Grey’s Anatomy – 12×13 All Eyez On Me – Recensione by S.

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Un “episodio intervallo”, questo di Grey’s Anatomy, in cui non succede nulla di rilevante fino all’ultimissima scena; tutte le storyline sono più o meno sospese, per distrarci un po’ in vista della prossima ondata di avvenimenti vari ed eventuali e per preparare lentamente il terreno per la svolta nella vita di Meredith.

Ovviamente è di Grey’s Anatomy che si tratta, quindi anche un episodio del genere non è mai esattamente normale: questa volta abbiamo assistito al miracolo del Dream Team, e come sempre i chirurghi del Grey Sloan Memorial sembrano angeli scesi dal cielo in un mondo popolato da incompetenti. Difficile anche restare indifferenti all’operazione in sé, con questo soldato monogamba vagamente inquietante, ma chi siamo noi per contraddire Callie? Come sempre, l’operazione è anche un pretesto per varie riflessioni sulla condizione umana, e questa volta Meredith ci insegna che a volte farsi spronare da chi ci sta intorno non è una cattiva cosa, a volte smettere di opporre resistenza può fare bene.

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Del resto, chi può saperlo meglio di Meredith? Ha passato una vita ad imparare a stare da sola, ed è diventata così brava a farlo che non si accorge nemmeno di non poterne più; l’ha realizzato durante l’analisi post aggressione: non le va più di stare da sola e, per una volta, avevano ragione tutti gli altri che le stavano continuamente intorno. Il passo successivo al raggiungimento di questa consapevolezza è trovare il coraggio di stare, davvero, con qualcun altro: ma non si tratta tanto del coraggio di intraprendere una nuova relazione, quanto di accettare la possibilità che accada, di riconoscere davanti a se stessi e agli altri che sì, potrebbe esserci un nuovo uomo. Ovviamente se non sono fighi a Grey’s Anatomy manco li fanno avvicinare, ed è così che entra in scena il bel Will Thorpe (interpretato a Scott Elrod), medico dell’esercito dagli occhi penetranti alla Jackson Avery: sarà lui il nuovo amore di Mer o sarà solo una meteora?

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Mi piace molto che il potenziale nuovo partner sia stato presentato in una veste diversa da quella del collega e in un luogo diverso dal Grey Sloan Memorial: troppi ricordi e troppe somiglianze avrebbero condannato in partenza questa storia, mentre così c’è più respiro, più possibilità di manovra senza ritrovarsi con un altro in quelli che furono i luoghi di Derek. Certo se dovesse durare non potrà essere per sempre così, ma almeno il primo passo è stato quello giusto.

Sento (e leggo) già le lamentele di certi fan, che gridano all’oltraggio e alla lesa maestà, che minacceranno di non guardare più la serie perché senza la coppia Meredith e Derek nulla ha più senso, e la natura dello show è stata tradita e chi più ne ha più ne metta. A queste polemiche rispondo con le stesse parole che usai subito dopo la morte del dottor Shepherd: loro due insieme ci hanno insegnato il grande amore, ma la protagonista è Meredith Grey; e se lui è morto, la vita di lei continua e vederla prendere il coraggio a due mani, “come se nessuno guardasse”, per conoscere Will dovrebbe solo renderci fieri di lei.

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità

[Come sempre potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate Jessica Capshaw fan e We Love Alex Karev]

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