Grey’s Anatomy – 10×14 You’ve Got To Hide Your Love Away – by S.

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Your standards have changed“. È con questa semplice frase, uscita dalla bocca di Derek, che Shonda annuncia ufficialmente, spiega e definisce il nuovo percorso di Owen e Cristina, anticipato nello scorso episodio, sgombrando subito il campo dal loro più grande problema (proprio come mi ero augurata).

Nel giro di un episodio Owen passa dal punto A, voler (senza troppa convinzione) compare una casa con Emma per farci vivere tutti i loro figli, al punto B, lasciare Emma in tronco. Dal punto A al punto B è accompagnato da un’irresistibile Cristina ubriaca, che con tutto il suo blaterare di decorazioni per finestre gli ha evidentemente ricordato cosa siano la vera chimica e il vero amore. Owen ha trovato in Emma quello che ha sempre cercato, nonché ciò per cui il suo matrimonio con Cristina è giunto al termine: ha trovato una donna che vuole renderlo padre, che condivide il suo desiderio di avere dei figli e crescerli insieme. Ciò che Owen non aveva considerato, però, è l’altro lato della medaglia: Emma è il pacchetto completo, non solo figli, ma addio carriera finché bisogna accompagnare i bambini a scuola. In un impeto di femminismo, Owen realizza che non è questo ciò che vuole: vuole una compagna che sia sulla sua stessa linea d’onda sotto ogni punto di vista, che possa condividere e comprendere sino in fondo le sue storie ed i suoi drammi di chirurgo. Ma soprattutto, ciò che vuole è Cristina. Perché se così non fosse stato, avrebbe potuto chiedere ad Emma di non rinunciare al suo lavoro per fare la mamma a tempo pieno, ma no, non l’ha fatto, perché non la vuole nemmeno come mamma part-time: posto di fronte al bivio, alla scelta tra l’ideale di donna perfetta che si era costruito e il suo reale vero amore, sceglie Cristina, senza esitazioni. Questa ritrovata consapevolezza di Owen è ciò che serviva per dare nuova linfa alla coppia: l’unica soluzione per un riavvicinamento era che uno dei due facesse retro marcia sulle proprie convinzioni, essendo un argomento in cui le vie di mezzo non sono accettabili; nonostante ciò, e anche considerando l’abbandono di Sandra Oh, non è detto che all’orizzonte ci sia un lieto fine, non essendo del tutto improbabile che sia proprio Cristina ad ostacolare quel lieto fine. Owen ha scelto lei, ma lei potrà davvero fidarsi nuovamente di lui come se nulla fosse mai successo? La ferita inferta al loro matrimonio può guarire? Si cala perfettamente in questo quadro anche l’annunciato ritorno di Burke, di cui sono molto entusiasta; ho anche stilato un elenco di cose che Cristina potrebbe dirgli, come “dove tieni l’Harper Avery Award che hai vinto per merito mio?“; in alternativa “è stato bello il viaggio di nozze con Meredith!“, oppure “mi hai lasciata all’altare, ma non puoi competere con uno che cerca di strangolarmi nel sonno“. Mi sembrano tutte valide opzioni.

Su un altro fronte, Meredith e Derek sono sempre sospesi in quel limbo a metà tra la super powerful couple che domina il mondo e la coppia ordinaria che fa cose ordinarie; se Derek che lavora per il Presidente è, da un lato, una trama completamente slegata dalla realtà, dall’altro fornisce lo spunto per i siparietti familiari e per il suo continuo confronto con la moglie: lei è contenta per lui, riconosce che si tratta di una grande opportunità, ma “there is no room for me to take my career to the next level and for you to run the thing“. Si erano promessi che sarebbe stato l’anno della carriera di Meredith, e adesso? Lei è costretta a rinunciare per permettergli di cambiare il mondo? E perché dovrebbe essere lei a rinunciare? Se il litigio con Cristina serviva a Meredith per parlare delle madri lavoratrici, ora Derek le serve per spostare la questione sul piano familiare: non più gestire i turni per portare Zola all’asilo, ma gestire le ambizioni di entrambi senza che sia la famiglia, tanto faticosamente costruita, a farne le spese.

La tolleranza zero per le relazioni sul luogo di lavoro ha avuto le conseguenze previste: nonostante scenate finte e baci nascosti, gli unici ad andarci di mezzo sono Alex e Jo; la scenata al consiglio ha ribadito ciò che tutti sappiamo, ossia che l’intera dirigenza dell’ospedale non è altro che una serie di coppie nate da scappatelle nelle on call rooms; Owen può fare il risoluto quanto vuole, ma Alex ha ragione, e non è giusto penalizzare lui e Jo solo perché, per puro caso, sono gli unici a non essere ancora sposati. Ed è Jo a sputare in faccia a Stephanie quello che ho pensato quando la denuncia è stata presentata: se il tuo piccolo cuore viene spezzato te ne fai una ragione e vai avanti con la tua vita, non accusi chiunque di molestie sessuali; la stesa argomentazione vale per Leah (che si rivela essere l’unica autrice della denuncia): tutte quelle manfrine sulla sua educazione medica compromessa nascondono una sola verità, ossia che si voleva vendicare di Arizona. Ora che tutte le carte sono in tavola, anche questi specializzandi idioti trovano la via della saggezza ed applicano la prima regola aurea di Grey’s Anatomy: che sia per festeggiare o per dimenticare i dispiaceri, quando si finisce di lavorare si va da Joe a bere.

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