Anatomía de Grey – 11×13 Staring At The End – Revisión por S.

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Questa settimana la recensione di Anatomía de Grey arriva un po’ más tarde de lo habitual, por dos razones: il primo è che il finale di How To Get Away With Murder meritava la precedenza, il secondo è che in questo episodio di Anatomía de Grey non è successo assolutamente niente.

Pensavo che avremmo assistito alla più grande operazione di neurochirurgia della storia e invece sono stati 40 minuti dedicati alle crisi d’ansia di Amelia e allo stato d’animo della Herman in quelle che potrebbero essere le sue ultime settimane di vita. Le paranoie di Amelia erano tutte cose già viste e già sentite nelle puntate precedenti, nulla di nuovo sotto il cielo, e questo vale sia per l’ansia da prestazione in vista del grande evento sia per il complesso di inferiorità nei confronti del fratello; in questo contesto la domanda cattivissima di Callie durante la conferenza non solo è risultata sconnessa da qualsiasi storyline generale, ma è stata del tutto inutile, ottenendo il solo effetto di farcela stare antipatica per un po’. Non che i suoi dubbi non siano leciti: Amelia passa più tempo a lamentarsi di quanto sia complicata l’operazione che ha autonomamente deciso di fare che non a convincere se stessa e gli altri di esser in grado di avere successo (un atteggiamento completamente diverso da quello che ci saremmo aspettati da Derek, effettivamente, altro motivo per cui sarà interessante vedere l’esito di questo esperimento chirurgico). La Shepherd si è salvata in corner con quel bel discorso sul tumore, descritto come una coraggiosa forma di vita che lotta per sopravvivere, ma anche questa parte è andata un po’ troppo per le lunghe, la metà del tempo sarebbe stata sufficiente.

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D’altro canto, la presenza di Nicole, più protagonista che mai, è stata l’unico motivo per cui l’episodio ha meritato un po’ di attenzione. Geena Davis è stata strepitosa come al solito, de lo contrario, più del solito: se già negli ultimi episodi avevamo iniziato a conoscerla un po’ meglio, oltre l’apparenza da donna senza cuore, ora ha davvero mostrato se stessa, ad Arizona a e con lei anche a noi. Mi sembra un po’ strano che con un tumore del genere nel cervello, e dopo aver affrontato diverse terapie, non abbia praticamente accusato nessun sintomo finora, ma perché interrogarci troppo su questi dettagli tecnici? I sintomi sono arrivati adesso, ed ecco che finalmente è il momento dell’operazione: en este punto, persino l’eternamente pragmatica e razionale Nicole Herman è spaventata dalla consapevolezza che la morte, di cui ha parlato con tanto distacco per mesi, è lì, ad un passo da lei.

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Questo, cari lettori, è tutto quello che è successo questa settimana a Anatomía de Grey: qui si va da puntate drammatiche come una maratona di film sull’olocausto a momenti di calma piatta, ma si sa che con Shonda la calma è sempre apparente. Así que lo que, prepariamoci per la grande operazione di Amelia (e di Nicole): dalla prossima settimana al Grey Sloan Memorial Hospital si torna a fare sul serio.

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