Grey’s Anatomy – 11×23 Time Stops – Recensione by S.

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Meredith è tornata a Seattle ma il rientro non è stato uno di quelli soft, che le desse il tempo di riambientarsi: è pur sempre di Grey’s Anatomy che stiamo parlando, aspettarsi una catastrofe naturale è il minimo.

Di certo non aiuta la presenza di Amelia, che si aggira per i corridoi con sguardo scuro alle spalle di Meredith come l’angelo della morte pronto a colpire: ancora una volta non riesce a pensare che a se stessa. Il fatto che stia reagendo adesso alla morte di Derek ha l’unico lato positivo di aiutare anche noi nell’elaborazione del lutto, dato che a causa del salto temporale, a differenza di Meredith e tutti gli altri, non ci siamo potuti ritirare nella nostra bolla personale per 9 mesi. Comprendo anche il dolore per non aver potuto dire addio al fratello, ma riversare la sua tristezza su Meredith con quella cattiveria non mi sembra necessario: non è che sia stata lei ad ucciderlo, purtroppo le tragedie capitano; deve accettare che non c’era niente da fare, e anche se non lo vuole accettare può crogiolarsi nel suo dolore senza recriminare nulla a una che ha dovuto staccare la spina a suo marito, tanto meno può pretendere di avere ragione.

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In pieno stile Grey’s Anatomy, alle porte del finale si delineano problemi all’orizzonte per tutte le coppie che sembravano essere felici: Catherine e Richard, April e Jackson, Jo ed Alex. Per quanto riguarda i primi devo dire che Mrs. Avery non è stata per niente gentile: sappiamo bene che sei la proprietaria dell’ospedale, non è necessario sottolinearlo in tono saccente ogni volta che si presenta l’occasione; è evidente che questo continua ad essere un punto di scontro con Richard, ma non avevano risolto tutto pochi episodi fa? Affrontare di nuovo il problema, proprio il giorno delle loro nozze, mi sembra più un’involuzione della storia che un evento utile a smuovere le acque (cosa di cui non c’era assolutamente bisogno, tra l’altro).

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Si mette male anche per April e Jackson: il trauma del bambino non era abbastanza, quindi quale migliore idea che aggiungerci anche il disturbo da stress post-traumatico dei soldati? Ho già espresso la mia opinione in proposito quando April ha deciso di partire, una scelta dettata da una scarsa considerazione del dolore che anche suo marito stava vivendo; il problema è che se cerca di guarire da sola da quell’esperienza, percorrendo una strada solo sua, lei e Jackson non potranno che allontanarsi sempre di più, fino al punto in cui sarà troppo tardi per poter recuperare il rapporto. Per dovere di cronaca, la April soldato ci ha anche regalato la scena migliore dell’episodio in posa da super eroe: una di quelle che entrerà negli annali!

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Di allontanamento si tratta anche per Alex e Jo: improvvisamente tutti vogliono entrare nell’esercito (“go joining the freakin’ army!”), sembra un’epidemia. Questa coppia mi ha lasciata perplessa già lo scorso episodio: un anno è passato eppure tra di loro tutto è rimasto immutato, nessun passo indietro ma anche nessun passo avanti. Che fine hanno fatto tutti quei discorsi sull’essere una famiglia? È vero che lei si era tirata indietro quando lui parlò di matrimonio, ma forse sarebbe ora di tornare sull’argomento. E invece lei vuole andare in guerra! Perché? Le motivazioni di lui per non andarci non fanno una piega, ha fatto tanto per arrivare a sentirsi a casa, perché dovrebbe rinunciare a tutto? Nemmeno lei ha bisogno di partire, persino l’arruolamento di April aveva più senso. Ho sempre sostenuto i Jolex, ma sembra che gli autori non sappiano dove andare a parare, creando una crisi dal nulla per il solo gusto di dare un po’ di brio. La situazione mi allarma considerando il temporaneo trasferimento di Meredith e figli nella loro vecchia casa: a quanto pare esistono delle persone che tifano per la coppia Mer/Alex. A tempo debito (mooolto debito) e sforzandomi parecchio potrei anche riuscire a trovare un senso alla cosa, ma solo se Jo non esistesse. Invece lei c’è e da sempre è stata l’anima gemella di Alex, non c’è mai stato su dubbio su questo; se proprio devono avere una crisi che abbiano almeno un assaggio di happy ending prima, come è stato concesso a tutti.

A tutto questo si aggiunge l’arrivo dei nuovi specializzandi, che un po’ mi turba perché non mi sono ancora abituata alla faccia di Stephanie e già mi tocca vederla fare il capo presuntuoso; speriamo che i giovani medici siano più simpatici di lei. Insomma, siamo alla vigilia del finale e le prospettive non sono delle migliori praticamente per tutti i personaggi (anche per Maggie, cos’era quella strana telefonata?); in più abbiamo il crollo della galleria, direi che ci sono tutti gli elementi perfetti per un classico finale alla Grey’s Anatomy: adrenalina, ansia e lacrime. Affidiamoci a Shonda e speriamo per il meglio!

[Potete trovare questa recensione anche dalla nostra affiliata Jessica Capshaw fan, che ringrazio per la collaborazione]

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