Grey’s Anatomy – 11×22 She’s Leaving Home – Recensione by S.

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Dopo l’evento drammatico della morte di Derek, è tempo di affrontare il lutto, elaborarlo ed iniziare il lungo processo di guarigione. Grey’s Anatomy lo fa con un episodio speciale di due ore, così da non dover affrettare gli eventi e permettere a tutti di ritrovare l’equilibrio necessario a riprendere in mano la propria vita.

Vedere morire Derek era stato già abbastanza difficile e rivivere quelle scene, insieme ai continui flashback, non ha reso facile la visione dell’episodio; in quest’ottica, ho apprezzato che non ci si sia soffermati troppo sul funerale: in fondo la vera fatica è tornare a vivere la propria quotidianità, è a quello che si deve prestare più attenzione. Un motivo pratico, invece, per non mostrarci il funerale era la difficoltà di riportare a Seattle tutti quanti, da Addison all’intera famiglia Shepherd, per una sola scena. Grazie ad un sapiente gioco di immagini sfumate e di capelli neri inquadrati dalla giusta distanza, abbiamo la certezza che Cristina fosse lì accanto a Meredith (fatto indirettamente confermato anche da Alex e molto chiaramente da un tweet di Camilla Luddington), e tanto basta.

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Sull’improvvisa sparizione di Meredith ho avuto sentimenti contrastanti, ma in generale devo dire che è la cosa più in linea con il personaggio; magari avrebbe potuto avvisare Alex (del resto anche lui è la sua persona) per fare stare tutti tranquilli, ma a parte questo dettaglio mi sembra comprensibile che quella casa la soffocasse, che avesse bisogno di prendere le distanze per rimettere tutto in prospettiva e capire cosa fare. Il sospetto della gravidanza di Meredith si è diffuso online praticamente subito dopo lo scorso episodio, e mai prima d’ora una teoria dei fan ha trovato conferma così in fretta (né la coppia ha mai avuto così tanta facilità ad avere un figlio)! Essere incinta non ha sicuramente reso più facile la situazione di Meredith, e giustifica ulteriormente la sua decisione di sparire per un po’. Si è presa il suo tempo per imparare a vivere senza Derek, per accettare l’idea di dover continuare il suo cammino da sola: come le ha insegnato bene sua madre, the carousel never stops turning, you can’t get off. E Meredith lo sa bene, la sua partenza non è stata uno scappare da ciò che doveva affrontare ma semplicemente un affrontarlo con i suoi modi e i suoi tempi: ne è la prova il fatto che dopo il parto sia tornata a Seattle a abbia ricominciato da dove aveva lasciato. Quando ha visto la sua (enorme) bambina appena nata, ritrovando Derek in lei, allora ha capito di essere pronta per affrontare il futuro, e con tutta la sua determinazione ha ricominciato da capo.

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I parallelismi tra Meredith ed Ellis (e, adesso, anche Zola) sono stati un pilastro dell’episodio, proseguendo una strada intrapresa dall’inizio della stagione: dopo anni di conflitti tra le due ora si trovano inaspettati punti in comune, ma è proprio nel momento in cui sembrano essere più vicine che Meredith prende una direzione diversa. A differenza di Ellis, ha trovato la forza di continuare a vivere senza il suo grande amore, e se Ellis sanguinava per aver tentato il suicidio, Meredith sanguinava per dare alla luce il suo terzo bambino: grazie a quello che ha imparato da Derek in tutti questi anni, Meredith ha saputo affrontare e gestire tutti i traumi infantili che la rendevano tanto dark and twisty e farne qualcosa di positivo, dimostrando quella maturità e quel coraggio che mancarono invece a sua madre e che, undici stagioni fa, credeva di non poter mai avere nemmeno lei.

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Tutta un’altra questione è, invece, Amelia: era ovvio che quella reazione alla notizia della morte di Derek fosse sintomo di un suo profondo malessere, però che palle! Che fatica per sopportarla! Capisco che sia turbata, che abbia perso tutti gli uomini della sua vita, ma ad ogni battutina ironica l’avrei strozzata con le mie mani, era più fastidiosa di un bambino capriccioso. Al momento della scenata davanti a mezzo ospedale ho esclamato “ma Owen si vuole davvero accollare questa malata di mente?” e purtroppo pare proprio di sì: con il suo spirito da crocerossino non può fare a meno che andare a salvarla. Vedere Amelia finalmente cedere al dolore per la perdita del fratello è stata senza dubbio una delle scene emotivamente più impegnative, e faccio i complimenti a Caterina Scorsone per la coinvolgente interpretazione, ma ciò non toglie che nel complesso sia veramente difficile dispiacersi per lei considerando quanto sia egocentrica (e il promo del prossimo episodio non fa che confermare questa sensazione).

Parole simili devo spendere, purtroppo, per April: nonostante sia andata a rischiare la vita per aiutare i più bisognosi, dimostra un livello di egoismo pari solo a quello di Arizona con i suoi continui riferimenti alla gamba amputata: si rende conto che anche Jackson ha perso un figlio o crede di essere l’unica al mondo a soffrire? Per fortuna c’è stato il salto temporale: non avrei tollerato mesi di questa sua idiozia, e mi sorprendo che li abbia tollerati Jackson senza mai mandarla a quel paese (del reso, in assenza di McDreamy qualcuno dovrà pur vestire i panni dell’uomo perfetto!).

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L’intensità della storyline di Meredith è stata alleviata dai battibecchi delle coppie Bailey/Ben e Richard/Catherine e dal flirt di Callie con il poliziotto (tifiamo per te!), strategia che ho molto apprezzato: già così la lacrima stava per fare capolino, non avrei resistito ad altri singhiozzi. Ed è così, tra una lacrima e una risata, che ancora una volta Grey’s Anatomy è maestra di vita: anche nel mezzo delle più impensabili e sconvolgenti tragedie, la vita deve continuare, e Grey’s ci insegna come fare. Guardiamo Meredith indossare la cuffia da sala operatoria di Derek e affrontare con coraggio il futuro, forte dell’amore che ha provato ma consapevole che lui se n’è andato mentre lei è ancora qui. La sua storia non può fermarsi. The carousel never stops turning.

[Potete trovare questo post anche dalla nostra affiliata Jessica Capshaw fan, che come sempre ringrazio per la collaborazione]

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2 pensieri su “Grey’s Anatomy – 11×22 She’s Leaving Home – Recensione by S.

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