Grey’s Anatomy 10×13 – Take It Back – by S.

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L’espressione di April nella foto è la stessa che avevo alla fine dell’episodio, ma per arrivare fin lì ci sono voluti 43 minuti di eventi e sconvolgimenti; ma a parte i traumi emotivi che Shonda ci ha inflitto c’è un punto fermo, una costante nel grande disegno generale: i nuovi specializzandi sono completamente idioti.


Fatta questa premessa, passiamo ad un’analisi più accurata dell’episodio. Ho apprezzato il salto temporale di qualche settimana: non troppo ma nemmeno troppo poco, quel che è bastato per risparmiarci l’isteria momentanea senza, però, far perdere ai personaggi il senso della curiosità e dello stupore che era ancora molto vivo negli spettatori. Il distacco temporale ci ha anche evitato di assistere all’ennesima rappacificazione di Arizona e Callie, ma mi sembra che la storyline sia stata buttata un po’ alle ortiche: tutti quei discorsi tragici e poi bastava comprare una casa nuova per risolvere tutto? Contente loro.

Un’altra pericolosa ripetizione riguarda Owen e Cristina: la cattiveria di lui nei confronti di Shane, dopo aver scoperto quello che c’è stato con la sua ex moglie, ha aperto la strada ad altri ripensamenti sullo stato della loro relazione. Ma è una strada già percorsa altre volte e sempre con lo stesso epilogo; se davvero si vuole dare a questa coppia tormentata la possibilità del lieto fine, ci sono alcune questioni (ossia LA questione: avere o non avere figli) che vanno necessariamente risolte e accantonate per permettere ai personaggi di andare finalmente oltre. Non ho la minima idea di come posizioni così distanti possano riavvicinarsi, ma non è mai detta l’ultima parola.

La cosa principale dell’episodio, però, è che abbiamo avuto una risposta alla Domanda Fondamentale sulla vita, Shondaland e tutto quanto: chi ha scelto April? Sono stata molto contenta di scoprire che ha avuto il coraggio di scegliere il suo vero amore e lasciarsi alle spalle quell’insipido boy scout di Matthew. Nonostante questo, per quanto fosse romantica, l’uscita di corsa dal granaio mano nella mano, per di più al rallenty, sembrava una scena presa in prestito da una qualsiasi telenovela sudamericana; però, dai, non stiamo a formalizzarci. Mi sembra anche relativamente logico (non realistico, badate bene!) che April e Jackson siano subito convolati a nozze: “cosa diciamo ai miei genitori e a tua madre?” è un motivo più che valido, almeno hanno una giustificazione per quel gran casino, non sono cose che si fanno tanto per frequentarsi un po’. Non ha alcun senso, invece, fare quel casino e poi tenerlo nascosto a tutti: se lo stanno nascondendo per non urtare la sensibilità delle altre persone coinvolte, avrebbero chiaramente dovuto pensarci molto prima; una cosa è la discrezione, un’altra inscenare una commedia senza nessuno scopo.

Lasciando in disparte la preannunciata morte del padre di Alex e l’altrettanto preannunciato riavvicinamento tra Cristina e Meredith, l’unico altro evento di spicco della puntata, il punto fermo a cui mi riferivo all’inizio del post, è stato la denuncia per molestie sessuali presentata da Leah e Stephanie (si suppone). Chi dice che una donna ferita può diventare pericolosa dovrebbe specificare che, in questo caso, una donna ferita diventa cretina. Anche volendo ammettere che ci sono stati più scambi di coppia al Grey Sloan Memorial Hospital che in una casa chiusa, questo non giustifica una simile azione. Non mi risulta che nessuna di loro sia mai stata molestata od obbligata a frequentare il proprio capo (anzi, è stata Leah ad insistere perché Arizona la accogliesse nel suo giaciglio); tant’è che andava tutto bene finchè con i superiori ci andavano a letto, né si sono mai poste il problema se fosse o meno eticamente corretto andarci. No, i problemi sorgono solo se e quando vengono scaricate, perché evidentemente non sono abbastanza adulte da farsene una ragione; secondo questa linea di pensiero, Cristina avrebbe dovuto fare lo stesso quando fu abbandonata sull’altare da Burke, per non parlare di Meredith che si è vista arrivare tra capo e collo la moglie del suo capo, nonché uomo che frequentava ignara della sua vita coniugale. Come tutti hanno notato, Grey’s Anatomy ha costruito dieci stagioni sulle relazioni sentimentali tra superiori e sottoposti, ma era anche l’unico modo di creare le dinamiche tra i personaggi, tant’è che mai abbiamo assistito ad alcun tipo di violenza. Questa piega nella trama è tutto fuorché un riuscito tentativo di affrontare il delicato tema delle molestie sessuali sul luogo di lavoro ed il fatto che la denuncia venga piegata ad un meschino scopo di vendetta per essere state lasciate è un aperto insulto a tutte quelle donne che, invece, si trovano davvero in un ambiente di lavoro ostile.

La denuncia, comunque, ha aperto la strada alla nuova “zero tolerance policy” per le suddette relazioni tra superiori e sottoposti, ma non credo che avrà grosse conseguenza per la maggior parte dei personaggi, dato che quasi tutti sono già sposati o non si trovano in questo rapporto di subordinazione (forse Cristina e Owen, dato che lui è il primario, ma del resto lei possiede l’ospedale); gli unici a ritrovarsi coinvolti sono Jo ed Alex, la sola coppia che al momento porta un po’ di pepe alla trama generale.

L’altra, positiva, conseguenza potrebbe essere che finalmente ci liberiamo di questi specializzandi idioti.

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