Grey’s Anatomy – 12×12 My Next Life – Recensione by S.

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Dopo settimane di episodi dedicati a personaggi specifici, sempre emotivamente impegnativi e con grandi risvolti per le rispettive storyline, siamo passati ad un episodio più leggero e più corale, ma non per questo privo di momenti toccanti.

Questa settimana abbiamo ripreso le fila delle vite di quasi tutti, da Jo e Alex ad Arizona, da Maggie a Riggs; e non è un caso che tutti siano presenti in quello che è stato una sorta di tributo a Derek: abbiamo visto il lutto di Meredith, con lei gli abbiamo detto addio, abbiamo in parte vissuto il dolore di Amelia, ma non avevamo ancora ripensato a Derek nel suo ambiente, il Grey Sloan Memorial: l’avevamo salutato come marito e fratello, ora l’abbiamo rivisto come chirurgo. L’occasione è stato il ritorno in ospedale di Katie Bryce, paziente di Derek e Meredith nel pilot, la loro “surgical child”, come dice Amelia. Rivedere quelle vecchie immagini è sempre emozionante, ma ora finalmente riusciamo a guardarle sorridendo invece che struggendoci dal dolore, e già è un grande passo.

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La presenza di Katie serve anche altri scopi: da un lato, pone le prime pietre nella rappacificazione tra Meredith e Amelia (ancora comunque molto lontana), dall’altro serve alla stessa Amelia per affrontare (di nuovo) e superare (si spera) i suoi complessi di inferiorità nei confronti del fratello. Devo dire che questo tema è ormai un po’ stantio, non è che ogni volta che lei si rimette a bere bisogna ricominciare da capo tutto il processo di fiducia in se stessi; capisco che effettivamente funzioni così, ma non ce ne frega più niente di vederlo. Lo stesso dicasi per la relazione con Owen: dagli pace, Amelia, dai pace a questo pover’uomo. Considerando i salti temporali che ci sono stati nella trama sono quasi due anni che vanno avanti con questo tira e molla: oltre a non essere più molto credibile è davvero estenuante, spero vivamente che questa sia la volta buona per passare alla fase successiva.

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Arriva lentamente il lieto fine anche per Alex e Jo: per quanto mi irriti che non sia andato tutto liscio, è giusto che lei non abbia accettato l’anello (se l’avesse voluto davvero l’avrebbe già indossato, come sottolinea Stephanie), ormai in questa situazione dire “sì” ad Alex sarebbe risultato forzato e avrebbe rovinato tutto. Evidentemente non era il momento giusto, ma è altrettanto evidente che quel momento arriverà, e sono certa che allora sarà perfetto, come sanno essere solo i momenti più romantici usciti dalla penna di Shonda Rhimes.

Restano un po’ sullo sfondo tutti gli altri: Maggie e De Luca a strapparci sempre qualche risata, Richard e Arizona ad alleggerire i toni, Riggs con le prime confessioni sul suo passato e, soprattutto, April con il suo segreto, che resterà tale ancora per poco; spero che la rivelazione della gravidanza venga trattata con un pizzico della leggerezza vista in questo episodio, perché un altro psicodramma a tema Japril non si regge, meglio alleggerire l’atmosfera e posticipare un po’ la toccante resa dei conti.

Anche questo un ottimo episodio, uno dei tanti delle ultime stagioni, a dimostrazione di come Grey’s abbia saputo reinventarsi e ritrovare la strada giusta dopo alcuni anni bui; e saperlo fare così bene dopo 12 anni di messa in onda è davvero un punto di merito che solo poche serie possono vantare.

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità.

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