Grey’s Anatomy – 12×03 I Choose You – Recensione by S.

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Nonostante il clima allegro e meno emotivamente devastante del solito, il caso medico strappalacrime non poteva mancare: ed ecco che arriva la morte di un neonato tra le braccia di Alex. Capisco che fosse necessario per introdurre la sua storyline di quest’anno, però, insomma, mai una gioia ‘sto ragazzo.

Le tragedie nella vita di Alex non sono mancate durante l’infanzia e l’adolescenza, ma certo il matrimonio con Izzie non poteva migliorare la situazione, figuriamoci la brillante idea di congelare gli embrioni perché la poverina era in punto di morte. Questo continuo nominarla durante l’episodio mi ha parecchio irritata, ma fortunatamente la conclusione della litigata tra Alex e Jo non lascia adito a dubbi: di Izzie non ci dobbiamo preoccupare. L’unico motivo per cui sia io che la mia co-autrice R. potremmo tollerare che si parlasse ancora di Izzie sarebbe l’annuncio della sua morte. Ad onor del vero, questo astio nei suoi confronti deriva più che altro dall’insofferenza per la sua interprete Katherine Heigl, che ha pensato di poter anteporre le sue manie di protagonismo alla lealtà nei confronti della serie e degli spettatori. Ovviamente, mi rendo conto che affrontare la questione degli embrioni crioconservati fosse necessario per portare il personaggio di Alex alla svolta che lo attende da tanto tempo. Mettere le cose in chiaro con Jo sull’importanza della loro relazione è solo il primo passo verso un nuovo stadio della vita di Alex, in cui finalmente verrà ricompensato per essere cresciuto e maturato così tanto, quando nessuno, undici anni fa, gli avrebbe dato una chance.

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Questa settimana tocca a Meredith, con il solito ausilio di Maggie e Amelia, alimentare la vena comica dell’episodio. Con la vicenda dello stipendio basso ci abbiamo messo pure un po’ di femminismo e attualità, ma senza nessuna deriva moraleggiante. Il triumvirato delle sorelle, oltre ad essere sempre molto divertente, ci permette di conoscere meglio Maggie, altro personaggio di cui dobbiamo ancora scoprire tanto: e quale migliore occasione per iniziare se non una crisi esistenziale e conseguente bacio a collega da ubriaca? Tipico Grey’s style.

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Sempre più tragedia, invece, il matrimonio di April e Jackson: sentirgli pronunciare “divorce” con quella rabbia ha auto un certo effetto, ma continuo comunque a dargli ragione. Se da un lato c’è un senso nel comportamento di April che cerca di salvare le cose, dall’altro non può essere una cosa a senso unico: deve riconoscere quando è il momento di farsi da parte e aspettare che anche lui sia pronto a riparare le cose. Non significa arrendersi, ma solo dare tempo al tempo, altrimenti finirebbe solo per forzarlo e la situazione non farebbe che peggiorare ulteriormente. Dando a Jackson i suoi spazi, invece, cioè facendo quello che lei ha fatto solo per se stessa, potranno forse, ad un certo punto, tornare ad essere entrambi sulla stessa pagina e ricostruire il loro matrimonio.

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Nel complesso questa stagione sembra puntare molto sui legami affettivi tra i protagonisti, legami affettivi in senso lato più che solo relazioni sentimentali. Ci sono le solite coppie che nascono e che muoiono, ma un peso più rilevante è dato alle amicizie e alla famiglia; se prima questo aspetto era confinato al rapporto tra Meredith e Cristina, ora si rende necessario inquadrarlo da un’altra prospettiva: la novità delle tre sorelle Grey/Shepherd, l’amicizia storica di Meredith e Alex, il nuovo rapporto maestro-allievo della Bailey e di Meredith. Insomma, come sempre il punto di forza di Grey’s Anatomy è l’abilità con cui sa raccontare le persone e i complessi legami che tra queste si creano, senza bianco e nero ma in un’infinita gradazione di grigi.

[Come sempre potete trovare la recensione anche dalla nostra affiliata Jessica Capshaw fan]

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