Grey’s Anatomy – 12×02 Walking Tall – Recensione by S.

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Al Grey Sloan Memorial Hospital si continua a respirare aria di novità e di ottimismo: nonostante qualche tumore e qualche crisi esistenziale, c’è sempre una nota positiva di fondo, soprattutto adesso che si inizia a toccare con mano la tanto anticipata nuova vita di Meredith, nominata Head of General Surgery.

Il personaggio di Meredith è rimasto abbastanza sullo sfondo, ma nonostante questo la sua presenza è sempre determinante per lo sviluppo dell’episodio; in parte perché, essendone la voce narrante, tendiamo comunque a vivere tutto dalla sua ottica, con la solita frase finale che la riporta sempre al centro dell’attenzione; in parte perché è pur sempre molta la curiosità di vedere come si assesta la sua vita senza più Derek; è vero che, con il salto temporale, di tempo ne è passato, ma è da poco che è tornata a lavorare (la cuffietta di Derek sempre in bella vista ce lo ricorda bene), ed è quello l’ambiente in cui eravamo abituati a vederli insieme.

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L’assenza di Derek, comunque, non sembra pesare più di tanto; più in generale, in questo momento non peserebbe l’assenza di alcuno dei protagonisti maschili: per chi non l’avesse ancora notato, Grey’s Anatomy sembra una pubblicità progresso sul femminismo, con tutte queste donne in carriera (ovviamente tutte intelligenti e bellissime) a dirigere qualsiasi reparto dell’ospedale. Vi ricordate le lotte di potere tra Derek, Richard e tutti i maschi alfa di turno? Poverini! Ciaone proprio!

I drammi emotivi della Bailey al suo primo giorno di primario erano abbastanza prevedibili e altrettanto prevedibilmente si sono risolti: la sua temporanea isteria ci ha regalato l’occasione per ricordare i tempi in cui era “The Nazi” e un momento di grande amicizia tra lei e Richard, che è sempre il faro nell’oscurità per chiunque passi da quell’ospedale.

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L’unica nota seria e anche un po’ triste della stagione, finora, è la storyline di April e Jackson: lei ora fa la rinsavita e quella che vuole immolarsi in nome dell’amore eterno che si sono promessi, ma come sempre arriva un po’ tardi. Ha ragione Jackson, lei fa sempre quello che vuole a prescindere dalla sua opinione; ora ha deciso che deve salvare il loro matrimonio e procede imperterrita per la sua strada, ma magari dovrebbe fermarsi a riflettere sul fatto che lui non abbia minimamente voglia di andarle incontro. Vorrà pur dire qualcosa. E le promesse di amore non erano così vivide nella sua mente quando l’ha abbandonato per la seconda volta, è inutile che faccia l’offesa perché lui le ha dato un ultimatum, è il minimo che potesse aspettarsi.

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Bilanciano questo matrimonio in crisi le effusioni tra Amelia ed Owen, che stanno ancora lì a baciarsi ed ignorarsi: per dio, mettete le cose in chiaro e state insieme! L’evolversi della loro storia potrebbe finalmente permettere ad Amelia di mostrare un nuovo lato di sé (almeno a chi non ha seguito Private Practice), perché rimanendo in questo limbo senza alcuno spessore rischia di passare per un pallido rimpiazzo di Cristina, mentre dovrebbe rappresentare una valida alternativa, o almeno avere qualche punto a proprio favore.

La stagione è ancora all’inizio ma si stanno già delineando quelle che saranno le colonne portanti di tutte le trame nei prossimi mesi; la partenza è stata positiva, in linea con le aspettative e le anticipazioni, e da questo punto di vista Grey’s difficilmente delude: sa esattamente cosa funziona e cosa no. Ad esempio, ultimamente riesco a trovare simpatica persino Stephanie: gli autori si stanno davvero superando.

[Come sempre potete trovare la recensione anche dalla nostra affiliata Jessica Capshaw fan]

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