Grey’s Anatomy – 11×12 The Great Pretender – Recensione by S.

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Come prevedibile dopo le cicatrici emotive causate dallo scorso episodio, questa settimana il clima è stato molto più leggero, con nessuna lacrima e qualche risata: cose dell’altro mondo!

La parte migliore è stata senza dubbio la coppia Arizona-Herman: finalmente la seconda ha abbassato le difese, e anche se probabilmente è soltanto una conseguenza dell’espandersi del suo tumore è inevitabile apprezzare questa sua improvvisa ilarità; non so se ho trovato più divertente vederla flirtare con Owen o fare commenti sulle avventure sentimentali di Arizona! Sono una brutta persona se desidero che rimanga sempre così? E se diventasse antipatica dopo l’operazione di Amelia? Sarebbe proprio un peccato, ma mi rendo conto che forse lei preferirebbe togliersi il tumore che stare simpatica a me.

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I promo dell’episodio puntavano tutto su Meredith ed il suo misterioso viaggio a Washington, ma dopo tanti anni conosciamo Shonda e sappiamo quando ci sta solo prendendo in giro (le ultime parole famose); non ho pensato nemmeno per un secondo che Meredith nascondesse qualche oscuro segreto, e infatti era soltanto l’ennesima paturnia matrimoniale. “I don’t nanna leave him, but I definitely do not want to be with him right now” è la perfetta sintesi di quello che lei e Derek stanno attraversando: si amano, e questo lo si era capito anche dalla telefonata prima che lui partisse, ma in un certo senso, facendo il chirurgo, la madre e la moglie di un uomo con l’ego smisurato, lei ha perso se stessa; è per questo che quel weekend da sola in una camera d’albergo è stato importante, perché ha potuto finalmente essere di nuovo solo Meredith (“it was amazing; it was just me”). Anche questo breve isolamento rientra nel piano generale dell’equilibrio da ritrovare, nella sua vita e nella vita di coppia; un altro passo verso la riconciliazione finale (non considero minimamente altre eventualità), e del resto era da parecchio che Meredith non aveva più niente di dark an twisty, forse siamo più abituati a vederla così! Con questo arco narrativo Meredith Grey si conferma uno dei personaggi televisivi, se non IL personaggio, che affronta la più grande evoluzione interiore: non solo dalla Meredith della prima stagione non ci saremmo mai aspettati che sapesse essere una madre e moglie felice, ma non si è fermata lì: ha affrontato anche lo step successivo, perché Shondaland non è una favola, non si arriva mai all’happily ever after, c’è soltanto continua evoluzione, progresso, cambiamento, nel bene e nel male.

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Un po’ troppa evoluzione, invece, nella storyline di Amelia ed Owen: se la scorsa settimana avevo concesso loro una possibilità, dopo che si erano timidamente tenuti per mano, questo bacio mi ha presa alla sprovvista; il tentativo di Amelia di far capire ad Owen le sue intenzioni, e anche quello di sondare il terreno prima di presentarsi alla porta della sua roulotte, sono stati molto carini, ma da “ti porto una bottiglia di acqua gasata al lime” (LOL!) a “baciami adesso e subito” magari sarebbe potuto trascorrere qualche giorno in più.

Ovviamente il dramma non poteva essere assente del tutto, ma del cognato della Bailey non è che interessi particolarmente a nessuno, lo stesso dicasi delle reazioni di Ben a questo cambiamento. Punti bonus a Jo che si fa vedere nuda da chiunque passi per casa: finalmente ha smesso di fare la gelosa e ci regala soltanto il suo lato ironico, che le viene tanto bene. Ciò detto, godiamo di questi momenti sereni finché possiamo, dato che in genere durano molto poco, giusto il tempo di prendere fiato tra un dramma e l’altro.

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