Grey’s Anatomy – 12×09 The Sound Of Silence – Recensione by S.

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Dopo una lunghissima pausa invernale è finalmente tornata la Shonda Night, ed è tornata con il botto: anche se gli ascolti di Grey’s Anatomy sono leggermente calati rispetto al mid-season finale, infatti, l’episodio è stato davvero indimenticabile.

“The Sound of Silence” è il tanto anticipato episodio diretto da Denzel Washington, ed è un piccolo capolavoro; il merito va ovviamente a lui, ma anche agli autori e ad Ellen Pompeo, che tiene in piedi da sola tutta la trama per 40 minuti, senza perdere un colpo (e che, se questo fosse un mondo giusto, meriterebbe almeno una nomination agli Emmy).

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E sono stati 40 minuti davvero intensi, non tanto perché si temesse per la sorte di Meredith, quanto per il modo in cui l’incidente e la guarigione sono stati raccontati, soffermandosi su ogni piccolo dettaglio e rendendo l’ansia, lo smarrimento e la frustrazione distintamente percepibili. La chiave è, appunto, quel silenzio del titolo, che opprime, soffoca, toglie il fiato e sembra annientare tutto intorno a te. È il silenzio di quando nessuno si accorge dell’aggressione a Meredith, il silenzio stesso che la circonda quando perde temporaneamente l’udito: è così che viene resa perfettamente la sensazione di isolamento in cui si trova, isolata perché non sente e isolata perché costretta a letto, in silenzio, lontana dai suoi figli e senza più Derek a starle accanto. Ma è proprio in questa condizione che Meredith si rende conto di non essere affatto sola: “it turns out I have a whole damned village”, ed è forse questo il primo momento in cui si concede di pensare a qualcuno di diverso dal marito come la propria famiglia.

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Principale membro della sua famiglia è Alex, insostituibile punto di riferimento, così come lei lo è per lui; ma per il famoso principio per cui “se ami qualcuno devi lasciarlo andare”, ora che Meredith ha realizzato di essere ancora amata e sa di non dover affrontare il futuro con le sue sole forze, è pronta (finalmente) a lasciare che anche Alex viva la sua vita e torni da Jo (nota dell’autrice: se Jo non se lo riprende inizio uno sciopero della fame).

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Unica nota negativa, purtroppo, la presenza di Amelia: è impossibile trovare le parole adatte per definire il livello di fastidio che suscita questa donna. Sul fatto che debba sentirsi in colpa nei confronti di Meredith non ci sono dubbi, ma questo non vuol dire che debba ancora una volta sentirsi al centro della vicenda. Qualsiasi cosa accada, non riesce mai a vedere oltre se stessa, il suo egocentrismo non ha davvero paragoni. Adesso vuole anche l’applauso per i 30 giorni di sobrietà… Amelia, ti comunico una scioccante notizia: non ce ne frega niente. La tua nuova battaglia contro la dipendenza non ti rende più meritevole di comprensione, resti comunque una capricciosa egoista, quindi cerca di crescere oppure eclissati definitivamente.

Per fortuna c’è Richard che porta calma e saggezza tra gli scompensi emotivi di tutti, e ancora una volta fa da padre a Meredith insegnandole a perdonare, un passo necessario per poter finalmente guardare avanti; finora, infatti, quello che Mer ha fatto era soltanto sopravvivere: da sola, rimboccarsi le maniche e affrontare il lavoro e la vita da madre, chiudendo fuori tutto il resto. Ora può smettere di odiare Penny, di Derek per essersene andato, e di odiare se stessa per aver odiato Derek: ora può chiudere quel capitolo e riprendere davvero in mano la sua vita.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥♥ Capolavoro

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