo, ora si capisce il perchè di quelle domande di Rory a Christopher: stava cercando di capire se crescere questo figlio da sola potrebbe essere la cosa giusta da fare. Ovviamente, il dubbio che più ci lacera è l’identità del padre del bambino; possiamo dare abbastanza per scontato che sia Logan, ipotesi confermata anche dall’interpretazione che Amy Sherman-Palladino ha dato del suo personaggio: Logan è per Rory quello che Christopher è stato per Lorelai, è lo stesso tipo d’uomo. E allora, chi è il Luke di Rory? Quell’occhiata che Jess le lancia attraverso la finestra, pur avendo appena detto di averla dimenticata, è abbastanza esplicativa: di certo ne è ancora innamorato, ma saranno destinati a stare insieme?

Si chiude così, con la voglia fortissima di vederne altri episodi, il revival di una delle serie più amate dal pubblico; questi quattro episodi sono stati caratterizzati da punti altissimi e ben riusciti (“Ooo-ber“, il decluttering di Emily e l’isteria di Paris, per fare degli esempi) e da altri un po’ deludenti (come la povera Lane un po’ sacrificata come mamma a Stars Hollow). Nel complesso, però, la sensazione che rimane è positiva, perchè quello che si percepisce dai quattro film è proprio l’amore e la dedizione dei fan, unica cosa a rendere possibile questo revival. Gilmore Girls non è una serie rivoluzionaria né un capolavoro, e nessuno dieci anni fa avrebbe pensato che fosse ancora adesso così amata, eppure, nella sua semplicità, è riuscita a creare un mondo familiare e accogliente, fatto di personaggi a cui era impossibile non affezionarsi. Il merito va senz’altro al cast e alla magica scrittura della coppia Sherman-Palladino, che ci ha regalato, di nuovo, un’esperienza indimenticabile.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Sì, ma chi è il padre?? Dateci altri episodi!!

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