Grey’s Anatomy – 10×15 Throwing It All Away – by S.

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If you’re lost you can look and you will find me, time after time. If you fall I will catch you, I will be waiting, time after time“. Come spesso accade in Grey’s Anatomy, anche in questo episodio è stata la colonna sonora a parlare più dei personaggi, in particolare più di Callie e Arizona.

Nelle sole ultime due stagioni la coppia di Calzona è stata protagonista di un numero di finti happy endings pari a più infinito, l’ultimo dei quali due episodi fa; mi auguro veramente che, come sembra, questo sia quello definitivo, perché delle paranoie di Arizona non se ne può davvero più; come dice Callie: “you have made very hard to keep forgiving you“. Ad Arizona bisogna dare credito, tuttavia, per la scena finale, in cui finalmente, rendendosi conto dei danni cha ha causato alla moglie, fa ammenda per il suo egoismo: per la prima volta parla con sincerità, senza trovare continuamente scuse per il suo comportamento ingiusto. E, ovviamente, Callie la perdona. Time after time.

Non ha alcun senso, invece, il fatto che tutto l’ospedale discuta apertamente della denuncia sporta da Leah: ma non doveva essere anonima? Certo, il continuo anonimato avrebbe reso più difficile il confronto sull’argomento, quindi non poniamoci altre domande. Restando in tema di specializzandi, Stephanie inizia a mostrare della personalità e dice la prima cosa intelligente da quando è arrivata al Grey Sloan Memorial Hospital: andare avanti con la sua vita ed infischiarsene di Jackson. Potremo, quindi, dimenticarci di lei e tornare a vivere come se non fosse mai esistita, cosa che mi rende molto felice e rientra nell’ordine naturale dell’universo.

Una noia infinita Derek e Meredith, che praticamente non hanno alcuna storyline, né di coppia né tanto meno singolarmente: Meredith è relegata al ruolo di spalla di Alex nelle sue crisi esistenziali, e Derek che lavora per il Presidente, oltre ad essere comunque un argomento trattato sempre marginalmente, è talmente ridicolo che è davvero difficile prenderlo sul serio. Per quanto Grey’s Anatomy sia sempre stata una serie corale, non è accettabile ignorare completamente quelli che, in fin dei conti, sono i protagonisti principali; per esempio, si potrebbe distogliere un tantino l’attenzione da Callie, vittima di tutte le tragedie del mondo, e dare a questi due qualcosa di interessante da fare. La preannunciata guerra tra Callie e Derek è solo un primo passo in quella direzione, ma temo che non sia comunque quello che ci vuole: we want MerDer.

Alex, con le su citate crisi esistenziali, è l’unico che ci offre qualcosa di interessante: come se non fosse già abbastanza chiaro, Jo è quella giusta e lui va nel panico per paura di perderla; “she’s gonna be like Izzie and she’ll walk“, teme lui, ma qualcuno dovrebbe dirgli che cretine come Izzie, per fortuna, ce ne sono poche. Del resto, bisogna capirlo: è la prima volta che ha una relazione normale con una ragazza normale, senza tumori, disturbi psichici e quant’altro di mezzo; non ci è proprio abituato!

Nel complesso si può dire che la puntata non sia stata niente di che, con soltanto due scene rilevanti e riempitivi quasi inutili per il resto del tempo; ma capita, sono quei tipici momenti di quiete tra un evento principale e l’altro; persino in Grey’s Anatomy, non ogni episodio può concludersi con un cliffhanger, ogni tanto ci vuole una pausa.

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