Grey’s Anatomy – 10×21 Change Of Heart – by S.

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Per fortuna avevo capito male e il “farewell to Cristina” occuperà tutti gli episodi rimanenti della stagione; d’altra parte, si delinea un addio dai contorni poco pacifici, con tutto il consiglio del Grey Sloan sul piede di guerra (e per giusti motivi).

Le motivazioni di Catherine sulla mancata vittoria di Cristina non mi sembrano particolarmente valide: se è vero che far vincere, in sostanza, un proprio dipendente può gettare ombre sull’imparzialità del premio, lo stesso può dirsi del contrario; soprattutto in casi come questo, in cui evidentemente tutti concordavano sulla netta superiorità della ricerca di Cristina, sarà chiaro per tutti che non ha vinto solo per questioni politiche. E questo non intacca ugualmente il prestigio e l’autorevolezza dell’Harper Avery Award? Se negli anni non vincerà mai nessuno del Grey Sloan Memorial non sarà ovvio che la competizione è onesta solo in parte? Per non parlare del fatto che un ospedale i cui medici non ottengono mai riconoscimenti otterrà meno fondi per la ricerca, sarà meno prestigioso, cosa che a sua volta si riflette sulla reputazione dell’Avery Foundation. Forse avrebbero dovuto pensarci ed elaborare una soluzione prima di comprare l’ospedale (e salvarlo dalla chiusura, sì, ma una via di mezzo dovrà pur esserci). L’intervento della Fondazione si rivela una gabbia dorata, che ha permesso all’ospedale di restare in vita ma che ora gli tarpa le ali: ovviamente è una situazione inaccettabile, ma sembra una strada senza uscita. Che altre possibilità hanno? Webber e gli altri membri del consiglio sono comunque piuttosto agguerriti, e c’è da scommettere che non si arrenderanno facilmente: sono pur sempre tra i migliori chirurghi del paese, non è il trattamento che si meritano. La guerra agli Avery offre anche, seppure solo per pochi episodi, quella storyline collettiva di cui si sentiva la mancanza: i desideri sono stati esauditi e Shonda è intervenuta, dandoci quello che volevamo vedere, giusto in tempo per creare il necessario pathos per il season finale.

Altro pathos deriva dalla reazione di Cristina agli avvenimenti dell’episodio: la questione Avery Award non fa che aumentare lo scoraggiamento che le causa la morte della giovane paziente (un caso davvero impossibile, bisogna dirlo): “I did everything exactly as I was supposed to, I did it perfectly […] what’s the point?“. La scena finale in cui si allontana dall’ospedale ha tutto l’aspetto di una fuga, una fuga da un posto troppo piccolo per lei, in cui al momento vede solo vicoli ciechi, senza speranza e senza futuro. Se a questo si aggiunge l’imminente ritorno di Burke, beh, la strada è spianata per la sua uscita di scena.

Non condivido per niente, invece, le pressioni di Jo su Alex perché accetti il lavoro alla clinica privata; se da un lato non c’è niente di male a desiderare orari più comodi e stipendio più alto, dall’altro mi sembra che lui non ne sia molto convinto: ci riamane quasi male quando Arizona non cerca di trattenerlo con le unghie e con i denti come si era aspettato, è come se speri che sia lei a dargli una buona motivazione per restare. Credo si sia convinto a cambiare lavoro solo per fare contenta Jo e per offrirle quella vita che nessuno dei due ha mai avuto, ma spero in un cambio di rotta dell’ultimo momento.

Caterina Scorsone, nei panni di Amelia Shepherd, avrebbe anche potuto non esserci dato che la sua presenza non è servita assolutamente a nulla, se non a creare l’occasione per i soliti siparietti di vita quotidiana di Meredith e Derek; secondo IMDB non comparirà nemmeno nei prossimi episodi, cosa che rende ancora più inutile questa comparsata.

Per finire abbiamo April: rimane sullo sfondo per tutto l’episodio ma è a lei che spetta il colpo di scena finale. Il povero Jackson sperava di poter risolvere i loro problemi gradualmente, senza preoccuparsi adesso di come educare i figli che, forse, avrebbero avuto in futuro; e invece no, April è tempestiva ed è già incinta. Entrambi sembrano comunque desiderosi di riconciliarsi e, insomma, ci possono almeno provare prima di decidere che la divergenza è insormontabile.

Tra ritorni improvvisi, gravidanze (inaspettate e programmate), crisi personali e dimissioni abbiamo tutti gli elementi essenziali di un finale di Grey’s Anatomy, manca solo qualche cataclisma/sparatoria/invasione aliena!

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