Grey’s Anatomy – 11×18 When I Grow Up – Recensione by S.

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Altro che miracoli di Natale, a Seattle c’è stato un vero e proprio miracolo di Pasqua: Derek è tornato normale! Dopo tante sofferenze, finalmente Shonda ci ha ripagati con un po’ di serenità, unico motivo per ricordare una puntata altrimenti poco significativa.

L’umiltà improvvisamente ritrovata di Derek è la prova definitiva che tutte le scenate e i litigi dell’ultimo anno erano soltanto dei capricci, per soddisfare il suo ego smisurato e le sue manie di protagonismo. Il che dimostra anche quanto avesse ragione Meredith a decidere di restare a Seattle: se non avesse seguito il consiglio di Cristina, la crisi si sarebbe tutt’altro che risolta mentre così tutti hanno ritrovato la retta via e ora possono vivere felici e contenti, andando a partite di calcio e saggi di danza. Sentire Meredith elencare tutte le meraviglie della sua vita ci fa venire voglia di picchiarla, come lei stessa suggerisce, ma allo stesso tempo non possiamo che condividere la sua felicità: Meredith e Derek sono ormai una delle coppie più celebri del panorama televisivo, e dopo undici anni è stato come se anche noi, in quel momento, ci rendessimo conto di quanto siamo fortunati ad averli nelle nostre vite, ammirando il nostro meraviglioso marito fare colazione con le figlie.

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Ma a parte Derek che si ricorda quello che voleva fare da grande c’è stato poco spazio per le storie personali dei protagonisti, e questa volta a farla da padrone sono stati i pazienti e le loro storie, ovviamente il più tragiche possibile. La collisione tra questi due fronti ha creato uno dei miei momenti preferiti dell’episodio: il poliziotto (Kevin Alejandro, aka Jesus di True Blood) che si prende una cotta per Callie. La scena mi è davvero piaciuta, è stata come una boccata d’aria fresca, soprattutto perché Callie e Arizona hanno proprio bisogno di stare lontane per un po’ considerando quanto si fosse deteriorata la loro relazione. Ma se per Meredith e Derek è sempre stato naturale pensare che la lontananza servisse solo a farli riavvicinare, nel caso di Calzona non ne sono altrettanto sicura. In passato sono state presentate come una delle tipiche coppie di Shondaland destinate a stare insieme, per sempre e contro ogni avversità, ma devo ammettere che, dopo qualche settimana di separazione, sembrano entrambe più felici adesso che prima. Ovviamente, mai dire mai.

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Una nota di tenerezza è arrivata dalle poche scene di Jackson, che anche senza approfondire troppo la questione cerca sempre di tenere vivo il ricordo di Mark, un vuoto che effettivamente si sente molto. Mi piacerebbe che gli venisse dedicato più spazio, magari con un avvenimento un po’ più significativo che la gita delle scuole elementari, per dargli la dignità che merita (del resto l’ospedale è dedicato anche a lui). Nota a margine: Jackson potrebbe anche tagliarsi quell’orribile barba.

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In tipico stile Grey’s Anatomy l’episodio è stato emotivamente più leggero dei precedenti, come succede ogni volta dopo un grande evento per consentirci di riprendere fiato e prepararci a quello che ci aspetta in futuro. Del resto, siamo ormai agli episodi finali della stagione, quindi il Grey Sloan Memorial si prepara ad affrontare, come minimo, un’invasione aliena.

[Potete trovare questo post anche dalla nostra affiliata Jessica Capshaw fan, che come sempre ringrazio per la collaborazione]

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