Grey’s Anatomy – 11×03 Got To Be Real – by S.

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Episodio carico di tensione, in cui si delinea chiaramente l’impostazione Meredith-centrica preannunciata da Shonda e di cui si sentiva il bisogno: dopo l’happy ending (temporaneo?) con Derek, infatti, Meredith è stata relegata in un angolo per dare più spazio ad altri personaggi, ma è giusto che adesso riconquisti la scena.

Le confidenze tra Meredith e Alex sono la cosa migliore che potesse derivare dalla partenza di Cristina: esilaranti e serie allo stesso tempo, rispettano perfettamente la natura dei due personaggi; Alex non cambia improvvisamente personalità solo perchè è diventato la persona di Meredith, ma le sta accanto in un modo tutto suo, diverso da quello di Cristina ma non per questo meno efficace. Inoltre, dato che ora il suo punto di riferimento è Alex, Meredith trascorre la giornata a casa sua, ossia la casa della sua infanzia; questa circostanza è significativa soprattutto perchè permette a Meredith di rivivere il suo passato proprio nel luogo in cui quel passato si è verificato. Del resto, chi non vorrebbe ricordare il tentato suicidio della propria madre così vividamente?!

Con l’aiuto di Alex e dell’alcol Meredith deve gestire crisi su due fronti: da un lato la nuova sorella, dall’altro il marito. Per quanto riguarda la prima, l’unica strada possibile è arrendersi all’evidenza, ma questo non vuol dire che all’improvviso con Maggie sarà tutto baci e abbracci, soprattutto perchè Maggie è il promemoria vivente di quello che Ellis e Meredith hanno passato trent’anni fa; come sempre succede in Grey’s, sarà probabilmente un rapporto complesso che subirà una lenta e graduale evoluzione, o verso una civile convivenza o verso l’omicidio di una delle due ad opera dell’altra! E come se questo non fosse abbastanza, ci si mette anche Derek con le sue paturnie da sindrome premestruale. Ora, come il 99% delle persona che seguono Grey’s Anatomy, ho tifato per Derek dalla prima inquadratura, ma sta un tantino esagerando; Meredith ha detto che non si sarebbe trasferita a Washington, non gli ha chiesto di rinunciare al lavoro, tanto meno l’ha messo all’angolo; cosa si aspettava, che lei mollasse tutto su due piedi per inseguire i suoi sogni di neurochirurgo? Se è vero che bisogna fare dei compromessi, è anche vero che quello sarebbe stato semplicemente piegarsi alla sua volontà. Derek pretende che tutto il mondo giri intorno a lui, ma Meredith ricorda bene le parole di Cristina, è lei il sole (“and he can go suck it!”), adesso tocca a lei realizzare la sua carriera; è inutile che lui faccia la vittima lamentandosi di aver fatto un passo indietro, all’improvviso essere un neurochirurgo di fama mondiale non conta più niente? Dice bene Meredith, “we both lost”, perchè nessuno dei due voleva che l’altro facesse quello che ha fatto.

Esagera un po’ anche Owen con le sue lagne per la partenza di Cristina: finchè era a Seattle le ha continuamente fatto pesare la scelta di non avere figli, anche l’aver lasciato Emma non ha portato a niente perchè lui proprio non riusciva a superare quell’ostacolo; e adesso che lei non c’è più finalmente si rende conto che proprio lei era tutta la famiglia di cui aveva bisogno. C’è che dice che i personaggi maschili di Grey’s Anatomy siano particolarmente irrealistici, ma non è affatto vero: anche loro capiscono le cose con anni luce di ritardo.

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Infine, la decisione di assegnare il posto nel consiglio alla Bailey mi sembra più che giusta: è da undici stagioni che tutti parlano bene di lei senza che riceva mai alcun riconoscimento ufficiale; nonostante fosse difficile non tifare per Alex dopo tutto quello che ha passato, bisogna ammettere che ha voltato le spalle al Grey Sloan Memorial alla prima occasione di fare più soldi, e la lealtà in questi casi ha una certa importanza. Mi auguro che Jo non si indispettisca anche per questo: la sua gelosia verso Meredith è già abbastanza priva di senso, anche se, va detto, finora ci ha regalato più scene buffe che scenate isteriche; speriamo continui su questa lunghezza d’onda. A cambiare lunghezza devono essere, piuttosto, Callie e Arizona perchè, come si diceva la scorsa settimana, non se ne può davvero più! Trovate pace, vi prego! O almeno scegliete una sola crisi: il troppo lavoro per avere altri figli o il fatto che proprio una delle due non vuole altri figli?

La cosa che più ho apprezzato di questo episodio è stata la continua presenza, tra le righe, di Cristina; grazie ai molti rimandi, alle citazioni e anche al suo nome pronunciato più volte, è stato come se fosse lì, rendendo più facile elaborare la sua assenza, soprattutto in un momento in cui la sua vicinanza sarebbe stata di fondamentale importanza per Meredith. L’episodio ha segnato una serie di nuovi inizi: per Richard e Maggie (perchè lei è sempre così ostile? Non l’ha nemmeno lasciato parlare prima di accusarlo di infinite cattiverie), per Alex (che è disoccupato, e ciò mi preoccupa molto), per Meredith e Maggie, ma anche per Meredith e se stessa: quanto ci vorrà, adesso, perchè possa di nuovo riappacificarsi con il ricordo di sua madre? In questo senso, si può dire che ci aspetti un ritorno alle origini, al cuore di Grey’s Anatomy: Meredith Grey, complicata, dark and twisty.

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