Grey’s Anatomy – 11×24 You’re My Home (Season Finale) – Recensione by S.

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Per questo finale ero pronta al peggio: date le premesse, mi aspettavo come minimo un’ecatombe, un’invasione aliena, un disastro naturale. E invece no, è stato un finale dal tono complessivamente positivo, salvo qualche lacrima qua e là, pieno di speranza per il futuro.

Se la scorsa settimana avevamo lasciato tutte le coppie in crisi, adesso le crisi sembrano risolversi e i necessari compromessi vengono trovati. Vale per Richard e Catherine, che in un giorno solo si sono lasciati ripresi e sposati, e mi auguro che la loro trattativa di potere sancisca definitivamente l’archiviazione di questo argomento. Vale anche per Alex e Jo: la loro crisi era dettata solo dalle paturnie di lei e ha trovato la sua naturale soluzione; Alex se n’è uscito come solo lui sa fare, ossia sembrando uno stronzo per metà puntata ma dicendo una sola frase alla fine che cambia la prospettiva di tutta la situazione. Le sue osservazione sul fatto di aver trovato finalmente un equilibrio ed un suo posto nel mondo non significavano che non avrebbe rinunciato a niente per Jo, significavano che Jo era parte integrante e necessaria di quell’equilibrio tanto cercato. Finalmente anche lei l’ha realizzato, e i due hanno fatto quel passo avanti di cui si sentiva l’esigenza già da un po’.

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Fortunatamente questo happy ending sembra mettere a tacere le sempre più insistenti voci che vedevano un futuro di coppia per Alex e Meredith: non giocheranno alla grande famiglia vivendo insieme, ma mentre lui percorrerà la sua strada lei tornerà nella sua casa di sempre, quella dove è cresciuta. L’idea della casa costruita da Derek messa in vendita è alquanto dolorosa, ma come sempre Shonda sa dare una logica anche a quello che non ci saremmo mai aspettati: come si potrebbe stare lì senza di lui? Sicuramente non riesco ad immaginare un estraneo muoversi in quelle stanze, ma il ritorno di Meredith nella sua casa di infanzia è la cosa più in linea con il suo personaggio: deve ricominciare da un luogo che sia solo (o almeno soprattutto) suo, per imparare ad essere di nuovo Meredith senza più Derek. Ora la sua famiglia ha una nuova forma: oltre ai figli, c’è il definitivo ingresso di Maggie, che affronta il primo dramma familiare della sua vita proprio con l’aiuto di Meredith (chi l’avrebbe detto a inizio stagione?) e c’è Amelia, che forse ha ritrovato la stabilità mentale; il messaggio in segreteria di Derek è stato emotivamente distruttivo per gli spettatori, Amelia ci ha trovato consolazione anche se non è chiaro il motivo, dato che non parlava nemmeno di lei. Ma sono dettagli: queste tre donne sono, in un certo senso, tutte sorelle, e adesso hanno trovato un terreno comune da cui ripartire insieme; al motto di “dance it out”.

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Il lieto fine non vale, invece, per April e Jackson: lui ha finalmente smesso di farsi da parte (perchè anche la sua pazienza ha un limite), facendo notare ad April quello che era chiaro a tutti, ossia che è stata un’insensibile egoista per più di un anno. Come previsto la scorsa settimana, April si è allontanata così tanto da rendere impossibile ricucire il loro rapporto: ha pensato a come lei potesse guarire, a come lei potesse superare la morte del figlio, ignorando del tutto il dolore del marito. Come nota la mia co-autrice R., evidentemente April è convinta di avere concepito il figlio con il Signore se non le passa neanche per la mente che anche Jackson possa soffrire. È davvero un bivio decisivo quello a cui si trovano: se April restasse a Seattle, Jackson si sentirebbe in colpa vedendola infelice, e anche questo non farebbe tanto bene al matrimonio; ma se April partisse, al suo ritorno dovrebbe riconquistarlo e farsi perdonare, impresa assai ardua. Come sempre, confidiamo in Shonda: un matrimonio con fuga dall’altare non può finire così! Metto già le mani avanti, però, in merito ad un’eventuale riconciliazione: se deve trasformarsi in un’agonia continua come è successo per Arizona e Callie, piuttosto che si lascino subito!

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Tra alti e bassi, giunge così a conclusione quella che sin da settembre è stata presentata come una stagione Meredith-centrica, impostazione assolutamente confermata settimana dopo settimana. Dall’arrivo di Maggie, ai litigi familiari su carriera e lavoro, alla morte di Derek, ogni evento si è riflettuto su Meredith, che li ha affrontati uno dopo l’altro superando i suoi stessi limiti. E proprio questo è l’insegnamento principale dell’undicesima stagione di Grey’s Anatomy: qualunque sia l’ostacolo che la vita ti pone davanti, qualunque tragedia inaspettata si verifichi, non è mai la fine, si trova sempre il modo di andare avanti. What’s broken can be mended, whah’s hurt can be healed. No matter how dark it gets, the sun will rise again.

[Potete trovare questo post anche dalla nostra affiliata Jessica Capshaw fan, che ringrazio per la collaborazione durante questi mesi e spero di rivedere a settembre!]

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