Gilmore Girls: A Year In The Life – Summer – Recensione by S.

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Se Winter è stato il ritorno ai luoghi che tanto ci mancavano, una sorta di carrellata di tutte le cose belle che conosciamo di Gilmore Girls, e Spring ci ha del tutto immersi nelle nuove storie, Summer è senza dubbio il punto più debole di tutto il revival.

Sebbene tutte le storyline facciano chiari passi avanti, gettando le basi per tirarne le fila nel capitolo successivo, Summer risulta pesante e faticoso da seguire; le cause principali di questa atmosfera negativa sono due: l’ingiustificata supponenza della più giovane Gilmore e il sottolineare un po’ eccessivamente le stranezze di Stars Hollow.

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Per quanto riguarda Rory, l’avevamo lasciata mentre irrompeva in casa con le sue valigie annunciando “moving back home!”, dato che non ha uno straccio di lavoro né un altro posto dove stare; sembrava finalmente aver preso coscienza di questo dato di fatto, eppure continua a fare l’indispettita ogni volta che qualcuno le dà il bentornato. “I’m not back” è la sua perenne risposta piccata, e se anch’io venderei mia madre piuttosto di frequentare la Thirtysomething Gang, è inutile negare le realtà: cara Rory, sei tornata a Stars Hollow con la coda tra le gambe! Dopo quasi dieci anni dalla laurea a Yale il suo unico traguardo è un singolo articolo pubblicato su una testata importante, eppure è ancora lì che si pavoneggia come se stesse per vincere il Pulitzer. Questo è forse il punto più debole di tutto il revival: sono contenta che Rory incontri finalmente delle difficoltà, affrontando il mondo reale e non quello ovattato della sua città, ma forse trovarla in queste condizioni avrebbe avuto più senso tempo fa, quando era fresca di laurea; dopo otto anni chiunque avrebbe combinato qualcosa di più, possibile che non ci riesca proprio lei? Persino April, nella sua ansia da prestazione al MIT, sembra più calata nella realtà.

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Le cose sembrano iniziare a smuoversi con il rischio chiusura della Stars Hollow Gazette: il primo quotidiano che Rory abbia mai letto è, guarda caso, alla ricerca di un direttore. La cosa cade a fagiolo e Rory non esita a prendere le redini della strampalata (manco a dirlo) redazione. La scena in cui lei e Lorelai distribuiscono le copie del primo numero in giro per la città è molto divertente, magra consolazione in questo desolante panorama. A rallegrarci, però, c’è anche un altro ritorno, probabilmente quello più atteso: Jess è in città, e ovviamente va subito a trovare Rory. Nonostante io sia sempre stata Team Logan, è stato un piacere ritrovare un Jess così maturo (e carino), sempre con quell’aria un po’ sbruffona ma senza gli atteggiamenti infantili dell’adolescente che è stato. Particolare soddisfazione mi ha dato sapere che lui, con la sua casa editrice indie, ha più o meno raggiunto i suoi obiettivi, armato solo della sua cultura e della sua determinazione, mentre Rory, con le sue scuole costose e l’aria da prima della classe, si trova ancora molto ma molto più indietro. E, come tante altre volte, è il ragazzo di turno che dà a Rory l’ispirazione su cosa fare della sua vita: dopo aver ascoltato le sue lamentele, Jess le consiglia di scrivere un libro sul rapporto tra lei e Lorelai; è da subito chiarissimo che sia un’idea vincente, ma ovviamente Rory mica ci aveva pensato!

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Nel frattempo Lorelai è alla prese con le prove di “Stars Hollow: The Musical“. Sulla carta, questa del musical è una splendida idea; lo è anche nella realtà, grazie all’interpretazione di Sutton Foster e ai bizzarri testi usciti dalla mente di Taylor; ma lo è per un paio di sketch, magari tre, dopodichè inizia a diventare ridicolo; e questo nonostante le apprezzatissime citazioni di pop-culture e il cameo di Carole King. Le stranezze della città e dei suoi abitanti sono sempre state uno dei punti di forza della seria, ma la chiave è sempre stata la giusta misura; così, estremizzandole e rovesciandone ingenti quantità sui poveri spettatori, Stars Hollow diventa la parodia di se stessa, e a quel punto è difficile non concordare con Emily che la definisce una “town of freaks“.

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Le tre protagoniste si ritrovano al cimitero per ammirare la quinta (e non ultima) lapide per Richard; Emily passa subito in secondo piano, ed è tra Lorelai e Rory che avviene un confronto decisivo. La figlia parla entusiasta del suo libro, su cui già sta lavorando, certa di trovare l’approvazione della madre; e invece no, Lorelai non è d’accordo, perchè ha lavorato tutta la vita senza mai fermarsi per far sì che la gente la prendesse sul serio e guardasse oltre le apparenze, per dare di sè l’immagine che lei aveva deciso, e invece Rory vuole mettere nero su bianco anche ciò che Lorelai ha sempre tenuto per sè, partendo proprio dalla descrizione di quella ragazza madre che chiedeva un lavoro all’Holiday Inn. La reazione di Lorelai è più che comprensibile, ma la cosa importante è stato che le due si affrontassero; si tratta del loro secondo grande scontro nel corso di una vita intera, ma invece di seguire la strada dell’aggressività passiva, come succede tra Lorelai ed Emily, loro due non scendono a compromessi: o tutto o niente, nessuna delle due cede, e così per un po’ i rapporti si interrompono.

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Rory affronta il litigio con la madre come ha sempre fatto per qualsiasi difficoltà: si fa soccorrere dal ragazzo di turno; chiama Logan compulsivamente, nonostante la situazione tra i due sia ormai quasi irrecuperabile: Odette si è trasferita nell’appartamento di Londra, e nonostante le intenzioni di mantenere vivo il loro accordo, Rory e Logan realizzano che così non si può continuare (ma va?), e quindi si lasciano pur non essendo stati mai una vera coppia. Lorelai, dal canto suo, spera di trovare conforto in Luke ma anche su questo fronte i nodi vengono al pettine: era evidente dall’inizio che tra i due ci fossero delle difficoltà comunicative, e infatti ora esplodono: durante un concitato battibecco al locale di Luke, si rinfacciano le cose non dette e le distanze imposte, Luke le rinfaccia di essersi solo adeguato alle regole imposte da lei, una delle quali era la rigida separazione tra le rispettive famiglia, ma adesso a Lorelai, colpita in pieno dalle accuse della madre, non sta più bene. Ha litigato con Rory, è in crisi con Luke, la sta lasciando anche Michel per seguire le sue ambizioni: Lorelai ha lavorato senza sosta per trent’anni, pensava di aver raggiunto tutto quello che si era prefissa, ma ora le sembra che tutto intorno a lei cambi mentre lei rimane lì, ferma, senza sapere cosa fare. Ed è per questo che decide di partire per ritrovare se stessa, nientedimeno che con un viaggio alla Wild… like, what??! L’idea è senza dubbio folle, ma “it’s never or now“.

Voto all’episodio: ♥♥ – Rory che si fa chiamare Khaleesi anche no

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